Come adottare cani gatti o altri animali

Lo scopo di questa pagina è quello di sensibilizzare le persone all’adozione di cani, gatti, cavie o altri animali randagi o abbandonati in canili sovraffollati, magari non più giovanissimi ma con un cuore grande quanto il mondo.

 

cani randagigatti randagi

Adottare cani gatti o altri animali: perché?

In Italia 600 mila cani e 2 milioni di gatti vagano randagi per le strade. Oltre 200 mila animali sono reclusi nei canili. Ogni anno vengono abbandonati circa  80 mila cani, 50 mila gatti ed un numero consistente di conigli, tartarughe, criceti, pappagalli, cavie etc.. Spesso acquistati per soddisfare un capriccio momentaneo o per seguire le tendenze della moda, non appena diventano scomodi vengono abbandonati. L’80% di questi solitamente muore di stenti o per incidenti stradali oppure subisce maltrattamenti. Solo una piccola percentuale si imbatte in qualche anima di buon cuore che decide di occuparsene personalmente o di rivolgersi ad Associazioni di Volontariato. Adottare è, perciò, una scelta etica e responsabile che contribuisce alla lotta contro il randagismo e l’abbandono. Adottando un animale darete a lui un’opportunità di vita migliore e libererete il posto (nel canile, gattile, rifugio o stallo) per un altro animale in difficoltà il quale un giorno, si spera, avrà lo stesso felice destino.

NON COMPRARE, ADOTTA. Perché l’amore non si compra. Si dona.

Molto spesso, una volta accalappiati, gli animali restano a vita nella struttura di destinazione. Canili spesso sovraffollati con un numero quattro volte superiore al limite indicato, talvolta situati in località difficili da raggiungere,  molte volte con pochi o addirittura senza alcun volontario che possa dar loro una speranza di adozione.
Rinchiusi, loro malgrado, dietro le sbarre di un anonimo box, trascorrono giornate tristi e monotone.
Mai una passeggiata, mai una carezza, mai una prelibatezza.  Solo una esigua minoranza riesce varcare la soglia del canile: in genere sono i cuccioli perché si pensa che siano i più gestibili.
I cani adulti, di taglia grande e dal mantello scuro sono quelli che solitamente terminano la loro misera vita dietro le sbarre. Una volta diventati anziani la vita in canile diventa molto più difficile rispetto ai primi anni. Il freddo arriva alle ossa, il caldo è eccessivo e mal tollerato, i movimenti diventano difficoltosi.

Il cane nero non lo voglio, no!

cani neri

La sindrome del cane nero è una forma di razzismo nei confronti dei cani neri che sono erroneamente ritenuti:

  • più pericolosi
  • più aggressivi
  • più mordaci

Per tali motivi, tutti assolutamente falsi, le persone ne hanno paura e rifiutano l’adozione adducendo varie e spesso fantasiose motivazioni.
Molti passi in avanti sono stati fatti per sfatare queste erronee ed assurde convinzioni. Ad oggi, però,  dati alla mano, i canili sono sempre stracolmi di cani neri ultimi ad essere adottati per colpa di questo infondato pregiudizio.

Adottare cani adulti: i vantaggi

  1. Il cane adulto non fa danni in casa. Non mette i denti come il cucciolo, quindi non ha bisogno di mordere la prima cosa che trova (solitamente scarpe e sedie!). Impara molto presto a non fare i bisogni in casa. Un cucciolo, solitamente, lo apprende dopo diversi mesi…
  2. Il cane adulto non ha bisogno di lunghe passeggiate. Con il passare del tempo, infatti, si riduce il bisogno di attività fisica. Non siete perciò costretti a camminate estenuanti o ad uscite continue.
  3. Il cane adulto si adatta molto più facilmente al nuovo ambiente e alle nuove persone. Inoltre, si adatta subito alle abitudini del padrone perciò di notte vi lascerà dormire sonni tranquilli!
  4. Il cane adulto che viene da un canile mostra una infinita gratitudine al padrone per averlo sottratto da una situazione di sofferenza.
  5. Il cane adulto non riserva sorprese né caratteriali né fisiche. E’ quello che si vede. Né più né meno.
  6. Il cane adulto non richiede tutte le attenzioni di un cucciolo, perciò lascia più tempo per voi stessi.
  7. Il cane adulto non è in grado di imparare. Niente di più falso! I cani continuano ad imparare, a qualsiasi età. Al contrario, un cane adulto è in grado di assimilare molto rapidamente tutto ciò che gli viene insegnato.

Se adotti un cane adulto, eviterai che trascorra il resto dei suoi giorni in un freddo e misero box dove poi verrà trovato, oramai in fin di vita.

L’importanza di avere un animale domestico

Adottare un cane o un gatto migliora la vita non solo dell’animale ma anche della persona che lo accoglie con sé.  Tantissimi studi hanno dimostrato gli effetti benefici che la presenza di un animale apporta: cani  gatti, conigli, furetti, uccelli etc..  fanno compagnia, alleviano la solitudine, evitano l’isolamento, impongono ritmi e attività fisica, scandiscono le giornate.  Numerosi studi hanno dimostrato che anche semplicemente accarezzare un animale costruirebbe un potente fattore calmante del sistema neurovegetativo poiché il contatto col pelo morbido avrebbe un potente effetto calmante sul battito cardiaco e sulla respirazione.

  • Un animale in casa unisce la coppia: prendersi cura, insieme, di un animale consente di trovare nuovi stimoli, nuovi obiettivi e rinnova il rapporto di fiducia.
  • Un animale in casa responsabilizza i bambini: un animale domestico è un essere vivente di cui prendersi cura e  non un peluche con cui giocare. I genitori hanno il compito di insegnare ai figli quanto sia importante accudirlo e rispettarlo.
  • Un animale in casa allevia la solitudine delle persone anziane: un animale di cui prendersi cura consente alla persona di sentirsi ancora utile; la sua presenza aiuta a sopportare la solitudine e a riempire le giornate altrimenti lunghe e monotone.

 Inoltre, vivere con un cane o un gattorinforza il sistema immunitario dei bambini rendendoli anche più resistenti anche alle allergie. Secondo uno studio dell’Università di Buffalo, la nostra convivenza con un animale domestico migliora la nostra risposta a eventi stressanti.  Come se non bastasse, è stato dimostrato che chi possiede un quadrupede è mediamente più snello di chi, non avendolo, resta incollato al divano. Infine, chi ha un cane ha maggiori possibilità di stringere nuove amicizie e, perché no, di incontrare il grande amore. Insomma, vale la pena avere un cane, vero?

Accudire un animale, insomma, spesso è terapeutico (la cosiddetta Pet Therapy), a patto, però, di non caricare gli animali domestici di eccessive ansie o assurde antropomorfizzazioni. Gli animali domestici, infatti, rimangono pur sempre tali e perciò hanno esigenze spesso differenti dalle nostre delle quali bisogna assolutamente tener conto. Umanizzarli o dedicar loro cure quasi “umane” nasconde un nostro bisogno inconsapevole di accudire quella parte interna di noi più vulnerabile e indifesa; accudire un animale, insomma, spesso è un modo per accudire e fornire conforto a noi stessi.

adottare un cucciolo

Abbiamo deciso: vogliamo adottare un cucciolo!

Bene, un cucciolo in famiglia è sempre una gioia. Per accoglierlo nel migliore dei modi vi suggeriamo di leggere attentamente i consigli della Dr.ssa Lorella Notari, Medico Veterinario Comportamentalista, Specialista Europeo in Medicina Comportamentale Veterinaria. Per contattarla: Lorella.notari.vet@gmail.com www.etostudio.it

L’importanza di adottare un cucciolo all’età giusta

Durante le prime settimane di vita il cucciolo percorre un cammino di esperienze che rimarranno scolpite in lui e determineranno, insieme al suo patrimonio genetico, il suo carattere e le sue attitudini. Vi sono tappe che ogni cane deve percorre per diventare un animale adulto equilibrato e adattabile alle diverse situazioni ed è per questo che è importante che rimanga con la madre e con i fratellini della cucciolata almeno fino a 7-8 settimane. In questo modo potrà sviluppare quelle capacità di autocontrollo che gli permetteranno di diventare un compagno piacevole e affidabile.
Adottare un cucciolo troppo presto, prima delle 7-8 settimane di età, significa correre il rischio di avere un animale facilmente eccitabile, che mordicchia tutto e tutti e che non controlla la forza del suo morso, creando danni anche solo quando gioca. Per questo abbiate cura di adottare il cucciolo all’età giusta: 8 settimane.

Socializzazione e abitudine a vivere in un mondo pieno di stimoli diversi: gli strumenti per diventare un cane equilibrato

Esiste un periodo nella vita del cucciolo che va dalle prime tre settimane ai tre mesi di vita durante il quale le esperienze fatte contribuiscono in maniera fondamentale a formare il carattere dell’animale.
Se durante questo periodo il cucciolo viene in contatto con tanti stimoli diversi si abituerà non solo a quegli stimoli ma soprattutto ai cambiamenti e alle novità, che come ben sappiamo possono essere infiniti.
Un cane abituato a diversi tipi di persone (uomini, donne, bambini di ogni età, anziani che si muovono usando il bastone…) e di animali ( altri cani di razze diverse, gatti, altri animali domestici…) fin dalle prime settimane di vita sarà più socievole, non reagirà spaventandosi, eccitandosi o mostrandosi aggressivo quando viene portato in passeggiata o a casa di amici o in qualsiasi posto frequentato da persone diverse rispetto ai membri della famiglia. Si adatterà bene ai cambiamenti nella famiglia stessa, come per esempio la nascita di un bambino o l’arrivo di un ospite.
Allo stesso modo se il cucciolo si abitua a diversi tipi di rumori e di ambienti ( traffico, rumori casalinghi…) sarà più rilassato e gestibile in ogni situazione.
Il periodo sensibile è prezioso perché bastano poche esposizioni per accrescere le capacità di adattamento. Un cane, come una persona, può imparare e abituarsi a cose nuove per tutta la vita, ma questo processo è molto più lento e difficoltoso se durante i primi mesi è rimasto isolato o non ha ricevuto sufficienti stimolazioni. Moltissimi problemi di eccessivo timore, timidezza e aggressività derivano dalla scarsa stimolazione durante il periodo sensibile. I cuccioli vanno portati a spasso in luoghi diversi, a giocare con altri cani, a vedere e sentire bambini che giocano. Occorre metterli in contatto con la maggior parte di stimoli possibili: è il modo migliore per prevenire problemi futuri. Naturalmente siate graduali e non traumatizzateli, ma dovete essere coscienti che questo è il modo migliore per proteggerli per il resto della vita.

Arrivare a casa, il primo viaggio in macchina

Spesso il viaggio dallo stallo, dal canile o dal rifugio di provenienza fino alla nuova casa è per il cucciolo la prima esperienza di viaggio in macchina.
L’eccitazione potrebbe fare brutti scherzi e quindi meglio agire con cautela per evitare che una prima esperienza spiacevole segni l’inizio di un problema, quello del cane che sta male in macchina o che non vuole salire.

Seguendo i semplici consigli che seguono i rischi dovrebbero essere ridotti al minimo:

  • Mettere il cucciolo sul sedile posteriore con qualcuno accanto che possa controllarlo
  • Prima di partire per portarlo a casa carezzatelo e fatelo giocare sia mentre la macchina è ferma sia mentre è in moto. In questo modo potrà fare da subito un’associazione piacevole senza spaventarsi troppo.
  • Fare in modo di preparare una cesta o una scatola di cartone dove il cucciolo si senta “contenuto” e protetto. In questa scatola ci dovrà essere un poco del materiale della lettiera della cucciolata in modo che un odore familiare lo accompagni durante il viaggio
  • Se il viaggio è lungo (più di mezz’ora) prevedete delle tappe frequenti. La persona che sta vicino al cucciolo dovrà cogliere i segnali di disagio come agitarsi, sbadigliare molto e leccarsi le labbra. Questi segnali potrebbero essere sintomi di nausea ed è bene fermarsi per qualche minuto.
  • Soprattutto se il cucciolo è stato male in macchina durante il suo primo viaggio fate in modo che, nei giorni seguenti, passi brevi periodi nella macchina mentre sta facendo cose piacevoli ( mangiando, giocando…). Anche il questo caso dapprima con la macchina ferma e poi mettendola in moto. Fate gradualmente dei brevi giretti, anche solo di poche decine di metri, per poi aumentare mano a mano la lunghezza del tragitto.

Il problema di vomitare in macchina è molto frequente e fastidioso e spesso comincia da esperienze spiacevoli nel primissimo periodo della vita. Correre subito ai ripari seguendo questi consigli eviterà problemi nel futuro.

L’alimentazione

A parte l’uso di alimenti corretti e appositi per i cani in crescita, vi sono alcune norme che riguardano il pasto del cucciolo che è importante seguire fin da subito:

  • I cuccioli mangiano frequentemente, 3-4 volte al giorno, ma questo non significa che debbano avere il cibo sempre a disposizione.
  • Date il cibo a orari regolari, lasciate la ciotola per 15 minuti e poi ritiratela, anche se il cane non ha mangiato tutta la razione. Eventualmente, in caso di cani molto piccoli, anticipate l’ora del pasto successivo ma non lasciate il cibo a disposizione per ore.
  • Evitate di dare il cibo al cucciolo mentre mangiate voi o subito prima: distanziate di almeno un’ora il pasto del cane dal vostro se deve mangiare prima, oppure date il pasto subito dopo il pasto della famiglia.
  • Non date bocconcini dalla tavola per nessuna ragione.
  • Non guardate il cane mentre mangia, lasciate la ciotola e allontanatevi.
  • Evitate di appoggiare la ciotola mentre il cane vi sta saltando addosso. Deve rimanere tranquillo fino a quando la ciotola non è a terra. Se si agita troppo aspettate qualche minuto fingendo di nulla. L’ideale è che il cucciolo impari a sedersi per avere la ciotola del cibo.

Le prime notti

Le prime notti nella nuova casa potrebbero creare qualche disagio. L’importante è dare al cucciolo i messaggi giusti in modo che si adatti velocemente al nuovo ambiente e ai ritmi della famiglia.
La cosa migliore è fare in modo che abbia un suo spazio, magari un angolo della stanza che avrete delimitato con dei pannelli per cuccioli, reperibili facilmente nei negozi per animali (sono dei pannelli di rete metallica che servono a delimitare delle aree ristrette), oppure ricavato in un angolo fra il muro e un mobile e separato da un cancelletto per bambini. La cesta deve essere confortevole e “contenitiva”. Spesso le prime notti è utile mettere un cartone rovesciato perché avere una sorta di tana dà sicurezza al cagnolino.  Se possibile, nella cesta mettete un poco di materiale preso dalla lettiera della cucciolata.

Sia che decidiate di tenere il cucciolo nella camera con voi ( le prime notti lo fa sentire più sicuro), sia che lo lasciate in un’altra stanza, è importante che gli facciate sentire la vostra presenza rassicurante carezzandolo ogni tanto. Allo stesso tempo però dovete evitare di dargli attenzione se guaisce. Se andate a consolarlo mentre abbaia o guaisce imparerà a farlo proprio per attirare la vostra attenzione e passerete la notte in bianco per molto tempo. Se invece fin dal primo giorno starete ben attenti a non coccolarlo quando piange ma solo quando è tranquillo capirà che la maniera migliore per avere le vostre attenzioni e rimanersene quieto a riposare.

Inoltre è buona norma abituare il cucciolo a stare un po’ per conto proprio fin dal primo momento in cui arriva a casa. Se viene fatto oggetto di attenzioni per tutto il giorno come potrà rimanere tranquillo la notte? È bene quindi ignorarlo una mezz’oretta ogni tanto, fare come se non ci fosse. Dargli qualcosa da mordicchiare e uscire ogni tanto dalla stanza è un ottimo “allenamento” per un cucciolo a non diventare troppo dipendente dalla continua attenzione del padrone.

Un altro aiuto può essere costituito dall’ADAPTIL una sostanza che si diffonde nell’aria da un erogatore che viene attaccato alla presa di corrente e che è la riproduzione di una sostanza che mamma cagna produce per rendere i cuccioli tranquilli e appagati dopo la poppata.  Questo prodotto contribuisce a far sentire il cucciolo appagato e tranquillo nel nuovo ambiente; è facilmente reperibile dal veterinario o in farmacia.

Educare il cucciolo a sporcare nel posto giusto

L’età in cui più comunemente un cucciolo viene adottato è otto-dieci settimane e a questa età le sue necessità di sporcare sono molto frequenti. Non ci si può aspettare di non avere “incidenti” in casa quando un cucciolo è così piccolo, ma è importante cominciare da subito una corretta educazione in modo che, mano a mano che cresce, acquisisca la capacità di sporcare nel luogo giusto.
Ci sono alcuni suggerimenti semplici che possono aiutare il cucciolo a capire che deve sporcare fuori:

  • Portarlo all’esterno dopo ogni pasto, ogni pisolino e dopo che ha giocato. Lasciargli una relativa libertà di movimento all’interno della zona che avete scelto (il giardino o fuori casa in generale) gli consentirà di allontanarsi un poco da voi e annusare per trovare l’angolino preferito. A questo scopo si può usare un guinzaglio allungabile.
  • Quando avrà sporcato premiatelo con un “bravo”. Fate attenzione a non dire “bravo” con voce eccitata appena inizia a sporcare, potreste interromperlo. Fatelo invece appena ha finito. Ricordate che le deiezioni vanno sempre raccolte quando vengono emesse per strada o ai giardinetti. È buona norma raccoglierle subito anche nel proprio giardino in modo da prevenire eventuali infestazioni parassitarie del terreno (oltre che sgradevoli sorprese sotto le scarpe).
  • Quando il cucciolo ha appena sporcato fuori può avere libero accesso alla casa, ma sempre sotto la supervisione di una persona. Negli altri periodi sarà bene tenerlo in un posto piccolo, soprattutto se è passato molto tempo dall’ultima volta che ha sporcato o se ha appena mangiato o giocato.
  • Preparate un’area delimitata (da un cancelletto per bambini, da un recinto per cuccioli, da due mobili e un asse o una grata…) per le prime settimane di permanenza in casa. In quest’area ponete la cesta dove il cucciolo dorme, la ciotola del cibo e quella dell’acqua e un giornale dove, in caso di emergenza, potrà sporcare. Nei periodi più a rischio ( dopo i pasti e i giochi se non è possibile uscire subito), quando riposa e durante la notte il cucciolo dovrebbe stare in quest’area ristretta. In questo modo, se deve sporcare, lo farà sul giornale e non in giro per casa.
  • Se il cucciolo sporca in casa pulite accuratamente usando un disinfettante organico (non usate né ammoniaca né candeggina). Subito dopo asciugate e strofinate con alcool a 95 gradi. In questo modo è meno probabile che rimangano tracce di feci o urine che potrebbero stimolare il cane a sporcare ancora nello stesso posto.
  • Non punite il cucciolo se ha sporcato in casa, a meno che non lo cogliate sul fatto. Le punizioni “a posteriori” non servono a nulla tranne che a spaventare il cane
  • Non punitelo fisicamente e soprattutto non mettetegli il muso nell’urina
  • Se cogliete il cucciolo sul fatto dite un “no!” secco. Se possibile ( perché ha appena iniziato) prendetelo in braccio avvolto in un asciugamano e portatelo fuori.
  • Fate molta attenzione a NON PUNIRE UN CUCCIOLO, NEPPURE CON UNA SEMPLICE SGRIDATA, SE ANCORA NON AVETE AVUTO L’OCCASIONE DI PREMIARLO PERCHE’ HA SPORCATO NEL POSTO GIUSTO. Il primo apprendimento che deve acquisire è dove sporcare e non dove non farlo. Il rischio è che, se lo punite, capisca che non deve sporcare davanti a voi. In questo modo potreste trovarvi nella situazione di un cucciolo che non sporca in passeggiata perché ha paura di essere punito e aspetta di arrivare a casa e sporcare mentre voi non lo guardate.
  • Cercate di prevenire gli incidenti non lasciando mai il cucciolo incustodito e libero di girare per casa. Quando non potete controllarlo lasciatelo nella sua zona ristretta. Se notate segni che esprimono la necessità di sporcare (annusa per terra e gira in tondo) prendetelo subito in braccio e portatelo fuori.
  • Evitate l’uso di pannoloni per cani: il vostro cucciolo potrebbe sviluppare una preferenza per quel tipo di substrato e poi sporcare sui vostri tappeti. Usate il giornale solo dentro lo spazio ristretto e non cospargete la casa di giornali: è importante che il cucciolo capisca da subito che la casa NON E’ il posto dove si sporca.

Il cucciolo distruttore: come salvare i mobili dalle sue mandibole

Il cucciolo ha bisogno di mordicchiare, è un comportamento normale e una necessità fisica e comportamentale. Per evitare che prenda di mira i mobili o che si impossessi di oggetti che potrebbero risultare pericolosi occorre proporgli le cose adatte e dissuaderlo dal volgere la sua attenzione e le sue mandibole ad altro.
Ci sono in commercio innumerevoli oggetti adatti ad essere morsicati: giochini in gomma, ossa finte, strisce, trecce…Per fare in modo che il cane rivolga la sua attenzione a questi oggetti e non ad altro occorre renderglieli interessanti e alternare spesso il tipo di oggetti, per forma e consistenza.
È un’ottima idea tenere una scatola dei giochi che non sia a disposizione del cucciolo in modo da avere sempre sottomano qualcosa che, dal suo punto di vista, sia prezioso e interessante e soprattutto sia del padrone. I cani sono particolarmente interessati a ciò che non possono avere facilmente e che non è a loro completa disposizione (come noi, del resto) e la scatola dei giochi costituisce sempre un oggetto “magico”, un po’ come il barattolo dei biscotti nello scaffale in alto di quando eravamo bambini.
Lasciate un paio di oggetti (un gioco e un oggetto da mordere) a disposizione del cucciolo, alternandoli tutti i giorni con altri sempre diversi (ritirate quelli del giorno precedente e mettetene a disposizione altri due).
Se il cucciolo comincia a mordicchiare un mobile dite un “NO!” secco, chiamatelo a voi e poi dategli qualcos’altro da mordere, magari tolto dalla magica scatola dei giochi.

Dovete fare molta attenzione a non indurlo a smettere di mordere il mobile proponendogli un’altra cosa: potrebbe capire che viene premiato per quel che sta facendo ed ovviamente questa è l’ultima cosa al mondo che vogliamo. La procedura giusta è interromperlo con un “NO” e poi chiedergli di fare qualcosa per noi (semplicemente venire al nostro richiamo o, se il cucciolo lo ha già imparato, sedersi) prima di dargli un altro oggetto da mordicchiare. In questo modo il cucciolo potrà fare chiaramente la differenza fra ciò che può e ciò che non può mordere.
Per dissuadere il cucciolo dal mordicchiare i mobili si può anche usare questo sistema:

  1. procuratevi una pomata antireumatica, di quelle con un odore molto intenso e pungente
  2. mettete una piccolissima quantità (quasi invisibile) di questo prodotto sul naso del cane. Questo provocherà una reazione di disgusto e di fastidio
  3. mettete una piccolissima quantità dello stesso prodotto sul mobile a rischio

in questo modo l’odore fungerà da deterrente e, soprattutto se il cane ha alternative (cioè oggetti da mordere che gli avete messo a disposizione voi), smetterà di mordere il mobile.

Il gioco

Il gioco, oltre che un divertimento e uno sfogo di energie, è anche una maniera di educare i nostri cani e di imparare a comunicare con loro.
Il gioco costituisce una “palestra di vita “ per i cuccioli e un modo di esprimere in maniera innocua comportamenti innati come per esempio cacciare.
Attraverso il gioco il legame con il padrone si forma e si fortifica: un padrone che gioca con il suo cane è un padrone amato e interessante, che dal punto di vista del cane vale la pena di seguire e di ascoltare anche fuori dal contesto di gioco.
Attraverso il gioco i cuccioli imparano le regole dello stare insieme e imparano a riconoscere per la prima volta i propri limiti e le proprie capacità. Attraverso gli insegnamenti che vengono da mamma cagna e l’interazione giocosa  con i fratelli i cuccioli imparano a controllarsi dapprima nel gioco e poi nella vita in generale. Per questo esistono alcune regole che i padroni devono conoscere e applicare per evitare di crescere un cane che non sa controllarsi .

Ecco alcuni consigli pratici per giocare con i cani:

  • Ignorare sempre un cane che salta addosso, gratta le gambe e mordicchia per incitare al gioco. Attendere che abbia smesso di chiedere per poi richiamarlo e proporre un gioco. Ignorare significa fare come se il cane non ci fosse. Gli strilli e le sgridate, se lo scopo è ottenere l’attenzione del padrone e giocare, possono essere addirittura dei premi e quindi bisogna evitare di reagire cercando di scacciarlo nervosamente o sgridandolo, perché il più delle volte si ottiene l’effetto contrario.
  • NON ABITUARE IL CANE A GIOCARE DIRETTAMENTE CON LE MANI, USARE SEMPRE DEGLI OGGETTI
  • Se si gioca a tira-e-molla è bene usare oggetti appositi come tirelli e trecce che si trovano nei negozi per animali. È importante che il cane abbia chiaro in testa che non può cominciare il gioco quando vuole (altrimenti comincerà a tirare calze, pantaloni, tovaglie, tende…) ma deve chiedere per favore (sedersi quando il padrone lo chiede) e aspettare che il padrone inizi il gioco. Allo stesso modo il padrone decide quando finire il gioco. Per interrompere un tira-e-molla  bisogna fare in modo che il cane apra spontaneamente la bocca e contemporaneamente dire “ dammi”. Basta mettergli un bocconcino di buon cibo sotto il naso mentre sta tirando. Quando sta aprendo la bocca dire “dammi” e, appena lascia l’oggetto, dare il bocconcino-premio. In questo modo il cane capirà che “dammi” significa “lasciami l’oggetto e verrai premiato”. Dopo un po’ di volte non sarà necessario premiarlo con il bocconcino tutte le volte che lascia il tirello o la treccia, sarà sufficiente dire “dammi”.
  • Se si gioca con la palla è buona norma avere 2 palle identiche. Iniziare il gioco tirando una palla al cane e se non la riporta o non vuole lasciarla non inseguirlo per riaverla ma mostrargli la seconda palla e fare l’atto di lanciarla. Di fronte alla prospettiva di rincorrere la seconda palla la maggior parte dei cuccioli lascerà immediatamente la prima. Se così non fosse aspettate comunque che lasci spontaneamente la prima palla prima di tirare la seconda. Cercate di capire quando il cane si dimostra un po’ meno entusiasta del gioco in modo da essere sempre voi (e non lui) a interrompere.
  • Il cane può essere stimolato ad “usare il naso” facendogli piste di croccantini in casa o in giardino. Indirizzandolo verso il primo croccantino dovrebbe poi attivarsi e cercare gli altri che avrete nascosto in posti sempre più difficili mano a mano che il cane diventa esperto in questo tipo di gioco.

Bisogna sempre ricordare che i cuccioli hanno molto più bisogno di giocare e di mordicchiare e quindi devono avere molti giochi da fare da soli oltre che con il padrone e molti oggetti da mordere. I giochi e gli oggetti da mordere, per consistenza forma e colore, vanno alternati in maniera che risultino sempre interessanti.

Abituare il cucciolo ad essere manipolato, spazzolato, visitato

Moltissimi cani non si lasciano toccare volentieri, soprattutto in alcune zone del loro corpo, e questo può essere un problema sia perché non si riesce a tenerli puliti sia perché diventa difficile farli visitare dal veterinario e curarli quando sono malati.
Ogni toelettatura per questi cani è un vero e proprio trauma, per non parlare delle visite veterinarie.
Per evitare problemi nel futuro è buona norma abituare i cuccioli ad essere manipolati in maniera piacevole in ogni parte del corpo.

Per far questo basta munirsi di qualche succulento bocconcino e cominciare a toccare il cane nelle zone più “facili”, cioè i fianchi e il collo. Dopo qualche carezza premiare il cane con il bocconcino. Mano a mano occorrerà spostarsi e carezzare le orecchie, la coda, le zampe in tutta la loro lunghezza. A intervalli regolari andrà dato un premio.
Gradualmente si potrà passare ad aprire la bocca, tenerla aperta per qualche secondo e poi infilarci dentro un buon bocconcino prelibato.
Allo stesso modo si solleverà la coda e poi si premierà il cucciolo.
Poi si dovrà passare a sollevare le orecchie e strofinare con dolcezza per pochi secondi un panno o un tamponcino al loro interno. Anche in questo caso il cane verrà premiato immediatamente dopo. La stessa cosa si dovrà fare intorno agli occhi, altra zona “a rischio” soprattutto per i cani a pelo lungo.

Introdurre fin dai primi giorni l’uso di una morbida spazzola e spazzolare per 1 o 2 minuti, poi premiare il cane.
Facendo queste operazioni si insegna al cucciolo che ogni manovra fatta sul suo corpo, sia con le mani nude che con “attrezzi” (spazzole, tamponcini di cotone…) porta a un esito positivo (il premio). I cuccioli così abituati saranno molto più facili da gestire per il resto della vita.

Collare e guinzaglio

È buona norma che il cucciolo porti un morbido e leggero collarino fin dai primi giorni. Molti padroni sono preoccupati che si possa impigliare o che rovini il pelo ma l’utilità di abituare il cane al collare dovrebbe far superare ogni titubanza.
Dovrebbe essere di nylon, di stoffa o di morbidissima pelle e andrebbe stretto in modo da non creare fastidi di alcun genere e non impigliarsi o sfilarsi facilmente (tra collare e collo dovrebbe passare un dito).

La prima volta che il cucciolo mette il collare ne sarà senz’altro infastidito e quindi procedete gradualmente, lasciandolo per pochi minuti mentre gioca o mangia. In seguito si potrà aumentare il  lasso di tempo in cui viene indossato fino a lasciarlo per tutta la giornata.

La stessa gradualità va usata col guinzaglio; ecco la procedura più semplice da seguire quando si vuole insegnare a un cucciolo a seguire al guinzaglio:

  • Cominciare a lasciare il guinzaglio attaccato al collare ma senza impugnarlo.
  • Fare in modo che il cucciolo impari a star vicino a noi mentre il guinzaglio “penzola” dal suo collare, anche solo per pochi secondi. Per far questo basta tenere in mano un giochino o un bocconcino e stare leggermente chinati. Se il cucciolo salta addosso ritirare il premio, se segue senza saltare addosso anche per pochi secondi premiarlo.
  • Dopo che ha imparato a seguire in casa per brevi tratti impugnare il guinzaglio e farsi seguire sempre proponendo un premio. Gradualmente passare dalla posizione chinata verso di lui alla posizione eretta.
  • Se il cucciolo si blocca quando il guinzaglio si tende, chiamarlo con dolcezza e premiarlo se si avvicina al nostro fianco.
  • Progressivamente applicare il guinzaglio all’esterno, partendo dai luoghi più familiari (giardino, pianerottolo, strada davanti a casa).
  • Per evitare che impari a tirare insegnargli che si può procedere in avanti solo se il guinzaglio non è teso. Non appena entra in tensione fermarsi e attendere che il cane si avvicini e il guinzaglio sia lasco prima di procedere oltre.
  • Non tirate con forza il guinzaglio se il cucciolo va troppo in avanti o si blocca indietro. Date solo dei leggeri strattoncini ripetuti, molto delicatamente. Se il cucciolo si avvicina a voi procedete, in caso contrario accucciatevi e richiamatelo, senza innervosirvi.

Naturalmente occorre portare fuori il cane fin primi giorni, quando arriva nella sua nuova famiglia, e quindi non si può aspettare che impari a seguire. Per questo è consigliabile l’uso dei guinzagli estensibili che consentono libertà di movimento e controllo allo stesso tempo. Occorre usare buon senso perché questi guinzagli se lasciati allungare troppo si impigliano alle gambe o negli alberi creando scompiglio.  Inoltre il cane potrebbe allontanarsi troppo e incorrere in pericoli.

Le prime passeggiate

È molto importante che il cucciolo si abitui fin dai primi giorni a vedere molte persone diverse, altri cani e fare diverse esperienze. Bisogna però usare buon senso perché esperienze troppo intense potrebbero spaventarlo: occorre essere graduali e rispettare i tempi e le attitudini del cucciolo.
In generale è bene che i cani vengano lasciati liberi di interagire e non bisogna spaventarsi se qualche soggetto adulto ringhia a un cucciolo troppo petulante. L’educazione impartita ai cuccioli da soggetti adulti della stessa specie contribuisce alla crescita armoniosa e all’adattamento per la vita futura.
Non esiste una “formula magica” per accertarsi che i cani del giardinetto che frequentiamo non costituiranno un pericolo per il nostro cucciolo e che quindi possiamo lasciarlo libero di frequentarli liberamente. In generale i pericoli di tenerlo isolato dagli altri cani (per proteggerlo) sono infinitamente maggiori di quelli insiti nel rischio di lasciarlo interagire. Difficilmente un cane adulto ed equilibrato andrà oltre l’avvertimento se un cucciolo si fa troppo invadente. Le sue reazioni serviranno al cucciolo per capire come ci si rapporta col prossimo (canino) e quindi favoriranno la possibilità che diventi un cane normale e socievole con i suoi simili.
Le passeggiate devono anche servire ad abituare i cuccioli ai rumori del traffico, ai bambini, a persone vestite in modo diverso e che si muovono in modo diverso.
In sostanza i cuccioli dovrebbero essere messi in contatto il prima possibile e il più regolarmente possibile con tutti gli stimoli, sociali e ambientali, che potrebbero incontrare da adulti.

…Infine ricordate :

  • Bisogna premiare il cucciolo quando si comporta bene, più che punirlo quando si comporta male
  • Ogni volta che il vostro cucciolo mette in atto un comportamento sgradito pensate sempre a cosa lo ha motivato ad agire così e qual è lo scopo che il cucciolo vuole ottenere. In questo modo potrete decidere di non premiare quel comportamento e avrete la possibilità di prevenire che si ripresenti in futuro. Per esempio se vi mordicchia per giocare ignoratelo: il suo scopo era ottenere la vostra attenzione e quindi ignorandolo gli avrete detto chiaramente che non è così che si ottiene. Preverrete il problema per il futuro perché se un comportamento non ottiene il risultato per cui è stato messo in atto diverrà sempre meno frequente: chi mai spenderebbe energie per non ottenere nulla?
  • Le punizioni fisiche, la maggior parte delle volte, sono pericolose e inefficaci: evitatele
  • Ignorate i comportamenti sgraditi, essere ignorati è già una punizione per i cani.
  • Non permettete al cucciolo di montarvi, anche se la cosa vi sembra divertente.
  • Scegliete voi il posto dove il cane deve dormire o riposare. Questo posto deve essere tranquillo e lontano dai luoghi di passaggio (porte, corridoi)
  • Fate in modo che non salga su divani e poltrone senza permesso.
  • Decidete gli orari dei pasti in modo che non corrispondano a quelli del vostro pasto: è meglio che il cucciolo mangi lontano dai pasti dei padroni, oppure dopo che i padroni hanno mangiato.
  • Non lasciate la ciotola del cibo a disposizione ma toglietela dopo 15 minuti, anche se il cucciolo non ha mangiato tutto.
  • Non guardate il cane mentre mangia.
  • Non date bocconcini dal tavolo.
  • Siate coerenti nei vostri comportamenti: se vi lasciate saltare addosso quando siete in abbigliamento sportivo non potrete pretendere che il cucciolo non vi salti addosso quando siete vestiti bene
  • Se il cucciolo dimostra di aver paura di qualcosa o qualcuno non forzatelo al contatto né cercate di calmarlo carezzandolo: la migliore dimostrazione che non c’è da temere viene dal comportarsi come nulla fosse. Siate cauti e graduali nel proporre stimoli nuovi e date al vostro cane la possibilità di adattarsi senza traumi.

 

Letture consigliate.

Dal canile a casa vostra: prevenire ed affrontare i problemi di comportamento dei cani del canile. Lorella Notari

Adottare un cane dal canile è una scelta importante che può segnare l’inizio di una bellissima esperienza, ma è anche una scelta che richiede consapevolezza e ponderazione per evitare di far soffrire di nuovo chi ha già tanto sofferto. Tante sono le domande che ci si pone quando si decide di adottare un cane da un canile: Come faccio a capire se il cane che vorrei adottare si adatterà alla mia famiglia e al mio stile di vita? Meglio adottare un cane adulto o un cucciolo? Meglio un maschio o una femmina? Meglio grande o piccolo? Ho un bambino piccolo, non sarà rischioso prendere un cane dal canile? Il libro cerca di dare gli strumenti per rispondere a queste e tante altre domande e fare una scelta consapevole per evitare l’insorgenza di problemi che possono costringere i proprietari, come purtroppo spesso accade, a riportare il cane al canile. Da queste pagine è possibile ricavare gli strumenti per prevenire e affrontare le difficoltà di inserimento di un cane da canile nella famiglia: lo scopo è favorire una convivenza sana e felice, come è giusto e naturale che sia.

Potete trovare il libro nelle librerie Feltrinelli o su www.amazon.it

Si fa presto a dire BAU – Lorella Notari

L’abbaio ininterrotto ed eccessivo è una fra le criticità più frequenti nel rapporto cane-padrone ed è sempre indicatore di un disagio. Il nucleo del problema si rivela spesso la mancanza di una corretta comprensione delle esigenze dell’animale da parte dei proprietari, perché se è vero che i cani sono i migliori amici dell’uomo, la loro visione del mondo è necessariamente diversa dalla nostra. Sulla base di casi reali, il libro mostra come può cambiare la vita dei nostri beniamini se la guardiamo attraverso i loro occhi: la terapeuta interpreta infatti la quotidianità nell’ottica dell’animale spiegando così le difficoltà del rapporto con il proprio cane e suggerendo come correggere i comportamenti inadatti. Quasi sempre è sufficiente creare ambienti domestici congeniali alle esigenze di Fido, senza trascurare l’importanza delle passeggiate all’esterno e dei momenti di gioco. Una sezione è dedicata ai training tips (esercizi e giochi) utili a favorire l’autocontrollo del cane con esercizi a difficoltà graduali e semplici stratagemmi.

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Manuale di sopravvivenza per gatti di casa- Lorella Notari

Quando il nostro gatto non ha la possibilità di fare il gatto ossia non riesce a soddisfare almeno in parte le sue esigenze etologiche per ragioni ambientali come vivere in spazi ridotti, inadatti o in situazioni di convivenza forzata con altri animali od umani che interferiscono con la privacy felina, può risentirne al punto da manifestare aggressività o, al contrario, soffrire di stati depressivi o ansiosi manifestando comportamenti poco graditi. Sulla base di casi reali, il libro mostra come può cambiare la vita dei nostri beniamini se la guardiamo attraverso i loro occhi: la terapeuta interpreta infatti la quotidianità nell’ottica dell’animale spiegando così le fonti di disagio e suggerendo come agire per contrastare eventuali difficoltà. Scopriremo che può bastare qualche piccolo accorgimento nel sistemare gli spazi di casa o qualche divertente gioco fatto in casa per trasformare un gatto insoddisfatto in un gatto felice e rendere perciò più felici anche noi.

Potete trovare il libro nelle librerie Feltrinelli o su www.amazon.it

La cavia: conoscerla, sceglierla, adottarla