Caratteristiche fisiche e comportamentali dei gatti

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la magia del gattoI gatti possiedono proprietà terapeutiche? E magiche?

A mio parere sì.

A chi non è mai capitato di essere un po’ giù di morale e, per riacquistare la serenità, passare una mano sulla schiena del proprio gatto? Se non siamo troppo invadenti, micio lascia fare perché ha capito che abbiamo un problema.

Infatti, i gatti hanno una sensibilità particolare che gli fa comprendere quando necessitiamo di essere consolati.

Questa loro caratteristica è alla base della Pet Therapy, una specie di magica pozione che aiuta le persone con problemi fisici e psichici.

Ma la sensibilità felina va ben oltre: la capacità di avvertire in anticipo calamità naturali quali terremoti, cicloni, uragani o semplicemente temporali.

La facoltà di leggere il carattere di una persona, tanto che molti si affidano al giudizio del proprio gatto prima di stringere nuove amicizie.

La magia di un gatto ci avvolge sempre, soprattutto quando affonda i suoi meravigliosi occhi nei nostri e noi ci facciamo volentieri catturare dal mistero della sua essenza.

 

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perchè il gatto mangia lettieraMi è stato chiesto perché una gattina da una settimana a questa parte ha iniziato a mangiare qualche grano della lettiera e se la cosa possa essere indice di qualche malattia.

In effetti, quando un gatto adulto inizia a mangiare la lettiera potrebbe avere dei problemi di salute (insufficienza renale o pancreatica, in questo caso però si dovrebbe notare anche un dimagrimento importante) o di stress (cambiamento di casa, inserimento di un nuovo gatto, nascita di un bimbo ecc.).

Le conseguenze possono essere gravi (blocco intestinale) se la quantità assunta è importante, minime (vomito) se si tratta di quantità insignificanti.

Il consiglio quindi, se il comportamento persiste, è di programmare al più presto una visita dal veterinario.

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gatto mangia troppoMi è stato chiesto se la continua richiesta di cibo da parte di un gatto può essere il sintomo di qualche malessere fisico o psichico.

Un micio in buona salute mangia volentieri anche più volte al giorno ma, nel caso le numerose richieste fossero accompagnate da una sete eccezionale (i gatti in genere non bevono molto) e da dimagrimento, la causa potrebbe essere un diabete mellito. Se poi, oltre all’iperfagia, sono presenti un forte dimagrimento e frequenti episodi di diarrea, potrebbe trattarsi di un’insufficienza pancreatica o, peggio ancora, di forme neoplastiche dell’intestino.

In questi casi occorre una visita urgente dal veterinario di fiducia.

Nel caso tuttavia la voracità del gatto portasse “solo” a obesità, meglio prendere provvedimenti (sempre su consiglio del veterinario) perché altrimenti la qualità della vita e la longevità del nostro beniamino potrebbero essere a rischio per una sua maggiore vulnerabilità verso patologie diverse. 

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gatto che beve pocoMi è stato chiesto da una signora perché il suo gatto non beve mai. Infatti, la ciotola di acqua che viene riempita con acqua fresca tutte le mattine, alla sera è sempre intatta.

In genere i gatti non amano l’acqua (forse per l’odore di cloro presente nelle acque di acquedotto?). Ne hanno tuttavia bisogno perché, se un gatto può sopportare una sotto nutrizione per parecchi giorni, la disidratazione provocata dalla carenza di acqua non può raggiungere i due/tre giorni, pena gravi problemi che potrebbero condurre il nostro beniamino persino alla morte.

È da tenere presente comunque che nei cibi umidi il 40 per cento è rappresentato da liquidi, mentre le crocchette, per un micio che non beve, sono controindicate.

Che fare allora?

Ho osservato molti gatti che disdegnano la ciotola di acqua, ma sono attratti dall’acqua corrente (da rubinetto o da sgocciolature di tubi). O anche gatti che bevono nelle pozzanghere formate dalla pioggia (in questo caso per loro è fastidioso proprio l’odore del cloro dell’acqua trattata).

Quindi magari si potrebbero acquistare quegli erogatori di acqua da cui quest’ultima sgorga a flusso continuo dopo essere stata filtrata da appositi filtri a carboni attivi. Sembra che questo tipo di abbeveratoio stimoli il desiderio di bere nei gatti.

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alimentazione nel gatto anzianoMi è stato chiesto se il gatto anziano richiede una dieta particolare.

Ebbene sì.

Nel gatto anziano la funzionalità renale diminuisce sensibilmente. Per questo bisognerebbe cambiare tipo di alimentazione, introducendo alimenti dietetici prodotti per soggetti sofferenti di insufficienza renale.

Purtroppo questa operazione, soprattutto in un gatto anziano abituato da anni a una certa alimentazione, diventa molto difficile.

L’unico metodo è quello di introdurre il nuovo alimento (solitamente consigliato dal veterinario) gradualmente, mescolandolo in dosi sempre maggiori al cibo abituale.

In genere questi tentativi falliscono sia a causa dell’ostinazione del gatto, sia perché l’insufficienza renale e i problemi fisici legati all’invecchiamento (stomatiti, gastriti, rallentamento del transito intestinale) favoriscono l’inappetenza.

Che fare dunque?

Meglio lasciare il nostro pet vivere serenamente gli ultimi anni della sua vita!

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Consigli sull’alimentazione del gatto.

alimentazione del gattoMeglio non abituarlo a un solo alimento: se il produttore dovesse sospenderne la produzione, sarebbe un problema (e servirebbe parecchio tempo) per riuscire a somministrargli altre marche.

Non nutrire il gatto con sola carne: potrebbe altrimenti presentare problemi nella struttura ossea (osteoporosi) dovuti a un errato rapporto calcio/fosforo. Se poi la carne fosse cruda, il gatto potrebbe contrarre la toxoplasmosi, quindi, nel caso si volesse variare un po’ la dieta del micio con carne, meglio cuocerla bene.

Evitare di nutrirlo con pesce crudo perché quest’ultimo contiene un enzima (la tiaminasi) che distrugge la vitamina B1 (la cui carenza può causare disturbi nervosi e debolezza). Poiché il calore distrugge la tiaminasi, se si vuole offrire al nostro tesoro un po’ di pesce, basta cuocerlo e togliere (importante) tutte le lische.

Anche le uova crude (soprattutto l’albume che distrugge la biotina, una vitamina essenziale) sono controindicate perché possono provocare disturbi di stomaco.

Se qualche volta si propone al gatto un po’ di carne, non togliere il grasso: il nostro beniamino ne ha bisogno in quanto non sintetizza i grassi.

I cibi per cani sono controindicati per i gatti che hanno apparati digerenti completamente differenti dai cani.

I carboidrati sono controindicati per i gatti che non hanno un corredo enzimatico adatto ad assimilarli.

Importante: il cibo deve essere somministrato al gatto a temperatura ambiente perché alimenti troppo freddi potrebbero causare gastriti e altri disturbi intestinali. Quindi, se avete messo in frigo una mezza scatoletta avanzata, prima di offrirla al nostro tesoro, scaldarla un po’ a bagnomaria.

E infine, evitare di somministrare al nostro beniamino integratori o vitamine se non espressamente prescritti dal veterinario di fiducia. 

 

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quanti muscoli ha un gattoMi è stato chiesto quanti muscoli possiede un gatto e qual è la differenza con il numero di quelli umani.

Il corpo di un gatto presenta 517 muscoli di cui ben 32 solo nell’orecchio.

Il corpo umano ne possiede 752 che sono pochi in relazione alle dimensioni dei due corpi: quello felino e quello umano.

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colpo di calore  nel gatto: ecco cosa fareCon la bella stagione le abitudini dei gatti si modificano. Pur non soffrendo il caldo come il freddo, esiste sempre il pericolo che il nostro micio vada incontro a un colpo di calore.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per evitarlo:

  • Predisporre per loro luoghi riparati dal sole dove possano riposare senza pericolo.
  • Lasciare sempre acqua fresca a disposizione e far consumare i pasti nelle ore più fresche.
  • Se è abituato a uscire, meglio che sia nelle prime ore mattutine, quando il caldo è meno intenso.
  • Evitare di lasciarlo in un luogo chiuso e poco ventilato.
  • Evitare di fargli fare esercizio fisico, soprattutto se non lo desidera.
  • Non far tosare i mici a pelo lungo: la tosatura è sbagliata. Il pelo, infatti, protegge sia dal freddo sia dal caldo. Quindi, se il nostro beniamino dovesse essere tosato, potrebbe andare incontro a un colpo di calore.

Prestare particolare attenzione ai gatti anziani e obesi che sono più a rischio durante l’estate, quando le temperature sono particolarmente elevate.

A volte, tuttavia può accadere che il nostro beniamino sia molto accaldato e presenti sintomi che ci devono preoccupare. Infatti, un colpo di calore potrebbe mettere in pericolo la sua salute e a volte anche la vita.

Vediamo allora quali sono i sintomi che ci devono allertare:

  • Respiro affannoso a bocca aperta e lingua protrusa
  • Agitazione e disorientamento
  • Salivazione abbondante
  • Vomito
  • Cambio colore delle gengive (o troppo rosse o pallide)

In tutti questi casi occorre agire rapidamente per evitare una disidratazione pericolosa.

Innanzitutto occorre portare il micio in una stanza fresca, magari accendendogli accanto un ventilatore.

Spruzzargli poi in bocca dell’acqua fresca e quindi bagnargli la testa e il dorso con un panno imbevuto in acqua fresca.

Tuttavia, anche se il gatto dovesse presentare segni di miglioramento, meglio una visita dal veterinario per controllare che non si siano verificati effetti collaterali.

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perchè un gatto succhia i vestitiMi è stato chiesto perché un gatto adulto continua a succhiare gli indumenti del suo umano quando è in braccio o sulle ginocchia.

Dato che il gatto in questione, quando è stato adottato aveva poco più di un mese, questo comportamento potrebbe essere derivato dalla deprivazione della sua mamma.

Infatti, in libertà mamma gatta allatta i suoi piccoli fino a sei mesi, mentre in cattività l’allattamento dura in genere fino a due-tre mesi o poco più.

Quindi, se un micetto viene staccato dalla madre prima dei due/tre mesi, potrebbe non aver soddisfatto appieno il desiderio di suzione.

Accade tuttavia che, anche un gatto che è stato svezzato rispettando i tempi canonici, trovi molto gratificante succhiare e premere le zampe (impastare) per comunicare uno stato di soddisfazione accanto a un essere che gli fornisce affetto, sicurezza e nutrimento.

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perché un gatto, dopo essere uscito di casa, non mangia e continua a dormire.Mi è stato chiesto perché un gatto, rientrato da una passeggiata all’esterno, non mangia e continua a dormire.

Se nei giorni precedenti micio stava bene, può essere accaduto che all’esterno abbia litigato con un altro gatto piuttosto aggressivo e, soprattutto se il nostro beniamino è avanti con gli anni (sopra i dieci) abbia subìto uno stress acuto.

Di solito, al rientro, il gatto emotivamente stressato camminerà adagio e con precauzione, si infilerà nella cuccia e dormirà per ore senza cercare cibo.

Generalmente questo stato durerà un giorno, massimo due, poi il nostro tesoro riprenderà la vita normale.

Durante il periodo in cui micio non desidera essere disturbato, rispettate la sua volontà, presentargli solo un po’ di cibo che potrebbe anche rifiutare senza che dobbiamo preoccuparcene.

Se lo stato di stress permane, meglio una visita dal veterinario per cercare di individuarne le cause e farsi prescrivere un trattamento per risolvere la situazione.

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gengivostomatite cronica felinaLa gengivostomatite cronica felina colpisce il cavo orale del gatto. Di questa patologia non si conoscono ancora esattamente le cause, anche se i responsabili sembrano i batteri della placca dentale, i virus derivati da altre malattie (calicivirus, leucemia, herpesvirus ecc.) e anche reazioni del sistema immunitario.

Potrebbe inoltre trattarsi di un’intolleranza alla placca batterica da parte del sistema immunitario che produce sostanze per combattere i batteri, sostanze che, tuttavia, avviano un processo infiammatorio.

Questa patologia colpisce gatti di ogni età e sesso.

I sintomi sono:

  • Lesione infiammatoria e ulcerata che colpisce la gengiva, la mucosa, le labbra, le pareti faringee e, a volte, anche la lingua.
  • Presenza di alitosi
  • Difficoltà ad alimentarsi
  • Difficoltà ad aprire la bocca
  • Eccesso di salivazione
  • Perdita di peso
  • Pelo opaco

In presenza di questi sintomi occorre una visita urgente del veterinario di fiducia per escludere patologie più importanti e per avviare un percorso di cure.

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La calicivirosi felina La calicivirosi felina è una malattia provocata da un Calicivirus denominato FCV.

Si tratta di un virus molto resistente (sembra che in un ambiente in cui sono vissuti gatti portatori della malattia, il virus possa durare anche un mese se non di più in condizioni particolarmente favorevoli). L’unico disinfettante efficace per trattare l’ambiente, in caso sia stato abitato da un gatto infetto, è la candeggina.

La caratteristica di questo virus è che i mici che ne sono affetti, anche se ne guariscono, restano infettivi. Fortunatamente esiste un vaccino che tutela i gatti, vaccino che fa parte di quello trivalente annuale.

Il contagio avviene o per contatto diretto (secrezioni nasali, starnuti, saliva o secrezioni congiuntivali) o per contatto indiretto (uso comune di ciotole, lettiere, cucce ecc.). Anche le pulci possono trasmettere il virus che, tuttavia, non è più attivo dopo una settimana.

Alcuni sintomi della calicivirosi nel gatto sono:

  • Gengivite
  • Stomatite
  • Febbre
  • Apatia
  • Starnuti
  • Congiuntivite
  • Scolo nasale
  • Scolo oculare
  • Scialorrea
  • Ulcere buccali

Il calicivirus felino non è trasmissibile all’uomo e neppure ad altri animali.

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glaucoma nel gattoIl glaucoma è causato da un innalzamento della pressione intraoculare che provoca l’aumento del volume dell’occhio e dolore acuto.

L’occhio contiene al suo interno l’umor acqueo che, attraverso la pupilla, fluisce nella camera anteriore, dove fornisce nutrimento al cristallino, lubrifica l’occhio e asporta i metaboliti. Se l’accumulo di umor acqueo è eccessivo (e ciò avviene quando i canali di drenaggio si ostruiscono), si verifica un progressivo aumento della pressione oculare che provoca una degenerazione della retina e del nervo ottico creando, con l’andar del tempo, una perdita parziale o totale della vista.

È difficile diagnosticare un glaucoma, ma esistono segnali che il nostro micio potrebbe essere affetto da questa subdola patologia e che noi, quindi non possiamo trascurare:

  • se micio non si fa toccare volentieri la testa o gli occhi
  • se micio vomita spesso
  • se pupilla e iride del nostro micio presentano opacità
  • se le pupille sono dilatate anche in presenza di luce forte
  • se micio cammina in maniera strana
  • se micio tende a nascondersi, evita di interagire con il suo umano e reagisce in maniera aggressiva se si tenta di toccargli la testa.

In tutti questi casi meglio una visita urgente dal veterinario di fiducia.

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uveite nel gattoUn’altra patologia oftalmica nel gatto è l’uveite.

I tipi di uveite specifica dei gatti sono di solito tre e causano tutti il cambiamento di colorazione dell’iride che diventa opaca e rosata con superficie torbida e ruvida.

  1. Insorge nel caso il gatto sia affetto da leucemia felina (FeLV)
  2. È una classica sintomatologia dei gatti affetti da immunodeficienza felina (FIV).
  3. È spesso presente anche in gatti affetti da peritonite infettiva.

L’uveite può comparire anche in caso il gatto abbia contratto la toxoplasmosi o abbia subito un trauma all’occhio interessato o anche quando è stato colpito da un’infezione.

I sintomi dell’uveite sono lacrimazione eccessiva, fotofobia, blefarospasmo (spasmi involontari dei muscoli dell’occhio) sempre accompagnati da dolore. Se non curata, l’uveite provoca la chiusura della terza palpebra e la retrazione del bulbo oculare.

Nel caso ci si accorga dei sintomi sopra menzionali, è molto importante rivolgersi subito al veterinario per escludere le terribili malattie infettive sopra menzionate e, soprattutto, per dare sollievo al nostro micio. 

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la clamidiosi nel gattoLa clamidiosi è una malattia infettiva del gatto sia domestico che randagio. È molto contagiosa e si trasmette da gatto a gatto con le secrezioni nasali e congiuntivali.

Si deve a un batterio chiamato Clamydia felis che ha un periodo di incubazione dai tre ai dieci giorni.

I sintomi partono da una congiuntivite dapprima monolaterale con arrossamento della terza palpebra, quindi si aggiunge una rinite con starnuti, tosse e febbre, nonché ulcere in bocca. Il gatto affetto da clamidiosi è spesso stanco, inappetente e quindi perde peso.

La clamidiosi può essere trasmissibile all’uomo se non si osservano stringenti regole igieniche.

Per evitare questa patologia, esiste un vaccino (che solitamente non rientra nel vaccino trivalente) che il veterinario potrà consigliare in base alle abitudini di micio.

Una volta che il gatto sarà guarito, occorre disinfettare con appositi disinfettanti i luoghi da lui frequentati per evitare il contagio a eventuali altri felini presenti in casa.

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congiuntivite nei gattiLe patologie della congiuntiva sono comuni nei gatti e sono spesso sintomi di una patologia più generale come ad esempio la clamidiosi (una delle più frequenti).

Anche l’herpesvirus della rinotracheite infettiva è responsabile dello scolo mucoso e purulento o della cheratite puntata e di gravi ulcerazioni corneali sia durante la fase acuta della malattia sia come condizione cronica dopo l’infezione primaria.

Quindi, in caso di congiuntiva arrossata o di scolo da uno o dai due occhi, conviene una visita urgente dal veterinario per escludere malattie importanti o, nel caso queste ultime siano già conclamate, per iniziare subito una cura adeguata.

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come inserire un nuovo gatto in casaMi è stato chiesto come fare a introdurre un nuovo gatto in una casa dove ne vive già un altro molto geloso nei confronti dei suoi simili.

Se i gatti sono giovani, è più facile avere successo; se invece sono adulti con abitudini consolidate, la faccenda si fa un po’ più complicata. Anche perché esistono casi in cui i gatti non si accettano tout court (forse è insopportabile l’odore?).

Di seguito vediamo quali comportamenti assumere per cercare di far funzionare la convivenza:

  • Cercare di organizzare il giorno dell’incontro quando il gatto di casa sta dormendo o si è appena svegliato. In questo modo si avrà l’opportunità di approfittare di uno stato d’animo più tranquillo del nostro pet;
  • portare a casa il nuovo gatto tendendolo chiuso nel trasportino in modo che il micio di casa possa avvicinarsi per annusarlo, senza timore di aggressioni;
  • trascorso un tempo ragionevole in cui il gatto di casa ha soddisfatto le sue curiosità, portare il nuovo gatto in una stanza diversa inaccessibile ad altri animali;
  • ogni giorno far incontrare i due gatti per brevi periodi che aumenteranno via via che la conoscenza procede. È importante essere sempre presenti per i primi tempi e, soprattutto, non accarezzare mai il nuovo gatto in presenza di quello vecchio: o si accarezzano entrambi nello stesso momento o si desiste;
  • non riprendere mai il micio che si mostra aggressivo: a volte l’aggressività è una manifestazione di timore;
  • nel caso i gatti dovessero litigare, dividerli con un cuscino morbido pronunciando un “no” fermo e quindi frasi calmanti come “siete entrambi i miei tesori”, “cari i miei amori”, “venite a prendere le coccole dalla vostra mammy” ecc.;
  • al momento dei pasti, proporre sempre due ciotole di cibo ben distanziate;
  • predisporre sempre due lettiere, una per gatto, in una posizione tranquilla, non di passaggio.

I primi giorni saranno davvero duri, ma non bisogna demordere. I mici vorranno prevalere uno sull’altro, vorranno essere gli unici a godere delle nostre attenzioni e così via, ma, trascorso un ragionevole periodo di tempo (a volte anche più di un mese), se seguiremo le regole summenzionate (e anche altre che la nostra fantasia ci suggerirà), potrebbe verificarsi il miracolo: i mici si potrebbero chiedere allora come hanno fatto a vivere fino a quel momento divisi!

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gli occhi del gattoLa prima cosa che ci affascina in un gatto sono gli occhi. Anche essi, tuttavia sono soggetti a diverse patologie:

  • Entropion (assenza congenita della palpebra superiore) da correggere solo con un intervento chirurgico.
  • Blefarite (infezione delle palpebre causata da batteri o funghi); la cura è farmacologica.
  • Cheratocongiuntivite secca, causata da una produzione insufficiente di lacrime. A volte accade che i dotti lacrimali (stretti canaletti da cui escono le lacrime) vengano ostruiti a causa di infezioni o di deformità congenite. Se le lacrime non fuoriescono correttamente, scorrono ai lati del naso lasciando una traccia brunastra. In questo caso meglio una visita veterinaria per escludere che si tratti della cheratocongiuntivite secca. E, in caso la diagnosi fosse positiva, il veterinario prescriverà la terapia corretta, sia essa chirurgica o farmacologica.

A volte una cura precoce può aiutare micio a mantenere sani i suoi occhi che continueranno così ad affascinarci a lungo.

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gatto obeso pericoliL’obesità è un fenomeno sempre più frequente nei gatti domestici.

Troppo cibo, troppa stasi e così i nostri gatti si trasformano in vere e proprie palle di pelo. Attenzione però perché l’obesità può comportare conseguenze sulla salute anche molto gravi. Ecco quali possono essere:

  • Problemi cardiovascolari
  • Danni al fegato
  • Problemi alle articolazioni
  • Diabete mellito ovvero un aumento del tasso di zuccheri nel sangue (iperglicemia). Nel gatto obeso il rischio di sviluppare il diabete mellito è 4 volte maggiore.
  • Calcoli nelle vie urinare.

Rivolgetevi al veterinario il quale prescriverà una dieta ad hoc. Evitate il fai da te e soprattutto evitate di far saltare i pasti al gatto: potrebbe provocare malattie epatiche.

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il granuloma eosinofilo complessoUna delle patologie che possono presentarsi nei gatti è certamente il granuloma eosinofilo complesso.

Si presenta sotto forma di lesioni che pian piano si sviluppano e poi si diffondono.

Il granuloma eosinofilo complesso può essere così suddiviso:

  • Lesioni eosinofile: si manifestano come linee dritte per lo più sulla schiena e sugli arti posteriori, al tatto sono dure. Nella zona interessata manca il pelo.
  • Ulcera eosinofila. Solitamente compare sul collo, sul labbro superiore o sotto la gola.
  • Placca eosinofila. In genere compare sull’addome o all’interno delle zampe. È una lesione spurgante, spesso ulcerata ed il gatto avverte un prurito intenso.

Se il gatto è giovane, è possibile che questa patologia possa scomparire da sola. Nei gatti adulti si assiste spesso a ricadute e peggioramenti.  

Non esistono cure definitive ma un certo sollievo lo danno i corticosteroidi. Rivolgetevi sempre al veterinario.

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allerrgie alimentari nei gattiAnche nei gatti si possono manifestare le fastidiose allergie alimentari.

L’ipersensibilità ad uno o più alimenti può svilupparsi a qualunque età.

È molto difficile identificare la sostanza responsabile: bisogna effettuare parecchi tentativi prima di riuscire a identificarla con certezza.

D’altronde, se l’alimento “colpevole” non viene identificato, non è possibile che la situazione migliori.

Come fare a capire se il gatto ha una qualche allergia alimentare?

Il primo sintomo è sicuramente un prurito intenso.

Oltre al prurito è possibile anche che il gatto presenti una dermatite miliare (per lo più nella zona del ventre) e aree cutanee ispessite e irritate.

Portate il gatto dal veterinario: solo lui è in grado di diagnosticare il problema e prescrivere la terapia adatta e/o una dieta personalizzata.

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morso di un gatto randagioPuò accadere che un gatto randagio ci morda. In tal caso, secondo la legge, è previsto un periodo di osservazione di 10 giorni a cura del servizio veterinario della Asl.

L’osservazione è obbligatoria anche quando il gatto è stato vaccinato contro la rabbia.

Se il gatto non è randagio ma ha un proprietario, questi può anche chiedere che il gatto trascorra questo periodo di osservazione in casa. In questo caso, però, dovrà garantire, sotto la sua responsabilità, che durante tutto il tempo necessario per l’osservazione l’animale debba rimanere sempre in casa e senza alcun contatto con altre persone.

In Italia, il cane randagio che ha morso può essere catturato mentre non è prevista la cattura del gatto randagio.

In caso di morso da gatto randagio è fortemente consigliabile:

  • rivolgersi immediatamente al medico
  • nell’attesa, disinfettare la ferita o, se non è possibile, lavare accuratamente la zona con acqua e sapone.

Per maggiori informazioni vi suggeriamo di rivolgervi al servizio veterinario Asl della vostra zona.

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interruzione di contattoQuando il gatto si trova in un ambiente estraneo a causa dello stress non reagisce al richiamo del suo padrone ma addirittura lo vede come un estraneo.

Questo fenomeno si chiama interruzione di contatto e si interrompe solo una volta che ha esplorato l’ambiente.

L’interruzione di contatto è diverso dalla distanza di fuga che è innata. Quasi tutti gli animali infatti si mantengono a una certa distanza di sicurezza da tutti gli sconosciuti.

La distanza di fuga normalmente è di circa 3-4 metri ma molto dipende dal carattere di ogni singolo gatto.

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ecco perchè si dice che i gatti hanno 7 viteStando alla saggezza popolare i gatti avrebbero 7 vite.

In effetti, la risposta appare scontata.

Il gatto è robusto, è in grado di sopravvivere anche in condizioni difficili, sa ben arrangiarsi ma sa anche farsi i fatti suoi…

Inoltre, anche se cade da grandi altezze casca sempre sulle zampe!

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perchè il gatto si lecca sempreTante persone mi domandano come mai il gatto talvolta si lecca e si morde fino perdere completamente il pelo soprattutto in zone quali il vente.

In realtà non è facile dare una risposta perchè questo comportamento potrebbe dipendere da tantissime cause. Anche in questi casi l’aiuto del veterinario è fondamentale.

Una delle principali cause potrebbe essere lo stress, ad esempio. In tal caso si parla di alopecia psicogena o neurodermatosi. 

A sua volta lo stress potrebbe essere ricondotto sia al carattere del gatto (timidezza, incapacità a interagire con altri gatti), sia a circostanze esterne quali la perdita di una persona o di un altro animale a lui caro o un  soggiorno forzato temporaneo in una pensione a causa dell’assenza dei padroni.

Altre cause potrebbero anche essere ad esempio:

  • Morso di pulci
  • Disturbi ormonali
  • Allergie alimentari
  • Rogna
  • Parassiti intestinali

Se riscontrate alopecia, evitate di ungerlo con pomate o creme: il gatto potrebbe leccarsi di più nell’intento di rimuoverle.

Ricordate che la diagnosi e la conseguente terapia competono solo al veterinario. 

Eventualmente se ci sono abrasioni, usate un disinfettante che non bruci.

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La dermatite miliare nei gattidermatite miliare si manifesta con eruzioni cutanee crostose e da cute squamosa.

Normalmente è una reazione allergica al morso delle pulci, ma non si possono escludere altre patologie.

Non si tratta di una vera e propria malattia ma di una reazione della cute del gatto a:

  • Eccessiva sensibilità agli acari della polvere. 
  • Intolleranza o ipersensibilità
  • Follicolite batterica
  • Malfunzionamento del sistema immunitario
  • Parassitosi
  • Dermatite da contatto
  • Reazione allergica ai farmaci.

Naturalmente, occorre portare il gatto dal veterinario.

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parassiotosi cutaneeLe parassitosi cutanee sono tipiche dei gatti randagi o che, comunque, trascorrono molte ore all’esterno.

I gatti vengono perciò infestati da pulci o pidocchi che provocano la cosiddetta dermatite miliare.

Quando ne è affetto, il gatto tende a grattarsi ripetutamente, ha forfora abbondante e anche, poverino, lesioni da dermatite a causa del continuo sfregarsi. 

Non devono essere sottovalutati neanche gli acari perchè possono causare non solo prurito ma addirittura la rogna.

Il prurito è causato dalle femmine di acaro le quali devono scavare gallerie sottocutanee dove poter depositare le uova.

Le larve di acaro sono di colore arancione vivo e solitamente si impiantano nei mesi estivi e nelle pieghe della cute. Una delle zone più gradite è certamente l’orecchio.

Se inavvertitamente si accarezza un gatto affetto da rogna, occorre lavarsi ben bene le mani o pulirle con appositi disinfettanti.

Le parassitosi sono trasmissibili all’uomo quindi anche nel nostro interesse, meglio portare subito il gatto dal veterinario.

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la rabbia nei gattiAnche i gatti possono avere la rabbia!

La rabbia è una malattia virale tipica degli animali selvatici, come ad esempio la volpe, che, tramite morso,  può essere trasmessa anche agli animali domestici (come cane, gatto) e all’uomo.

E’ da tempo che in Italia non esiste più. La vaccinazione perciò andrebbe fatta solo se bisogna trasferisi in una zona dove è ancora presente. 

Inizialmente si manifesta con febbre, crampi, prurito nella zona in cui è avvenuto il morso. 

Dopo circa quattro/dieci giorni dalla comparsa dei primi sintomi, si assiste alla progressiva paralisi, coma e poi, purtroppo, morte. 

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il gatto mangia lentamenteA differenza dei cani che mangiano rapidamente e con grande avidità, solitamente il gatto tende a masticare lentamente il cibo con lentezza.

I gatti sono abitudinari anche nel cibo per cui possono mangiare sempre le stesse cose anche se non disdegnano le novità che i padroni propongono loro!

Naturalmente, se il cibo non è di suo gradimento, il gatto non mancherà di manifestarlo.

In linea di massima è buona norma che il gatto si abitui a mangiare alimenti diversi anche perchè se eventualmente non doveste trovare più in commercio il suo cibo, almeno ci sarà senz’altro una valida alternativa a cui ricorrere!  

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blocco urinario nei gatti maschiIl blocco urinario si riscontra con maggior frequenza nei maschi.

Questo perchè mentre le femmine hanno l’uretra più corta e più larga, quella dei maschi è decisamente più lunga e più stretta.  Le conseguenze di questo sono:

-calcoli urinari

-ostruzione dell’uretra

-cistiti frequenti

-coaguli di sangue

-nei casi più rari anche tumore.

Fate attenzione perchè in caso di trauma si potrebbe verificare un danno all’uretra e, di conseguenza, un blocco. 

Il blocco urinario può insorgere anche improvvisamente e i sintomi possono essere ricercati nella frequenza con cui il gatto urina  o eventualmente da un pò di sangue presente nella lettiera.

Fate attenzione al comportamento del gatto: lo noterete sensibilmente più nervoso in quanto proverà dolore e tenderà a leccarsi nella zona intima. 

E’ molto importane intervenire tempestivamente e portare il gatto dal veterinario il quale procederà ad una disostruzione tramite catetere o dovrà addirittura intervenire chirurgicamente. 

La prevenzione è importante: non fate mai mancare al vostro gatto acqua fresca, osservate i suoi comportamenti e curate la sua alimentazione.  

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Fus. sindrome urologica felinaNon tutti conoscono la FUS: si tratta della sindrome urologica felina ovvero una serie di patologie quali:

  • insufficienza renale acuta e cronica
  • ostruzione delle vie urinarie
  • malformazioni anatomiche
  • tumori
  • calcolosi renale 
  • cistite idiopatica

Anche in questo caso, ne soffrono maggiormente i maschi, a causa della particolare conformazione della loro uretra che è più lunga e più stretta.

Ancor di più sono esposti i gatti anziani perchè con l’avanzare dell’età i reni non riescono più a depurare il sangue come prima e questo comporta un accumulo di residui tossici.

Possiamo accorgercene perchè il gatto presenta la seguente sintomatologia:

  • perdita di peso
  • vomito
  • rifiuto del cibo
  • diarrea
  • alitosi

L’intervento tempestivo è fondamentale: portate subito il gatto dal veterinario. Nei casi più gravi rischia anche di morire. 

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gatto che morde mentre si giocaSpesso mentre si accarezza un gatto può capitare che micio improvvisamente si infastidisca a inizia a mordere anche in maniera aggressiva.  

Ecco allora alcuni utili consigli.

1- Giocate con il gatto attraverso corde, bastoncini e non con le mani.

2- Non appena lo notate infastidito (magari perchè agita la coda nervosamente), interrompete immediatamente il gioco. Se per caso osate continuare, ecco che non tarderà a mostrare il suo disappunto!

Cosa fare se il gatto ha già preso di mira la mano? 

Inutile gridare: il gatto si spaventa e tenderà a mordere di più.

Evitate anche di ritirare improvvisamente la mano: questo comportamento lo attirerebbe di più e lo indurrebbe a tirar fuori gli artigli!

Cercate di lasciare immobile la vostra mano (benchè nella bocca del gatto) e rimanete fermi. Il gatto si stancherà presto di questo immobilismo e mollerà la presa. 

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insufficienza epatica cronicaL’insufficienza epatica cronica potrebbe avvenire a causa di:

  1. grave infiammazione del tratto biliare
  2. malattie infettive (es FIP)
  3. diabete mellito o altre patologie endocrine
  4. cirrosi epatica
  5. tumori del fegato 

I sintomi sono essenzialmente i seguenti:

  • Perdita di peso
  • Problemi a livello gastrointestinale
  • Mantello opaco
  • Sete eccessiva
  • Ittero

Portate immediatamente il gatto dal veterinario di fiducia.

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insufficienza epatica acutaL’insufficienza epatica acuta si ha quando il fegato smette di funzionare correttamente.

Solitamente il gatto che ne è affetto si presenta stanco, con poco appetito, vomito e sete.

Può essere ricondotta a diversi fattori quali ad esempio:

-FIP, toxoplasmosi, infezioni batteriche.

Il gatto manisfesta anche disturbi nervosi, talvolta anche convulsioni. Rivolgetevi immediatamente al veterinario di fiducia.

E’ sufficiente un prelievo per la diagnosi e poi, ovviamente, per la prescizione della conseguente cura.

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gatto spaventatoQuando un gatto viene minacciato da un altro gatto  o da un cane si comporta in questo modo.

1-Si alza sulle quattro zampe inarca la schiena e rizza il pelo.

2-Si mette di traverso rispetto al nemico e inizia a soffiare.

Perchè si comporta così? Per apparire più grosso e quindi spaventare l’avversario.

I gatti giovani che si trovano di fronte ad un cane tendono a fuggire ma così facendo attirano ancora di più l’attenzione su se stessi.

I gatti anziani invece tendono ad attaccare.

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cardiomiopatia ischemicaLa cardiomiopatia è una patologia del muscolo cardiaco di origine sconosciuta che determina una crescita eccessiva o un aumento di volume del cuore. Per la diagnosi è necessario un esame ecocardiografico.

In genere il gatto perde l’appetito, è debole e, talvolta, vomita.

In casi più gravi si riscontra una respirazione con affanno, rantolo, tosse, respiro corto. In questi casi il gatto tende ad accucciarsi con le zampe anteriori vicine al petto e con la bocca aperta. In presenza di questi sintomi bisogna rivolgersi subito al proprio veterinario di fiducia.

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malattie cardiovascolari nei gattiAnche i gatti sono soggetti a malattie cardiovascolari.

In quelli giovani si possono avere difetti congeniti come malformazioni cardiache.

I difetti congeniti non sono molto comuni nei felini, ma, quando si manifestano, sono spesso gravi. Le conseguenze possono essere: ritardo della crescita, limitata attività e cianosi, cioè colorazione bluastra della cute e delle membrane mucose anche dopo il  minimo sforzo. 

Perciò, se notiamo il gatto particolarmente affaticato, è bene portarlo dal veterinario. 

In presenza di questa anomalia, purtroppo spesso i gatti muoiono giovani.

I difetti del setto interventricolare, i difetti del setto interatriale, la stenosi aortica e valvole tricuspidi deformi, rientrano tra le malformazioni più comuni e più note.  

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asma felinaL’ asma non risparmia neanche i gatti.

L’asma avviene in presenza di vie respiratorie iperattive che si contraggono (broncospasmi) e si infiammano a contatto con gli allergeni presenti nell’aria.

In caso di asma felina, si può assistere a frequenti episodi di tosse parossistica, rantolo e dispnea.

La tosse a volte può essere così violenta da portare il gatto a vomitare o ad espellere succhi gastrici.

Un gatto affetto da un grave attacco di asma giace piatto a terra con i gomiti stesi lateralmente e il collo proteso in avanti. La bocca aperta e la lingua penzola fuori, a volte assumendo una colorazione bluastra dovuta alla mancanza di ossigeno.

Rivolgetevi sempre al veterinario che, dopo aver visitato il gatto, vi suggerirà la terapia più appropriata.

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Anche i gatti potrebbero avere difficoltà nella defecazione a causa di feci dure.

Le cause possono essere a titolo esemplificativo:

  • ingestione di pelo o di lettiera o di farmaci
  • disidratazione
  • megacolon
  • vari, quali: frattura pelvica, tumore, feci secche intorno alla zona anale.

A volte è lo stesso gatto che si rifiuta di defecare perchè magari la lettiera è sporca, oppure prova dolore o magari perchè si trova in un ambiente a lui estraneo.

Per evitare pericolosi blocchi intestinali, è sempre meglio rivolgersi al veterinario: spesso è sufficiente anche solo un clistere per risolvere la situazione. 

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insufficienza pancreatica felinaNei gatti raramente si riscontra l’insufficienza pancreatica esocrina.

Questa è dovuta ad un’escrezione insufficiente di succhi pancreatici che riduce la digestione dei grassi, di carboidrati ma anche di proteine.

Di conseguenza, il gatto dimagrisce.

Il veterinario, a seguito di diagnosi, potrebbe eventualmente suggerire  enzimi digestivi e una dieta particolare

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enterite nei gattiL’enterite cronica può insorgere anche a seguito di  diabete o insufficienza renale. 

I sintomi sono: diarrea, disturbi gastrointestinali e perdita di peso.

Anche i tumori dell’intestino e le infezioni da parassiti danno la stessa sintomatologia.

Per questo, è necessario portare subito il gatto dal veterinario il quale potrà dare diagnosi e cura. 

 

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cucce sopraelevateI gatti amano le cucce sopraelevate perchè non desiderano essere disturbati da nessuno.

In mancanza, vanno benissimo anche posticini quali l’armadio, i cassetti, dietro il divano o sotto il letto. In inverno è molto apprezzato un posticino vicino al termosifone…  

In tutti questi casi…non svegliate il can (pardon) il gatto che dorme!

 

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la gastrite nei gattiUna delle patologie più comuni nei gatti è la gastrite.

La gastrite può essere di due tipi.

La gastrite acuta può essere determinata da sostanze nocive (detersivi, farmaci, piante velenose) accidentalmente ingerite dal gatto.

In questo caso il gatto tenderà a vomitare e si mostrerà inappetente. 

La gastrite cronica può manifestarsi da sola o unitamente ad altri sintomi. Spesso anche in questo caso si manifesta vomito con conseguente perdita di peso.

La gastrite potrebbe essere la spia di altre patologie come ad esempio allergie, malattie renali o cardiache, malattie infettive e/o parassitarie, disturbi epatici.

La torsione dello stomaco è estremamente rara nei gatti mentre nei cani quando si verifica è gravissima.

Anche le ulcere gastriche nei gatti sono rare. 

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perchè quando accarezzi il gatto alza la codaAvete notato che quando si vuole accarezzare il gatto,  subito alza la coda!

Scherzosamente si dice che lo faccia per indicare  che finisce lì e che non bisogna accarezzare oltre!!

In realtà anche questo comportamento ha una spiegazione. Appena nascono, i gattini vengono leccati molto spesso dalla mamma.  La gatta così facendo si prende cura dei suoi piccoli ed essi la percepiscono proprio come colei che è destinata a proteggerli e a prendersene cura. 

La mano umana viene quindi vista come un sostituto della mamma gatta: una sorta di gigantesca lingua che dà al gatto la sensazione che qualcuno continua a prendersi cura di lui.

Di conseguenza, il sollevare e irrigidire la coda è quasi un invito a voler  esaminare la loro zona anale.  I gattini, appena nati, infatti, non sono in grado di urinare e defecare da soli, ma hanno bisogno di mamma gatta che li stimoli leccando la zona. 

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il gatto sopporta il caldo e non il freddoIl gatto ha origine africana e la sua temperatura corporea oscilla tra i 38 e i 39 gradi centigradi. Per questo motivo, il caldo non lo spaventa. 

Certo, quando il caldo è eccessivo va alla ricerca di posti freschi in cui schiacciare il suo riposino.  

Per rinfrescarsi sceglie posti solitamente freddi dove ama appoggiare la pancia che è la parte più vasta del suo corpo. La pancia del gatto è un eccezioale termoregolatore!

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i denti del gatto vanno puliti dal tartaroÈ molto importante controllare periodicamente che il gatto abbia i denti sani.

La dentizione sana è fondamentale sia per una corretta alimentazione sia per evitare i conseguenti disturbi digestivi.

Anche nei gatti con il passare degli anni può accumularsi della placca che, se non viene rimossa, si trasforma in un solido tartaro. A lungo andare questo comporta l’insorgenza di infiammazioni e periodontiti.

Il gatto affetto da periodontite è facilmente riconoscibile perchè tende a sbavare e a rifiutare il cibo. Inoltre spesso si port anche la zampa alla bocca quasi come se volesse sbarazzarsi di un corpo estraneo.

Spetta al veterinario verificare la situazione che, nei casi più gravi, potrebbe richiedere l’estrazione di uno o più denti.

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il gatto ha bisogno di bere tanta acquaContrariamente a quello che si possa pensare, per i gatti bere è fondamentale soprattutto se consumano abitualmente solo cibo secco. 

Nel cibo umido la percentuale di acqua è di circa 80-85%.

Se notate che il vostro gatto non beve a sufficienza potete spronarlo. 

Eccovi alcuni suggerimenti.

1- Non mettete la ciotola di acqua accanto a quella del cibo. 

2- Per l’acqua usate ciotole di ceramica o di acciaio inossidabile, mai ciotole di plastica perchè potrebbero rilasciare minuscole e dannose particelle.

3-Alcuni gatti amano bere direttamente dal rubinetto. Esistono in commercio apposite fontanelle appositamente realizzate per i gatti. 

4- Se il gatto ha scelto di bere nel nostro bicchiere, compriamogliene uno tutto suo in resina e non in vetro per evitare che si rompa.

5-Altro consiglio: provate a mettere nella ciotola una pallina da ping-pong. Può darsi che nell’intento di giocare, beva di più. 

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rapporto gatto padroneAnche il rapporto gatto/padrone deve avere le sue regole. Ecco alcuni miei consigli.

Alimentazione: spesso i gatti domestici tendono ad essere sovrappeso: troppo cibo e poco movimento! Ricordate di non offrire i cibi che cuciniamo per noi perché possono contenere alcuni ingredienti non graditi o pericolosi: ad esempio sale, pepe, limone, tutti i dolci ecc…

Interessi: se la zona in cui abitate non presenta pericoli, lasciate che il gatto esca di casa. E’ importante per la sua salute fisica e mentale!

Interazione: il vostro gatto non deve interagire con voi solo quando ha fame o ha voglia di giocare.Non è facile educare un gatto ma se non vi mostrate un pò fermi rischierà di prendere il sopravvento e di farvi impazzire con miagolii continui.

Svaghi: se il gatto per varie ragioni non può uscire di casa è importante che gli forniate degli svaghi come giochi nascosti da scovare, tiragraffi a più ripiani, sacchetti di carta, cartoni ove rifuggiarsi. Quando rientrate in casa e siete disponibili potete anche voi giocare con il vostro gatto sempre se questi lo desidera…

Non dimenticate mai che i gatti sono animali indipendenti. Portate rispetto e sarete anche voi rispettati!

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pica ovverol’ingestione di materiali non commestibili da parte di un gatto Con il termine pica o allotriofagia si intende l’abituine ad ingerire materiali non commestibili.

Il termine deriva dal latino pica che sarebbe la gazza, un uccello che noto per la sua tendenza a rubare oggetti non commestibili e a mangiarli.

 

Non è stato ancora ben certo da cosa derivi questa abitudine: forse noia o una sensazione di benessere. Una cosa è certa: purtroppo molto spesso comporta conseguenze gravi.

I materiali prescelti da ingerire sono lana, carta, elastici, cavi elettrici e plastica.

E’ importante portare il gatto dal veterinario in modo da escludere eventuali malattie. Una volta fatto questo è necessario eliminare ogni tipo di materiale che possa attirare il gatto. 

Pare, comunque, che sia molto difficile guarire definitivamente dalla pica.

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se il gatto è ansioso che farePuò capitare anche che un gatto soffra di ansia.

Un caso reale vede protagonista una signora che aveva deciso di portare il gatto dal veterinario poiché aveva notato dei cambiamenti nel suo comportamento.

Quello che aveva notato era che il gatto aveva le pupille dilatate, si leccava continuamente e nervosamente il pelo, urinava fuori dalla lettiera, ed era oltremodo sensibile ai rumori.

Se i mutamenti sono di lunga data, è possibile che il gatto abbia sempre avuto un carattere particolarmente ansioso e che questo atteggiamento si possa essere acuito in seguito ad un trasloco e un cambio di abitazione. 

In caso di ansia recentemente apparsa, questa potrebbe essere riconducibile a: 

  • periodo trascorso in una pensione o presso altra abitazione
  • traslochi
  • arrivo in casa di un nuovo gatto
  • ristrutturazione della casa o cambio mobili
  • cambiamento del nucleo familiari

Bisogna tener presente che i gatti sono molto abitudinari e quindi accettano mal volentieri ogni cambiamento per quanto positivo.

Ma come ci si deve comportare se il gatto è ansioso?

Innanzitutto mai forzarlo a comportamenti che evidentemente non gradisce.

Mai fissarlo mai negli occhi (i gatti lo prendono come una minaccia).

Mettergli a disposizione angoli riparati o sopraelevati dove si possa sentire al sicuro.

Non stressarlo con troppe coccole se mostra di non gradirle.

Se vi chiede di giocare, fatelo pure.

Se un gatto è ansioso difficilmente potrà cambiare però con il tempo questo aspetto può essere senz’altro attenuato.

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cosa fare quando i gatti litiganoPuò accadere che tra due o più gatti conviventi vi possano essere momenti di aggressività.

Solitamente il gatto non è un animale aggressivo quando ciò accade c’è sempr un motivo che è ben preannunciato da una serie di comportamenti.

1- atteggiamenti di avvertimento (aggressività passiva), come  ad esempio scegliere dove stazionare in modo da bloccare il passaggio agli altri gatti verso, cibo, acqua, lettiera.

2- fissare intensamente l’avversario.

Se l’altro gatto non si piega ai segnali del gatto dominante, possono seguire vere e proprie zuffe.  Se volete sedare le zuffe non intervenite mai con mani e gambe: piuttosto usate dei comodi cuscini.

In ogni caso, per evitare conflitti occorre seguite queste semplici regole. Vi conviene prevedere:

  • Una lettiera per gatto più una in postazioni diverse
  • Diverse zone della casa dove mettere cibo e acqua
  • Almeno un giaciglio sopraelevato per gatto
  • Diversi tiragraffi (anche per preservare i vostri mobili!)
  • Tanti giochi

Se ciononostante i conflitti continuano questo probabilmente è dovuto presenza tra i gatti di un soggetto dominante che vuol sempre imporsi.

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cistite idiopatica nel gattoLa cistite idiopatica si intende un tipo di cistite le cui cause non sono ancora ben chiare che riguarda solitamente gatti anziani, sedentari e in sovrappeso che magari vivono con altri gatti.

Si manifesta con:

  • difficoltà o incapacità a urinare unitamente a sangue nelle urine
  • aggressività verso tutti
  • tendenza ad urinare fuori della lettiera
  • leccamento eccessivo del pelo in corrispondenza dei genitali
  • riluttanza a essere toccati o presi in braccio

Nei maschi potrebbe verificarsi un’ostruzione uretrale che risulta dolorosa ed il gatto lo manifesta lamentandosi ogni volta che deve urinare.  

In tutti i casi, comunque, bisogna rivolgersi subito al proprio veterinario di fiducia soprattutto in caso di ostruzione perché può portare a un blocco renale.

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come prelevare i ferormoni dai gattiAlcuni gatti hanno comportamenti decisamente anomali che si manifestano con:

urinare fuori dalla lettiera

spruzzi di urina

aggressività continua verso altri gatti 

affilarsi le unghie in posti diversi dal tiragraffi

Si tratta di comportamenti riconducibili a stress. 

In genere il gatto manifesta stress e tensione di fronte a situazioni particolari (nuova casa, nuovo membro in famiglia, mobili nuovi, trasloco, viaggi ecc.).

In questi casi ci vengono in soccorsi i feromoni, sostanze chimiche che i gatti producono per marcare il territorio.

In commercio ne esistono di sintetici ma io vi suggerisco di prelevarli naturalmente e perciò procedete in questo modo:  con un panno morbido in fibra naturale o un paio di guanti in cotone sfregate dolcemente il muso del gatto (testa, e soprattutto guance), poi passate i feromoni così prelevati sulle superfici oggetto delle attenzioni feline.

Se necessario ripetete l’operazione più volte.  

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patologie del gattoA volte accade che il gatto possa inspiegabilmente cambiare il suo comportamento e attaccare alle gambe o alle mani, rifiutare coccole cercare posti nascosti dove riposare. 

Tutto ciò potrebbero essere indizi di una patologia in atto. Le patologie che provocano dolore e inducono il gatto ad atteggiamento inusuali è davvero molto vasta. 

Di seguito ne riporto alcune.

Trauma: aggressività, minzione inappropriata, leccamento eccessivo del pelo, sonnolenza, cambiamenti comportamentali.

Patologia del tratto urinario: lamenti prima o durante la minzione, spruzzi di urina ovunque, leccamento eccessivo delle parti intime dopo aver urinato.

Artrite: sonnolenza, aggressività.

Patologia intestinale: feci troppo molli o troppo dure, defecazione in luoghi diversi dalla lettiera ecc..

Patologie oculari: lacrimazione eccessiva, sfregamento degli occhi.

Nevralgia: quando il gatto morde la propria coda o la rincorre.

Patologia della bocca: il gatto, dopo aver terminato il pasto si sfrega con una zampa i lati della bocca o fa fatica ad alimentarsi.

Allergie: leccamento eccessivo del pelo.

Avvertite immediatamente il veterinario.

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gatto al guinzaglioPer portare il gatto a spasso è meglio prenderlo in braccio o al guinzaglio?

Mai passeggiare con il gatto in braccio! Il gatto non appena percepisce il benchè minimo pericolo diventa assolutamente ingestibile e potrebbe sfuggire di mano in un batter d’occhio. 

Per le passeggiate a guinzaglio, regolatevi in questo modo.

1- Se il gatto è molto giovane, lo si può abituare all’apposito guinzaglio già in casa un pò per volta.

Aumentare gradatamente il tempo. Non abbiate fretta: per un gatto non è affatto semplice!

Quando siete certi che il gatto si sia abituato, allora potete portarlo a spasso fuori.

2-Se il gatto è già adulto, a meno che non sia particolarmente docile è davvero molto difficile. Potete provare ma se notate resistenza, meglio desistere!

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adottare un gatto o dueE’ meglio adottare un gatto solo o due.

Non esiste una regola.

Se in casa vivono già altri gatti, meglio introdurne uno solo.

Se si decide di tenere il gatto esclusivamente in casa e si è assenti per lavoro più ore al giorno, meglio due gatti perchè possono farsi compagnia.

Se invece si desidera far uscire il gatto, meglio uno solo: è più semplice da gestire. In fondo, se il gatto ha bisogno di interagire con i suoi simili, li può trovare all’esterno!

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gatto che graffia improvvisamentePuò accadre che un gatto, pur chiedendo lui stesso le coccole, dopo qualche carezza si stanchi e inizi a mordere o a graffiare.

Normalmente i gatti amano condurre il gioco, vogliono dominare. L’umano spesso è percepito come “colui che deve dargli cibo, coccole e riparo” assecondando le sue esigenze e basta.

Un altro motivo potrebbe essere che a furia di accarezzarlo, si possa formare dell’elettricità statica sul mantello molto fastidiosa per il gatto.

Quindi, quando notiamo che inizia ad agitare nervosamente la coda o ad abbassare le orecchie o emette strani miagolii, meglio smettere subito! 

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cosa fare con il gatto in caso di gravidanzaQuando in una famiglia arriva un neonato, questo per il gatto è uno scombussolamento!

Il bimbo sicuramente gli sottrarrà coccole e attenzioni. Occorre quindi procedere “spiegando” al gatto che arriverà un bimbo, mostrandogli la pancia. In questo modo il gatto avrà modo di abituarsi ai nuovi odori.

Il gatto si troverà alle prese con mobili nuovi, rumori nuovi, odori nuovi che di fatto andranno a sconvolgere la sua tranquillità.  

In ogni caso, MAI trascurare mai il gatto, neppure durante l’allattamento. MAI vietargli l’accesso alle stanze dove prima poteva entrare, NON sottovalutare le sue esigenze e premiarlo con il suo cibo preferito in presenza del neonato, di modo che associ il neonato a qualcosa di piacevole. E così via.

Così facendo, il gatto sarà l’amico inseparabile del bambino e lo amerà come ama i suoi umani adulti.

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il diabete nei gattiIl diabete mellito nei gatti, solitmente è paragonabile a quello di tipo 2 che colpisce gli esseri umani.

I sintomi che devono destare preoccupazione sono aumento della sete, aumento delle urine, aumento della fame (polifagia) e al tempo stesso perdita di peso.

Normalmente si manifesta nei gatti anziani, in sovrappeso e di sesso maschile.

La cura deve essere stabilita e prescritta solo da un veterinario che avrà cura di prescrivere prima le analisi del sangue.

Il veterinario, nei casi meno gravi, potrebbe prescrivere una dieta particolare che, solitamente, è sufficiente per tenere sotto controllo la glicemia. Se la situazione è più seria, sarà necessario provvedere alle iniezioni di insulina.

Il diabete mellito nei gatti è reversibile: questo significa che, trascorso un certo periodo di cura (dieta o insulina), il gatto protrebbe guarire. Naturalmente andrà sempre monitorato.  

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gatto e trasloco cosa fareIl gatto, lo sappiamo bene, è un animale abitudinario. Qualiasi cambiamento avvenga per lui è un problema. 

Una delle cose che mettono in crisi il gatto è il trasloco. Sapete perchè?

Perchè i luoghi dove abitualmente vive il gatto sono impregnati del suo odore: i feromoni (secreti dalle ghiandole posizionate sul mento, sulle guance e sui polpastrelli), qualche spruzzo di urina qua e là… .

Inoltre quelli sono “i suoi luoghi”, le “sue persone” “i suoi territori” “il suo giardino”. Ecco perchè in caso di trasloco il gatto va aiutato “psicologicamente”.

Come possiamo aiutarlo? 

  • Se il gatto era abituato a non uscire di casa, fate molta attenzione  perché si potrebbe nascondere negli scatoloni durante il trasloco o sotto i mobili, una volta che questi ultimi saranno messi a posto. Ricreategli subito il suo ambiente: posizionate le sue ciotole, la lettiera, i giochi, la cuccia, il tiragraffi.  Se possibile, cercate di riposizionare il tutto come nell’abitazione precedente. Cercate di essere sempre molto presenti e di non trascurarlo perchè per lui è un momento molto stressante della sua vita.
  • Se il gatto invece era abituato a uscire, cercate di trattenerlo in casa per almeno un paio di mesi affinchè si abitui ai nuovi odori, altrimenti potrebbe avere difficoltà a ritrovare la sua nuova casa Al termine di questp lasso di tempo, seguitelo nelle sue prime uscite in modo che possa avere sempre dei riferimenti, ricordate che noi  portiamo i suoi odori ben impregnati sulla nostra pelle. Dopodiché il gatto dovrebbe essere in grado, dopo aver accuratamente segnato il suo territorio, di gestirsi da solo.

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Fpv o panleucopenia felinaLa FPV o panleucopenia felina è una malattia causata da un parvovirus. 

Stiamo parlando di un virus molto resistente, addirittura capace di sopravvivere fuori dall’organismo per più di un anno.

Il contagio nei gatti avviene tramite contatto o con un animale infetto o un’area dove è presente il virus.

Ne sono soggetti maggiormente i gatti più giovani.

Nei casi più gravi, in meno di 12 ore dal contagio il gatto può morire.

Nellaa forma acuta la FPV è caratterizzata da febbre alta e depressione grave. L’animale rifiuta il cibo e ha episodi di vomito e diarrea che lo portano ad una disidratazione.

Il tasso di mortalità varia dal 50 al 60%. E’ possibile che gli animali guariti possano soffrire di ricorrenti episodi di diarrea.

Per la forma di FPV dei gattini non esiste alcuna cura, nei gatti adulti si può tentare, ma la prognosi è sfavorevole e la mortalità alta.

L’unico sistema per evitare la gastroenterite acuta è prevenirla con il vaccino adatto.

La FPV non è contagiosa per l’uomo. Però, se abbiamo convissuto con un gatto che è morto a causa della suddetta patologia, occorre attendere qualche giorno e disinfettare bene ambiente e indumenti prima di introdurre un nuovo gatto.

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anoressia nel gattoAnche i gatti possono soffrire di anoressia. Normalmente si inizia con la diminuzione dell’appetito per poi giungere al vero e proprio rifiuto del cibo.  

Le cause possono essere davvero tante. Ecco di seguito le principali. 

Tumori

Raffreddore, mal di gola

Dolori vari

Patologie dentali.

Disturbi digestivi causati dall’ipotalamo.

Disturbi psichici.

Cambio di ambiente.

Problemi a fegato, reni, pancreas.

Patologie gastrointestinali o ulcere.

Allergie alimentari.

Se il gatto rifiuta il cibo per più di un giorno, fatelo presente al veterinario. Un digiuno prolugato potrebbe portare ad una lipidosi epatica (che si verifica quando il corpo comincia a usare le riserve di grasso in mancanza del cibo). Questa patologia può portare il gatto alla morte.

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giardia nel gattoLa giardia nel gatto è provocata da un protozoo trasmissibile anche all’uomo.

L’uomo, però, la può contrarre solo se ingerisce accidentalmente le feci di un gatto che contengono questo parassita.

I sintomi sono i seguenti:

  • dimagrimento;
  • diarrea intermittente;
  • feci maleodoranti;
  • riduzione dell’appetito;

L’unico modo per diagnosticare la giardia è rivolgersi a un veterinario che effettuerà un esame delle feci

La cura generalmente è piuttosto lunga.

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gatto indispostoIl gatto è sempre molto silenzioso e discreto anche quando sta male. Spesso sta a noi padroni cercare di capire le loro indisposizioni attraverso i loro atteggiamenti che possono essere ad esempio:

😿 rifiuto del cibo o inappetenza: se vedete che il vostro gatto, che prima mangiava normalmente, adesso si ritrae dalla ciotola anche se contiene il suo cibo preferito, meglio non insistere: è probabile che non stia tanto bene e preferisca digiunare fino alla guarigione. Se tuttavia questo atteggiamento si protae per più di un giorno o due, contattate il veterinario;

😿 nascondersi: se notate che il vostro gatto, anziché sdraiarsi su divani, poltrone, letti e altri posti comodi, tende quasi a nascondersi posizionandosi sotto di essi, solitamente questo è un indice di qualcosa che non va. Informate subito il veterinario;

😿 inerzia:  in genere i mici sono molto attivi quando non dormono, perciò se doveste notare una certa inerzia nel gatto, attenzione: questo può essere un sintomo di indisposizione, salvo che il gatto non abbia un’età avanzata;

😿 terza palpebra: i gatti, come noi, hanno due palpebre: inferiore e superiore. Però, se li osservate bene al risveglio, proprio quando aprono gli occhi, noterete una terza palpebra biancastra ritirarsi nell’angolo interno dell’occhio. Quando il gatto è in salute, la terza palpebra è invisibile. In caso di malattia, spesso si nota la fuoruscita della palpebra anche fino a metà occhio. In tal caso, correte immediatamente dal veterinario;

😿 pupille dilatate: le pupille dei gatti si dilatano nella semi oscurità. Se notate che restano dilatate a lungo anche quando l’illuminazione è normale, consultate il veterinario;

😿 orecchie molto calde: normalmente le orecchie dei gatti sono fredde. Se le doveste notare particolarmente calde, misurate subito la temperatura (va benissimo anche un comune termometro digitale dove sulla punta avrete spalmato un po’ di sapone liquido. È importante infilare nell’ano solo un centimetro del termometro. Mentre lo fate, tenetegli la coda sollevata). In caso di febbre (la temperatura normale è tra i 38 e i 39), consultare il veterinario;

😿 cambiamento di abitudini: i gatti sono esseri molto abitudinari quindi, se dovessero cambiare attitudini o abitudini (a volte può succedere per curiosità, soprattutto se l’angioletto è molto giovane), meglio cercare di indagare…;

😿 bisogni in luoghi inappropriati: un gatto, soprattutto se vive da tanto con noi, fa i bisogni nelle apposite vaschette con lettiera. Se iniziate a trovate i bisogni dappertutto tranne che nella lettiera, può darsi che ci sia un’indisposizione;

😿 modo di miagolare: ogni gatto miagola a suo modo; se questo dovesse improvvisamente cambiare, consultate il veterinario;

😿 aggressività:  se il gatto che di solito è affettuoso e tranquillo, diventa improvvisamente aggressivo, può darsi che ci sia qualcosa che non va, quindi fatelo controllare;

😿 trascuratezza:  i gatti curano molto l’igiene. Se doveste notare poca cura nella sua pulizia personale, meglio farlo presente al veterinario di fiducia;

😿 tentativi infruttuosi di urinare magari anche accompagnati da lamenti. Soprattutto se si tratta di un maschio, portate il gatto dal veterinario: potrebbe essere l’un’ostruzione dell’uretra o una cistite. Nei gatti maschi l’uretra è molto più piccola che nelle femmine, quindi è importante che il problema venga risolto al più presto;

😿 stitichezza: se il gatto non riesce a defecare per lo meno una volta ogni due giorni ( meglio ancora una volta il giorno) provate a somministrargli dell’olio di vasellina, chiedendo sempre prima al vostro veterinario la quantità adatta in base al peso;

😿 zoppia: i gatti molto anziani (oltre i quindici – sedici anni) non hanno più lo stimolo di affilarsi le unghie che così, crescono troppo. Inoltre, essendo ricurve si infilano nei polpastrelli causando dolore. Se siete esperti, tagliate le punte delle unghie ai gatti anziani almeno una volta il mese, altrimenti chiedete alla tolettatura o al veterinario.  Nel caso di gatti anziarni potrebbe anche trattarsi di artrite;

😿 grattate stizzose delle orecchie: se vedete che il gatto continua a grattarsi le orecchie, cercando di arrivare fino all’interno, probabilmente ha gli acari. Consultate il veterinario;

😿 chiazze glabre sul corpo: se notate che il gatto presenta delle chiazze senza pelo e, soprattutto, se queste ultime sono rotonde e lievemente arrossate, evitate di toccarlo: potrebbe trattarsi di una micosi. La micosi è trasmissibile anche agli umani. Se per caso lo avete toccato, lavatevi subito le mani. Poi, andate dal veterinario;

😿 vomito: se è sporadico e dovuto all’ingestione di pelo o erba è normale. Se invece si verifica più volte in un giorno e per diversi giorni, meglio rivolgersi al veterinario.

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vermi nei gattiIl cestode è un parassita intestinale dei gatto.  Può accadere che il gatto, durante la pulizia del pelo, ingerisca qualche pulce (se ne ha, ovviamente). Le pulci sono i veicoli dei cestodi che, una volta entrati nell’organismo, sviluppano i vermi adulti nell’intestino. Il gatto li espelle con le feci. Hanno una forma di segmenti biancastri ovali o rotondi lunghi circa 5-6 mm. La somministrazione di un vermifugo deve avvenire solo dietro prescrizione del veterinario. 

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infezione da ascaridiTra le altre infezioni intestinali a cui sono soggetti i gatti ci sono gli ascaridi. Si tratta di vermi lunghi da 4 a 8 cm e i gatti se ne infettano o tramite l’ingestione di uova o durante l’allattamento nei primi dieci giorni di vita se la madre è portatrice.

Questi vermi molto resistenti: possono sopravvivere nel terreno anche per oltre tre anni.

Se il gatto ne è affetto, i sintomi molto evidenti: gonfiore dell’addome, diarrea episodica, nei cuccioli si assiste ad una crescita inadeguata  (rachitismo, mantello opaco e secco), e nel vomito sono visibili gli ascaridi.

Se questa infezione non viene trattata può portare alla morte per peritonite nei cuccioli.

Gli ascaridi possono infettare anche l’uomo se questi ingerisce accidentalmente le uova del parassita.

E’ importante rivolgersi subito al veterinario.

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salivazione eccessivaSe il gatto soffre di salivazione eccessiva che scorre dalla bocca (scialorrea), questa cosa non va assolutamente sottovalutata: potrebbe essere non solo una situazione di disagio ma addirittura una vera e propria patologia.

Le possibili cause possono essere: 

  • sofferenza all’interno della bocca (taglio, abrasione, mal di denti, ascessi, ulcere, granuloma eosinofilo, stomatite, piorrea, tumore ecc.);
  • ingestione di sostanze tossiche (antiparassitari, diserbanti, detersivi, farmaci lasciati incustoditi,  disinfestanti e altri trattamenti simili fatti negli ambienti esterni).
  • insufficienza renale cronica: perché l’urea in eccesso potrebbe essere eliminata tramite le ghiandole salivari.

Talvolta, può accadere anche in caso di eccessiva felicità. 

In ogni caso, è sempre meglio consultare un veterinario per stabilire se si tratta di comportamenti innocui o patologici. 

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tricofiziaQuando sul corpo del gatto, a partire dalla testa, compaiono chiazze alopeciche che, a volte, scompaiono spontaneamente in poche settimane potrebbe trattarsi di dermatofitosi, meglio conosciuta come tricofizia.

Il contagio avviene per contatto o direttamente con altri animali infetti o con tappeti, spazzole, forbici, trasportini ecc. utilizzati da gatti che soffrono della stessa patologia.

Gli agenti infettivi sono contagiosissimi e molto resistenti: possono sopravvivere da diversi mesi a un anno.

Per questo motivo anche gli ambienti in cui hanno soggiornato gatti con tricofizia sono a rischio.

La patologia è difficilmente diagnosticabile perché, a volte, non si riscontra nessuna perdita di pelo: in questo caso si tratta di gatti portatori sani. 

Nel caso in cui si voglia introdurre un nuovo gatto in una famiglia felina, l’unico sistema è tenere in quarantena il nuovo arrivato in attesa che il prelievo e la coltura del pelo eseguiti da un veterinario diano esito negativo.

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quando il gatto vede un uccellinoVi sarà certamente capitato di notare il gatto seduto sul davanzale di una finestra tutto intento ad osservare al di là del vetro un uccellino che saltella.

Cosa notate? Che il gatto inizia a fissare intensamente l’ignara preda, e compie un movimento della mandibola descritto come “battito dei denti”, “spasmo tetanico” o “battito frustrato delle mascelle”.

Secondo il parere di numerosi etologi, pare che il gatto stia mimando il morso letale, come se realmente stringesse tra le sue fauci il povero uccellino.

Infatti, dovete sapere che i felini uccidono le loro prede mediante un particolare movimento delle mascelle capace di produrre una morte quasi istantanea della vittima, in modo da ridurre al minimo ogni possibile rischio di essere feriti dalla preda.

In pratica con un balzo iniziale il gatto immobilizza la preda con le zampe anteriori, poi affonda fulmineo i lunghi canini nel collo della vittima, mirando alla nuca e inserendoli, con un brusco movimento delle mascelle, tra le vertebre in modo da recidere il midollo.

Questo morso corrisponde esattamente al particolare movimento che fa il gatto quando, frustrato, guarda un uccellino al di là del vetro.

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polifagia felinaLa polifagia felina: ovvero quando il gatto mangia troppo. La polifagia è una malattia che può avere cause psicologiche o comportamentali (invecchiamento, fissazione per il cibo, cambi esistenziali quali morte dell’umano di riferimento, abbandono o cambio di casa ecc.), ma più spesso cause patologiche (scarso assorbimento gastrointestinale, neoplasie intestinali, pancreatiti, diabete mellito ecc.).

Quando la polifagia dipende da cause psicologiche o comportamentali, si ha un aumento di peso progressivo fino ad arrivare all’obesità.
Se le cause sono patologiche, si può avere un aumento o una diminuzione di peso, ma questo dipende dalla patologia sottostante.

In ogni caso bisogna sempre consultare il veterinario di fiducia per evitare di sottovalutazione il problema.

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il gatto non mangia la pappa preferitaPuò accadere che gatto smetta da un momento all’altro di mangiare la sua pappa preferita.

E’ vero, i gatti sono abitudinari ma possono anche essere volubili.

In genere, quando il gatto rifiuta il suo cibo preferito, probabilmente qualcosa lo ha disturbato mentre mangiava: magari qualcuno lo preso per la collottola oppure un altro gatto lo ha scacciato via o ha avvertito un sapore insolito..

Insomma, un po’ come succede a noi umani. Nulla di cui preoccuparsi: può darsi che il gatto pian piano riprenda le sue abitudini.

 

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la memoria del gattoI gatti hanno memoria a breve e a lungo termine, ma hanno anche un tipo di memoria detta “dello spazio”. 

In linea di massima un gattino nasce con un repertorio di risposte preprogrammate, che costituisce l’innato, il quale si combinerà con il patrimonio di esperienze che il micio apprenderà più tardi nel corso della vita, l’acquisito.

Grazie all’innato il gattino neonato sa dirigersi istintivamente, anche supportato dall’odorato, verso la mammella della madre, grazie all’acquisito riuscirà a ritornare a casa dall’esterno, soprattutto se e quando spinto dalla fame.

I gatti ricordano tutta la vita certi comportamenti appresi da piccoli dalla madre, come le diverse tecniche di caccia e di pulizia.

Tuttavia, i ricordi spiacevoli saranno sempre presenti nella sua mente per evitargli di ripetere esperienze dolorose.

Gli esperti hanno scientificamente dimostrato che i gatti dimenticano gli shock traumatici. Questo spiega perché un gatto, investito da un’auto, possa ripetere l’attraversamento nella stessa identica maniera o cadere da una finestra più volte.

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le pulci nel gattoLa pulicosi ( comunemente conosciuta come infezione da pulci) è tipica di gatti e cani, anche se può colpire erbivori (ad esempio conigli) e anche noi umani.

In linea di massima, i  gatti sopportano bene i morsi delle pulci.  Può capitare che alcuni sviluppino  reazioni allergiche con la comparsa di dermatite miliare. Si tratta di un’eruzione cutanea rossa e pustolosa sul retro e intorno al collo. Il gatto, in questo caso, si gratta in continuazione e si possono verificare lesioni da grattamento.

Altri gatti reagiscono alla pulicosi con continui leccamenti (in genere nella pancia, dove le pulci sono più visibili, fianchi, coda e zampe) che comportano la perdita di pelo.

Le pulci adulte depositano fino a circa una cinquantina di uova al giorno che non restano attaccate all’animale ospite ma cadono a terra, perciò è importante anche trattare l’ambiente dove vive il gatto.

Bisogna utilizzare prodotti specifici, anche perché le larve, che si racchiudono in bozzoli dopo alcuni giorni dalla nascita, sono poco sensibili ai prodotti validi per le pulci adulte

È rinomato che le pulci sono portatrici di malattie nel gatto (tenia, batteri che, trasmessi all’uomo tramite graffi, provocano la malattia da graffio di gatto).

Meglio, quindi, per tutti, che il gatto ne sia privo.

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lipidosi epaticaUn accumulo di grassi nel fegato talmente elevato da bloccarne il funzionamento si chiama lipidosi epatica.

Questa malattia colpise in prevalenza i gatti in età compresa tra 4 e 12 anni, i gatti sterilizzati, le femmine e, soprattutto, i gatti obesi.

Di solito la lipidosi insorge quando un gatto obeso smette di alimentarsi. L’anoressia, se non costatata tempestivamente, può portare a un dimagrimento con perdita di tessuto grasso e a un deperimento muscolare. Dopo poco tempo (qualche giorno o  qualche settimana) il fegato smette improvvisamente di funzionare e compaiono i segni di lipidosi: itterizia, encefalopatia epatica (che si caratterizza per: sguardo vuoto, salivazione eccessiva), e poi, purtroppo, coma e morte.

La diagnosi certa la può fare un veterinario tramite biopsia del fegato.

Il trattamento consiste in alimentazione forzata (tramite siringa o sonda naso esofagea) con cibi liquidi appositi. In genere il gatto ricomincia ad alimentarsi spontaneamente nel giro di due – tre settimane.

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quanto vive un gattoUn gatto domestico vive mediamente circa 14 anni, anche se ultimamente si sente sempre più spesso parlare di  gatti che superano i 20 anni.

I gatti anziani, quindi quelli oltre i 7-8 anni, presentano ad esempio insufficienza renale cronica, problemi orali, caduta di denti, malattie cardiovascolari, degenerazioni ossee e muscolari, tumori e diabete.

Perciò, man mano che il gatto invecchia, anche l’alimentazione deve essere adatta al suo stato di salute. Gli alimenti per gatti anziani devono essere ricchi di vitamina C (effetto protettivo delle mucose della bocca e dei denti) e E (antiossidante per contrastare i radicali liberi).

Entrambe queste vitamine sono importanti anche perchè stimolano le difese immunitarie che tendono a diminuire con l’avanzare dell’età.

Per la dieta di micio occorre rivolgersi al veterinario di fiducia, mai invece contare sul fai-da-te: alcuni integratori, preziosi per noi umani, possono rivelarsi molto pericolosi per il gatto.

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il senso dell'equilibrio nei gattiI gatti sono famosi per il loro senso dell’equilibrio: riescono a rilevare ogni movimento da recettori situati nell’orecchio interno.

Grazie a questo monitoraggio continuo sono in grado di correggere immediatamente il movimento per mantenere l’equilibrio.

Inoltre, questo sistema è sempre attivo e funzionante: si inattiva solamente nelle fasi di sonno profondo!

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feliniLa famiglia dei felidi ha tre sottofamiglie:

  • I Nimravini, che non esistono più,
  • Gli Acinonyx, di cui fa parte il ghepardo
  • I Felidi, suddivisi a loro volta in due specie:
  • i grandi felini (genere Panthera)
  • i piccoli felini (genere Felis) da cui provengono il gatto e il puma il qual, pur non essendo piccolo, viene ricompreso in questa categoria.

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le pupille del gattoLe pupille dei gatti si dilatano in assenza o scarsità di luce e possono arrivare fino a ricoprire per intero l’iride.

Quando la la luce è eccessiva si restringono fino a diventare una sottile linea nera.

Anche altri fattori possono provocare la dilatazione delle pupille.

Emozioni. Quando il gatto è felice o spaventato c’è dilatazione, quando invece è arrabbiato, c’è restringimento.

Medicinali. Alcune medicine possono provocare la disautonomia felina (malattia degenerativa del sistema nervoso autonomo che colpisce anche gli occhi).

Malattie: ad esempio tumori (cervello o pancreas), ipertensione, glaucoma, distaccamento della retina, avvelenamento, infezioni varie.

Traumi, soprattutto alla testa.

In ogni caso, se notate nel vostro micio le pupille dilatate anche quando non dovrebbero, meglio consultare al più presto il veterinario.

 

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obesità del gattoI gatti magri hanno maggiori possibilità di essere longevi rispetto a quelli più in carne.

In linea di massima, nelle nostre case un gatto su quatto è in sovrappeso. Questo non va bene perchè il grasso in eccesso affatica il cuore, intasa i vasi sanguigni, comporta problemi alle giunture, crea  difficoltà di movimento ecc.

Ma come riconoscere l’obesità in un gatto?

Il gatto è in sovrappeso se:

quando cammina la pancia dondola,

non si sentono le costole sfiorando l’addome.

il suo corpo è tutto rotondo, senza punto vita assottigliato,

accarezzandolo sulla schiena non si sentono gli anelli della spina dorsale,

dall’alto non si vedono le scapole,

la sagoma non è longilinea, con sporgenze che denotano grasso in eccesso,

In questi casi cosa fare?

Cercate di diminuire la quantità di cibo (lentamente, non all’improvviso), somministrategli alimenti ipocalorici (anche questi da introdurre con gradualità per poi passare alla sostituzione totale) o cercate di farlo muovere di più, magari aumentando il gioco, cosa cui un gatto difficilmente rinuncia. È importante non far saltare i pasti perché nei felini è assolutamente sconsigliabile il digiuno in quanto potrebbe causare una degenerazione grassa del fegato.

Se il problema è molto serio (gatti manifestamente obesi), meglio rivolgersi al veterinario che prescriverà una dieta personalizzata.

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piante velenose per i gattiAlcune piante, se ingerite o masticate dal nostro gatto, possono provocare un’intossicazione.

In alcuni casi, sono dei veri e propri veleni che possono uccidere il nostro gatto.

I sintomi di un’intossicazione sono:

Tosse continua

Perdita di saliva

Starnuti

Ulcere diffuse su lingua e bocca

Soffocamento

Se doveste riscontrare questi sintomi, chiamate subito il veterinario e, nell’attesa che venga a somministrargli la terapia che ritiene più necessaria, tenete il gatto al caldo e coperto. Aspettate il veterinario e non tentate da soli di indurre il vomito al micio, in alcuni casi può essere molto dannoso.

Dopo qualche ora dall’ingerimento della sostanza nociva, in mancanza di un intervento veterinario, si possono verificare i seguenti sintomi:

Convulsioni

Emorragie

Spasmi

Conati di vomito

Collasso

Irrigidimento

 

È opinione diffusa che il latte aiuti il gatto a stare meglio in queste situazioni, ma non è così per due motivi:

  • il latte può agevolare l’assorbimento di alcune sostanze nocive liposolubili;
  • il latte vaccino fa molto male all’apparato gastrointestinale dei gatti.

Ecco di seguito l’elenco completo delle piante tossiche per i gatti.

PIANTA                        PARTE VELENOSA            SINTOMI

Aconito                       Tutta la pianta                 Problemi gastroenterici, a dosi elevate, provoca depressione nervosa e cardiaca.

Aglio                            Bulbi fiori e gambi           Problemi gastrointestinali, anemia emolitica, danni epatici

Agrifoglio                  Frutti                                  Problemi gastrointestinali

Alloro di montagna   foglie e nettare            Problemi gastrointestinali e neuromuscolari.

Amarillide                  Foglie e fiori               Problemi gastroenterici, a dosi elevate, provoca depressione nervosa e cardiaca. I sintomi sono: vomito, tremori e problemi respiratori.

Azalea                        Foglie e nettare          Problemi gastrointestinali, neurologici, cardiologici

Bosso                          Foglie                           Problemi gastroenterici

Caladio                                                             Provoca infiammazioni alla bocca.

Calla Lily                     Foglie                           Provoca irritazione cutanea e alle mucose

Campanula               Foglie e semi              Provoca midriasi, disturbi della vista, aritmie, delirio e convulsioni

Colchico                    Tutta la pianta             Problemi gastroenterici, e paralisi muscolare respiratoria.

Crocus                        Tutta la pianta             Problemi gastrointestinali, insufficienza renale.

Dieffenbachia            Foglie                           Irrita bocca, esofago, stomaco, intestino, problemi gastroenterici

Digitale purpurea      Tutta la pianta             Problemi gastrointestinali ed aritmie.

Edera                           Foglie e fiori                Problemi gastroenterici, a dosi elevate, provoca depressione nervosa e cardiaca. I sintomi sono: vomito, tremori e problemi respiratori.

Euforbia            Peli presenti su foglie e steli Provoca scialorrea, irritazione buccale, tremori, vomito, dispnea e bradicardia

Ficus                                                                 Provoca allergie.

Filodendro        Foglie e fiori                          Problemi gastroenterici e   infiammazioni alla bocca.

Glicine               Frutti e semi                         Problemi gastroenterici, a dosi elevate, provoca depressione nervosa e cardiaca.

Gelsomino        Tutta la pianta                      Provoca incoordinazione, disturbi della vista, secchezza delle fauci, disfagia, debolezza muscolare, crisi convulsive, insufficienza respiratoria

Giglio                 Tutta la pianta                     Provoca stomatite, disturbi gastrointestinali e insufficienza renale.

Giunchiglia       Bulbi                                                Problemi gastroenterici

Idrangea            Bocciolo del fiore                 Provoca vomito, dolori addominali, letargia, cianosi, convulsioni, flaccidità muscolare, incontinenza, coma

Ippocastano     Frutti e ramoscelli                Provoca vomito e diarrea

Iris                     Bulbi e rizomi                        Problemi gastrointestinali

Ligustro            Tutta la pianta                      Problemi gastroenterici

Lobelia              Tutta la pianta                       Provoca vomito e sintomi neuromuscolari

Lupino               Tutta la pianta                     Provoca debolezza muscolare, paralisi, depressione respiratoria, convulsioni

Mancinella        Linfa                                               Provoca stomatite, vomito, diarrea emorragica, dermatite, cheratocongiuntivite

Margherita         Linfa                                                Provoca dermatite

Marijuana                   Foglie e germogli                 Provoca depressione del sistema nervoso centrale e stato confusionale

Mescal              Boccioli                                 Provoca gastroenterite, alterazioni visive, vertigini, allucinazioni, depressione circolatoria

Mughetto          Tutta la pianta                       Provoca gastroenterici e aritmie

Noce inglese    Mallo                                     Provoca gastroenterite

Oleandro          Tutta la pianta                      Problemi gastroenterici, provoca depressione nervosa e cardiaca.

Ortensia            Foglie e fiori                          Vomito e diarrea

Ortica                 Foglie e piccioli                    Provoca scialorrea, irritazione buccale, tremori, vomito, dispnea e bradicardia

Papavero           Tutta la pianta                       Provoca infiammazioni alla bocca.

Pothos               Tutta la pianta                      Provoca infiammazioni alla bocca.

Primula              Foglie e gambi                     Provoca gastroenterici e dermatite da contatto

Ranuncolo        Linfa                                                Provoca stomatite, dermatite, gastroenterici, insufficienza renale, incoordinazione, convulsioni

Ricino                Semi                                      Provoca gastroenterite, depressione, febbre, dolori addominali, diarrea emorragica, aritmie, convulsioni

Rododendro     Foglie e fiori                          Vomito

Sambuco                    Tutta la pianta                       Problemi gastroenterici

Solano              Foglie e radici                       Problemi gastroenterici

Sommaco          Tutta la pianta                      Provoca dermatite allergica da contatto

Stella di Natale          Foglie, steli, fiori                            Irritante per le mucose e su tutto l’apparato digerente: causa lesione agli occhi, alle mucose della bocca allo stomaco e all’intestino. I sintomi sono: vomito, diarrea, infiammazioni della bocca e devono essere curati tempestivamente.

Strelitzia            Semi                                      Provoca vomito e diarrea

Tabacco            Foglie                                    Provoca gastroenterite, agitazione, tremori muscolari, andatura ad arti rigidi, atassia, debolezza, prostrazione, dispnea, paralisi, morte rapida

Tasso               Gran parte della pianta        Provoca incoordinazione, secchezza delle fauci, midriasi, dolori addominali, vomito, scialorrea, cianosi, debolezza, coma, aritmie, insufficienza cardiorespiratoria

Tulipano            Bulbi                                                Provoca gastroenterite

Vischio             Tutta la pianta                      Provoca nausea, vomito e gastroenterite.

Vite americana          Tutta la pianta                       Provoca infiammazioni alla bocca.

Wisteria            Tutta la pianta                       Provoca gastroenterite

 

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quante ore dorme un gattoSapete perché i gatti dormono mediamente dalle 13 alle 16 ore al giorno?

Sapete che il sonno non è sempre uguale? 

In linea di massima più il gatto è anziano, più dorme.

Poi bisogna anche considerare il carattere del gatto: quelli calmi e tranquilli tendono a dormire di più. I gatti più vivaci dormono di meno. 

In linea di massima, i gatti tendono a dormire per lungo temo perché sono predatori. Essere un predatore vuol dire avere un’attività che richiede un grado di concentrazione molto alto, un grande dispendio di energie.

Il gatto, anche se domestico, non ha affatto perduto la sua natura di cacciatore e predatore. Quindi ha bisogno di dormire per ricaricare le energie.

Il sonno dei gatti è di due tipi: il dormiveglia che dura all’incirca 15- 30 minuti e il sonno profondo o REM che dura circa 3 – 5 minuti.

Il gatto durante il dormiveglia è sempre all’erta: pronto per scattare. Se ci fate caso, le orecchie sono ben tese e gli occhi socchiusi e talvolta agita la coda. Insomma, è sempre pronto ad intervenire al minimo rumore o richiamo.

Nella fase di sonno profondo finalmente il gatto si rilassa e può anche fare le fusa.  

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peritonite infettivaUna delle malattie infettive che causano la morte del gatto è  rappresentata dalla peritonite infettiva, o FIP.

Questa malattia è causata da un coronavirus che muta costantemente quindi non è possibile allo stato attuale prevedere un vaccino

Si trasmette attraverso contatti diretti tra gatto e gatto, ma anche attraverso le feci oppure da madre a figli per via transplacentare.

La si riscontra con maggior frequenza nei gattini piuttosto che nei gatti adulti. Purtroppo è restistente e persiste per molto tempo nell’ambiente.

Conosciamo due forme di FIP:

  • benigna: non ci sono sintomi evidenti. Tuttavia non va trascurata perchè con il tempo può degenerare in maligna. 
  • maligna: il gatto presenta, come sintomatologia, addome gonfio, difficoltà nel defecare, febbre alta nonostante gli antibiotici,  mucose della bocca giallastre. E’ una forma molto grave che provoca la morte.

Portate il gatto dal veterinario. In genere si procede preliminarmente con un’esame delle feci. 

La FIP non può essere trasmissa da gatto a uomo o cane.

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felv leucemia virale felinaLa FELV è la tanto temuta leucemia virale felina. Si tratta di un’infezione provocata da un retrovirus.

I gatti che ne sono colpiti manifestano imunosoppressione con possibili infezioni secondarie e sviluppo di tumori, in particolare la leucemia.

La via di trasmissione è da gatto a gatto ed avviente attraverso graffi, morsi o contatti diretti quali ad esempio: utilizzo della stessa lettiera, mangiare o bere dalle stesse ciotole.  Anche mamma gatta la può trasmettere ai piccoli attraverso la placenta.

La FELV è spietata: non c’è possibilità di guarigione.  La morte sopraggiunge nel giro di poco tempo.

C’è un vaccino che può previene l’infezione ma è molto debilitante per cui deve essere effettuato solo se il gatto esce ed ha contatti con altri gatti..

La diagnosi viene fatta prelevando il sangue.  Meglio effettuare il test se si intende adottare un gatto e in casa ce ne sono già altri.

La FELV non è trasmissibile da gatto a uomo o a cane.

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miagolio del gatto

Veterinari ed etologi avevano studiato e classificato ben sedici tipi di versi differenti usati dai gatti.

Oggi gli studiosi sono concordi nel ritenere che ne esistono molti di più. In linea di massima i suoni che emettono i gatti sono classificabili come segue:

1.  “mormorii”: indicano uno stato rilassato; in questa categoria rientrano le fusa.

2.  “vocalizzi o miagolii”: il gatto li usa per chiedere attenzione oppure per esprimere un disagio;

3.  “vibrazioni forti”: sono i soffi e ringhi che accompagnano azioni quali, ad esempio, attacco, difesa, amore.

Per cercare di decodificarli al meglio occorre fare attenzione anche ai movimenti del loro corpo. 

Ma è soprattutto con l’essere umano che il gatto “parla” perché, con i suoi simili, utilizza principalmente il linguaggio del corpo come la posizione delle orecchie, della coda e l’aprirsi o il socchiudersi degli occhi.

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quanto deve bere il gattoTante persone mi contattano preoccupate perchè i gatti bevono poco.

Bisogna tener presenet che i gatti sono originari di zone desertiche quindi non sudano se non in determinate occasioni dai polpastrelli delle dita,  non perdono liquidi come accade al cane e mangiano in prevalenza cibi umidi, pertanto la loro necessità di bere tanto non è così forte.

Considerate anche che un gatto sano è in grado di regolarsi da solo. Semmai dovreste preoccupare di più se lo vedete bere troppo frequentemente. Questo caso, infatti, potrebbe essere la spia di una malattia solitamente genere renale.

Le abitudini, poi, sono molto varie: alcuni gatti preferiscono bere dal rubinetto perchè l’acqua è più fresca, altri preferiscono leccare una zampetta precedentemente intinta nella ciotola. Altri adorano le pozzanghere altri, infine, amano leccare le superfici umide.

Non esistono altre spiegazioni a questi atteggiamenti se non quelle riconducibili alla magnifica diversità che contraddistingue ciascun gatto. 

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abitudini del gattoI gatti sono animali molto abitudinari: se i nostro gatto ha assunto determinate abitudini, sarà davvero molto difficile distoglierlo.  

In questo caso è meglio agire preventivamente: evitate cioè di dare al gatto riferimenti abituali.

Ad esempio, se il nostro gatto è abituato a vederci uscire e rientrare ad un determinato orario, siete costretti a cambiare le vostre abitudini se volete destabilizzare le sue certezze.

Molto spesso i gatti durante la nostra assenza si annoiano, quindi sarebbe bene lasciare loro a disposizione giochi sempre nuovi e/o cartoni in cui infilarsi o affilarsi le unghie.

Se i gatto tende a graffiare il divano, vi consiglio di posizionare un tiragraffi proprio davanti alla parte del divano dove il gatto si reca abitualmente o ricopritela con del nastro adesivo.

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Secondo i gatti l’umano che vive con loro dovrebbe essere:

  • pulito ma non maniaco della pulizia. I gatti amano sempre un pò di confusione! 
  • affettuoso ma non eccessivamente!
  • paziente 
  • permissivo 
  • rispettoso della personalità, autonomia e libertà del gatto.
  • silenzioso e discreto
  • abitudinario anche lui
  • giocherellone (quanto basta)
  • comprensivo delle sue esigenze
  • interattivo ma anche passivo

Se avete queste caratteristiche allora la convivenza sarà perfetta e il gatto vi amerà per tutta la vita! 

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perché il gatto lecca

I gatti sono animali molto puliti e passano diverse ore della giornata a leccarsi. Lo scopo è quello di  mantenere lucido e terso il mantello e riescono in quanto la loro lingua è dotata di  papille ruvide che permettono di rimuovere facilmente lo sporco ed i peli morti dal mantello.

Ma c’è anche un’altra ragione: pulirsi il pelo subito dopo aver consumato il pasto, permette al gatto di rimuovere dalla pelliccia possibili tracce di sangue delle prede. Questa è un’abitudine rimasta inalterata anche nei gatti che vivono a casa

Inoltre, leccandosi il gatto si rilassa e si rasserena.

Attenzione però: se il gatto eccede nella sua igiene personale è probabile che abbia un disturbo legato allo stress. Questo comportamento può avvenire magari in seguito a un cambiamento intercorso: un trasloco, l’inserimento di un nuovo animale in casa, la nascita di un bambino o la presenza costante di una nuova persona. 

Al contrario, se il gatto interrompe questa abitudine anche questo è un segnale negativo che dovrebbe mettere in allarme e indurci a contattare il veterinario.
Stessa cosa dicasi se il gatto inizia a leccarsi con insistenza una particolare zona del corpo.

Leccarsi e tolettarsi, inoltre, aiuta il gatto nel regolare la temperatura corporea. Infatti, attraverso l’evaporazione della saliva sul pelo, il gatto riesce ad abbassare la sua temperatura corporea.

Se i gatti si leccano reciprocamente, questo è indice di un rapporto amichevole o addirittura affettuoso.

Leccare un umano è segno di affetto.

Mamma gatta è lecca i cuccioli non solo per tenerli puliti, ma anche per aiutarli a urinare e defecare e poi per rimuovere gli odori dai cuccioli per proteggerli da eventuali predatori. I gattini vengono infatti stimolati nella zona ano genitale dalle leccate di mamma gatta. 

 

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head pressingL’head pressing si ha quando il gatto tende a premere la testa contro un muro o altra superficie rigida.

Questo comportamento potrebbe indicare un tumore, un disordine neurologico, una lesione cerebrale, un avvelenamento oppure infezioni di vario tipo o magari la presenza di malattie gravi. Occorre farlo presente subito al veterinario. La tempestività può salvargli la vita! La stessa cosa vale anche per i cani.

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come introdurre un gatto nel trasportino

Tante persone mi chiedono come introdurre un gatto nel trasportino.

La premessa fondamentale è che ogni gatto ha un suo peculiare carattere.

Alcuni gatti sono molto tranquilli e pertanto si fanno mettere nel trasportino senza alcun problema, per gli altri vi posso dare alcuni suggerimenti. Eccoli.

Innanzitutto acquistare un trasportino della misura adatta al gatto (io consiglio quelli in plastica quasi completamente chiusi, dove il gatto si sente più protetto)

  • Mettete nel trasportino un cuscino soffice e collocate il tutto in un posto tranquillo. Il gatto pian piano dovrebbe prendere confidenza con questo “aggeggio”. 
  • In alternativa, o se non avete avuto il tempo di abiturare il gatto, mettetelo in verticale e cercare di infilarvi il gatto dall’alto  inserendo prima le zampe posteriori.
  • Oppure aprite lo sportellino e infilate il gatto di testa e poi spingetelo da dietro. Se lo infilate dal posteriore, siete a rischio di graffi!
  • I trasportini di plastica si possono aprire anche togliendo la parte superiore. In tal caso apritelo, adagiate un cuscino morbido sul fondo con un giochino, appoggiate il gatto magari e coprite il tutto con la parte superiore, fissandola subito con gli appositi fermi.
  • Se il gatto si mostra particolarmente ostile o agitato, avvolgetelo in un asciugamano e infilatelo subito nel trasportino, avendo cura di sfilare l’asciugamano. Sinceratevi sempre di aver chiuso bene il trasportino con gli appositi fermi.

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gatti e vaccini

Ecco quali vaccinazioni e precauzioni adottare con un gatto.

Se il gatto adottato proviene da un gattile o da un contesto non domestico, è preferibile effettuare prima la sverminazione.

Poi potete procedere con la vaccinazione trivalente che copre:

  • Si tratta di una malattia infettiva scatenata da un virus denominato herpesvirus felino o FHV-1. È una patologia virale che interessa le vie respiratorie, causando spesso anche congiuntivite, scolo nasale, ulcere corneali, cheratite e depressione. Nei gatti adulti non vaccinati e in buono stato di salute, si può risolvere in una decina di giorni con una cura antibiotica. I cuccioli sono invece più a rischio e la malattia può avere anche un esito letale.
  • È responsabile il Calicivirus, un virus a RNA, noto anche come FCV. La caratteristica di questo virus è che resiste a lungo negli ambienti infettati (anche un mese) e che viene eliminato solo con un trattamento disinfettante con candeggina diluita. I sintomi comprendono: abbattimento, febbre elevata, ulcere orali, starnuti, congiuntivite, scolo oculare e nasale, ipersalivazione, polmonite con dispnea, zoppia, anoressia, gengivite-stomatite cronica.
  • Gastroenterite virale (panleucopenia o FPV). La causa è un parvovirus, virus a DNA trasmissibile solamente fra gatti. Si tratta di un virus che tende a persistere a lungo a temperatura ambiente (anche un anno) la cui eliminazione si ottiene solo con la candeggina al 6%. Quasi tutti i gattini vengono a contatto con questo virus, ma quelli che hanno preso il colostro materno sono protetti fino a circa 3 mesi. I sintomi sono: febbre alta (40-41°), anoressia, vomito spesso biliare, disidratazione, ulcere in bocca, diarrea emorragica, ittero. Spesso, in gattini non vaccinati e che non hanno assunto il colostro della madre, l’esito è fatale, anche perché non esistono cure.

Per un gatto domestico che non esce, consiglio di mantenere solo la trivalente (prima iniezione dopo i due mesi, richiamo dopo otto settimane e quindi ogni tre anni).

Se invece il gatto dovesse uscire ed entrare in contatto con diversi altri gatti di cui non si conosce la provenienza o che non sono curati come dovrebbero, esistono le seguenti altre possibilità:

  • Vaccino per la Clamidiosi. Si tratta di una malattia che esordisce di solito con una forte congiuntivite monolaterale e che ha gli stessi sintomi della rinotracheite. Purtroppo queste congiuntiviti sono trasmissibili all’uomo, però il vaccino non copre al cento percento la possibilità di malattia, quindi è utilizzato solo in ambienti a rischio come gattili. Si esegue una volta l’anno insieme alla trivalente, facendola diventare quadrivalente.
  • Vaccino per la Leucemia Felina (FeLV). È un vaccino molto costoso in termini di salute per il soggetto e va fatto solo a gatti effettivamente a rischio e comunque di età superiore ai cinque mesi. Si eseguono due vaccinazioni a distanza di un mese una dall’altra, quindi il richiamo va fatto una volta l’anno.
  • Vaccino per la Rabbia. Nel caso il gatto debba espatriare, alcuni Paesi richiedono che sia vaccinato contro la rabbia. In questo caso occorre prima microcipparlo e dopo eseguire la vaccinazione che non può avvenire su gatti al di sotto dei tre mesi. Il richiamo deve essere fatto ogni undici mesi.

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gravidanza del gattoLa gravidanza in una gatta dura mediamente due mesi (da 57 a 67 giorni) e la si può diagnosticare con un esame ecografico dopo circa 25 giorni dal concepimento (dopo 45 giorni si riesce a vedere il numero dei cuccioli).

Un paio di settimane prima del parto preparare un cartone foderato di cotonee adagiatelo in un luogo caldo dove e riservato.  L’altezza delle sponde deve essere nè troppo alta nè troppo bassa. Tenete presente che i micini nascono ciechi e quindi per i primi tempi non in grado di muoversi autonomamente.

Quando giunge il momento del parto, la gatta inizia a fare le fusa o a respirare a bocca aperta. Il parto può avvenire con la micia in piedi (nella stessa posizione in cui defeca) o sdraiata. A ogni espulsione del feto, la gatta recide il cordone ombelicale e mangia la placenta che avvolge il piccolo il cui musetto viene poi energicamente leccato.

Attenzione! I primi giorni non toccare i gattini: alcune madri possono rivelarsi molto violente e possono aggredire. 

Trascorsi i primi giorni, cominciate ad accarezzare i cuccioli al più presto possibile in modo da abituarli al contatto con gli umani.

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giochi per gattiNon tutti i giochi sono adatti ai gatti. Ecco un elenco di giochi NON adatti ai gatti e relative motivazioni:

  • palline di gommapiuma perché si sbriciolano se vengono morse;
  • palline di carta stagnola il gatto potrebbe ingoiarne dei pezzetti perché si sbriciolano.
  • borse di plastica. Il gatto potrebbe strangolarsi con i manici o soffocare;
  • palline piccole, come le biglie, che il gatto potrebbe ingoiare.
  • gomitoli di lana perché se il gatto dovesse inghiottire qualche filo, potrebbe avere problemi all’apparato digerente;
  • qualsiasi giocattolo di plastica con parti piccole che si possono staccare: il gatto potrebbe soffocare.

Ecco l’elenco dei giochi consentiti:

  • cartoni in cui i gatti si affilano le unghie e riposano
  • tappi di sughero o di plastica;
  • palline da ping-pong;
  • sacchetti del pane: i gatti adorano infilarvisi e ridurli in pezzetti;
  • cordicelle spesse magari legate a un manico lungo da muovere in continuazione. Dopo però è meglio riporle;
  • palline di plastica dura grandi;
  • i quotidiani o le riviste, passione di micio che adora stracciarli con le unghie e usarli come coperte sonore.

Quando i gatti giocano, è sempre meglio tuttavia fare attenzione: sono imprevedibili e potrebbero inventarsi giochi pericolosi!

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nodi nel pelo del gatto

Con l’invecchiamento, il pelo del gatto diventa meno lucido e ha maggiori probabilità di infeltrimento. In seguito a questo, complice la minore possibilità di leccarsi in tutti i posti per bene come faceva da giovane, si formano i nodi.

A loro volta, questi possono essere accompagnati anche da forfora.

Cosa fare?
Bisogna spazzolare il gatto ogni giorno, ma non tutti i gatti sono disponibili a questo!
Vediamo allora quali sono i rimedi quando i nodi si sono già formati.
Esistono tre modi:

rasare = è il metodo più radicale che viene effettuato da specialisti, ma io lo sconsiglio sia per l’inverno che per l’estate. Infatti, il pelo è un ottimo termoregolatore, difendendo micio sia dal freddo che dal caldo, cosa che una cute rasata non può fare. Comunque, se si sceglie questa metodica, al rispuntare del nuovo pelo, il gatto va spazzolato almeno due/tre volte la settimana se a pelo corto e una volta il giorno se il pelo è lungo o semilungo;

districare = serve molta pazienza sia da parte dell’umano che del gatto. Prendere delicatamente il nodo e districarlo con le mani finché non è più un nodo. Spazzolare quindi l’animale delicatamente in modo da evitare il formarsi di nuovi nodi;

tagliare = questa è una tecnica un po’ più difficile da eseguire, ma con la quale si ottengono ottimi risultati. Innanzi tutto occorre essere in due, uno che tenga il gatto accarezzandolo e grattandogli la nuca o il sottogola e uno che esegua la manovra. Servono un paio di forbici a punte arrotondate e un pettine a denti mediamente larghi. Infilare il pettine sotto il nodo che va quindi tagliato alla base. Se il pettine è ben sistemato, non c’è pericolo di ferite per la cute. È molto probabile che questa tecnica debba essere protratta per qualche giorno perché il gatto si stanca facilmente a essere manipolato, nonostante non senta dolore.  Anche in questo caso, una volta che i nodi sono spariti, occorre tenere spazzolata la pelliccia di micio.

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orecchie del gatto

La capacità uditiva del gatto è molto sviluppata, soprattutto per le alte frequenze.

I gatti, infatti, hanno la possibilità di orientare i padiglioni auricolari verso la fonte del suono.

Le orecchie sono ampie e dotate di bullee, cioè due ampie camere risonanti dovute all’ingrossamento dell’osso del timpano. 

Le orecchie sono un organo molto importante per il gatto perchè è un predatore.

Vanno pulite spesso con un dischetto di cotone inumidito.  Mi rendo conto che non è semplice, perché al gatto non piace essere toccato e manipolato, soprattutto nelle orecchie.

Attenzione a quello che può capitare alle orecchie. Ecco alcune delle patologie più comuni.

Punture di zanzara. Possono provocare una dermatite che sfocia in eritemi e croste. Si può solo prevenire con repellenti.

Acari. Provocano un’otite molto contagiosa e da luogo ad un prurito molto forte.  Si cura con acaricidi (pratici gli spot-on) e, se i gatti sono più di uno, conviene curare tutti, Se con gli acaricidi non si ottengono risultati, bisogna rivolgersi al veterinario per una pulizia profonda.

Ferite. Soprattutto i gatti interi lottano tra loro per il possesso delle femmine e la prima parte che ne fa le spese sono le orecchie. Si osservano, infatti, molti gatti con una parte delle orecchie mancante.

Dermatite da sole. Soprattutto i gatti bianchi sono soggetti a questo problema. La soluzione è, se micio esce ed è bianco (o comunque con le orecchie bianche), di spalmare la parte esterna con una crema solare a protezione totale. Se non lo si fa, il gatto potrebbe andare incontro a tumori che obbligherebbero il veterinario ad asportare chirurgicamente una parte o in toto l’orecchio.

Sordità. Soprattutto nei gatti anziani o nei cuccioli (bianchi con occhi azzurri, ma non in tutti!) si può manifestare questa patologia. I gatti che ne sono affetti non vanno lasciati uscire: in casa, infatti, in un ambiente cui sono abituati, possono sopperire alla menomazione con la vista e l’olfatto, fuori non sarebbero in grado di sottrarsi ai pericoli (auto in arrivo, predatori ecc.).

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erba gatta

La Nepeta Cataria, altrimenti nota come erba gatta, contiene il Nepetalattone, un nerpene simile ai feromoni dei gatti.

Perciò è in pratica un afrodisiaco. Il gatto, infatti, la annusa, la lecca, la ingerisce, vi si sdraia sopra, emette sonore fusa per almeno una decina di minuti, dopodiché perde interesse. Di solito però nel giro di un paio d’ore, il gatto ripete lo stesso comportamento.

Per fortuna questa erba non ha effetti collaterali sul gatto; tuttavia, se ne mangia troppa, potrebbe un pò vomitare.

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se il gatto barcolla

Se il gatto barcolla questo può essere un sintomo grave dovuto ad avvelenamento, shock, malattia cerebrale, malattia dell’orecchio, incidente, trauma da investimento, insufficienza renale cronica o altro.

Anche se un gatto vive in appartamento, può aver subito incidenti (per esempio una caduta) o shock (per esempio se è entrato in casa un cane) o avvelenamento (per esempio da assunzione di detersivi).

Recatevi subito dal veterinario di fiducia per accertamenti.

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come tagliare le unghie del gatto

Gli artigli per un gatto hanno diverse funzioni:

  • Difesa
  • Presa sulla corteccia degli alberi che permette un’arrampicata sicura
  • Pulizia del mantello
  • Mantenimento dell’equilibrio

Se il gatto vive anche all’esterno, sconsiglio vivamente di tagliargli le unghie: non potrebbe né arrampicarsi né difendersi. Se vive solo in appartamento, si può procedere al taglio delle unghie.

Conviene farsi insegnare da un veterinario la metodica corretta perché le unghie sono innervate e hanno vasi sanguigni che, se inavvertitamente tagliati, sanguinano e provocano molto dolore.

 

Età del gatto/età dell’uomo

Di seguito una tabella indicativa – infatti i pareri sono molto discordi – che compara l’età del gatto a quella dell’essere umano.
Da questa tabella si evince che giorni, settimane e mesi, che per noi sono brevi periodi, per i gatti rappresentano tempi importanti.
Le discordanze con altre tabelle riguardano il tipo di gatto (randagio o padronale). Infatti, i secondi hanno un’aspettativa di vita più lunga (sui quindici anni) rispetto ai primi (quattro-cinque anni).
Un’altra differenza è riconducibile alla salute del gatto. Infatti, un gatto malato è oggettivamente più anziano di uno in salute.
I veterinari sono concordi nello stabilire in sette anni il passaggio dalla maturità all’anzianità vera e propria.
A mio parere e secondo la mia esperienza, un gatto sano è “giovane” fino a dieci anni circa, a volte anche oltre.

Anni del gatto                Anni equivalenti umani

3 mesi                                                       5

6 mesi                                                      10

1 anno                                                      15

2 anni                                                       25

3 anni                                                       29

4 anni                                                       33

5 anni                                                       37

6 anni                                                       41

7 anni                                                       45

8 anni                                                       49

9 anni                                                        53

10 anni                                                      57

11 anni                                                      61

12  anni                                                    65

13  anni                                                    69

14 anni                                                     73

15 anni                                                      77

16 anni                                                      81

17  anni                                                     85

18  anni                                                     89

19  anni                                                     93

20 anni                                                     97

21 anni                                                     105

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la terza palpebra nei gatti

La terza palpebra visibile quando il gatto è sveglio indica di solito un malessere fisico, molto spesso neurologico. Le cause potrebbero essere:

  • Parassiti intestinali o del pelo tipo pulci o zecche.
  • Malattie dell’occhio a volte anche causate da un graffio.
  • Problemi gastrointestinali
  • Grave disidratazione 
  • Acari nelle orecchie che, se numerosi, possono provocare un intenso fastidio. Allora il gatto gratterà l’interno dell’orecchio e scuoterà spesso la testa.
  • Raffreddori, tosse, rinotracheite infettiva.
  • Infezione da herpes (difficile da diagnosticare).

In ogni caso, e soprattutto nei più gravi, è consigliabile una visita veterinaria.

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alt="Creme Puff il gatto che ha vissuto 38 anni"

Il gatto più vecchio del mondo, ora scomparso, è vissuto ben 38 anni e tre giorni. Si chiamava Creme Puff, era una femmina e abitava ad Austin nel Texas (USA).

 

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alt="lingua del gatto"

La lingua del gatto è ruvida perché presenta delle papille filiformi di cheratina che posseggono diverse funzioni:

    1. Essendo i gatti carnivori, la lingua così ruvida serve loro per staccare la carne dalle ossa quando devono cibarsi di una preda;
    2. Essendo i gatti sia predatori che prede, quando hanno terminato di cibarsi del frutto della loro caccia, si puliscono ben bene con la lingua ruvida per rimuovere l’odore del sangue, evitando così di attirare predatori;
    3. Spesso i gatti di casa (che quindi difficilmente cacciano in ambienti “pericolosi”) si leccano molto dopo mangiato per rimuovere l’odore del cibo che attirerebbe altri gatti;
    4. Non avendo il gatto ghiandole sudoripare, se non sui cuscinetti delle zampe, per rinfrescarsi quando le temperature sono elevate, si lecca a lungo;
    5. Infine, le leccature del pelo sono coccole che i gatti, presuntuosi e sicuri di sé, si concedono soprattutto prima di addormentarsi. Attenzione: quando il gatto si lecca molto a tutte le ore del giorno, magari strappandosi anche qualche ciuffetto di pelo, meglio recarsi dal veterinario per accertamenti.

I gatti che leccano i loro compagni umani comunicano affetto, oltre a marcarli con i feromoni presenti sul muso. Non tutti lo fanno, dipende dal carattere del micio.

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alt="il mantello dei gatti"

Non esiste una sola razza felina che sia priva di pelo attualmente, ciò che più si avvicina è il mantello dello Sphynx, che comunque è dotato di un cortissimo sottopelo.

Il mantello del gatto può essere unico o doppio.

L’unico è tipico dei gatti con il pelo che aderisce al corpo. Il doppio invece presenta un sottopelo folto e morbidissimo (atto a mantenere costanti temperatura e asciuttezza del corpo) ricoperto da un pelo simile a quello unico. La pelliccia di questi ultimi è folta e spesso lunga.

I gatti selvatici presentano il tipico mantello tigrato per mimetizzarsi tra la vegetazione del loro ambiente. Il micio domestico, primo discendente di quello selvatico, è quello che possiede la più ampia gamma di colori e disegni.

I gatti domestici presentano in genere tre varietà di mantello: con pelo corto, semilungo e lungo.

Per quanto riguarda il colore del pelo, esistono alcune peculiarità: i gatti tricolore (bianco, rosso e nero) sono quasi esclusivamente femmine. Raramente nascono anche maschi con quel mantello, ma sono sempre sterili.

Il colore rosso, d’altro canto, è tipico quasi sempre di gatti maschi.

Il colore bianco, tipico di entrambi i sessi, comporta talvolta la sordità, soprattutto in gatti con gli occhi azzurri. Fortunatamente un gatto che nasce sordo, se allevato in casa, può benissimo vivere utilizzando tutti gli altri sensi.

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alt="le vibrisse del gatto"

Le vibrisse servono al gatto nella totale oscurità per evitare ostacoli o per identificare prede.

Quando si trovano delle vibrisse cadute, non occorre preoccuparsi perchè ricrescono in fretta.

Se sono ripiegate all’indietro, il gatto sta per attaccare.

Se sono ripiegate in avanti, micio è a caccia di prede, se sono a riposo, il gatto è tranquillo.

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alt="le posizioni che possono assumere le orecchie del gatto"

Le orecchie del gatto dotate di una muscolatura volontaria e quindi micio le può orientare come meglio crede. Perciò spesso sono un efficace strumento per leggere le emozioni.

      • Orecchie dritte: il gatto è tranquillo.
      • Un orecchio dritto e l’altro puntato verso una fonte sonora: il gatto sta esaminando l’ambiente circostante.
      • Orecchie girate in avanti: il gatto è in allarme.
      • Orecchie appiattite lateralmente: il gatto è molto ansioso.
      • Orecchie spostate e appiattite all’indietro: il micio è molto spaventato o sta progettando un attacco a breve termine.
      • Orecchie che si muovono velocemente: il gatto cerca di capire che cosa stia accadendo intorno a lui.

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alt="la magia del gatto"Prima di dedicarci all’esame del corpo, chiediamoci se il gatto possiede delle caratteristiche “magiche”. Si muove leggiadro e silenzioso, tanto che scompare e ricompare proprio come un essere magico. E l’aspetto è di un essere magico. La lucentezza del mantello e la sua setosità; la seduzione degli sguardi; la morbidezza e l’agilità del corpo; il pacato calore; la sinfonia ipnotica delle fusa. Cos’altro serve per innamorarsene?

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la posizione della coda del gattoLa coda del gatto, un organo molto sensibile e utile per la comunicazione.

La coda nel gatto serve soprattutto per l’equilibrio e il gatto non gradisce che gliela si tocchi. Ma non sono solo le posizioni della coda importanti per decifrare gli stati d’animo del gatto ma anche i vocalizzi, le orecchie, le vibrisse, gli occhi e la postura.
Ecco i più comuni segnali che il gatto ci invia tramite la coda.
– Coda dritta verticale: esprime gioia di vederci (quando il gatto ci viene incontro), un saluto, un’attenzione alle mosse che stiamo per compiere noi.
– Coda dritta verticale con punto interrogativo della punta: segno di curiosità, interesse e benevolenza nei nostri confronti.
– Coda che si agita lateralmente e velocemente: segno di rabbia, fastidio, agitazione o paura. Micio non sa bene come gestire la situazione.
– Coda dritta verticale che vibra: il gatto ci sta comunicando che sta bene con noi. Attenzione perché potrebbe invece stare marcando il territorio con qualche spruzzo di urina misto a ferormoni!
– Coda dritta orizzontale in linea con il dorso: o immobile o con lievi movimenti laterali indica un interesse verso qualcuno o qualcosa. Lo si nota quando sta puntando una possibile preda.
– Coda incurvata con peli dritti: segnale di paura o rabbia, magari davanti a un animale vissuto come nemico (cane o altro).
– Coda bassa con pelo dritto e punta contratta: può esprimere paura, ma di solito indica che il micio ha appena individuato una possibile preda e si prepara all’attacco (attenzione: potrebbero essere le nostre gambe!).
– Coda a mezz’asta che si muove lentamente: indica un tiepido interesse verso qualcosa o qualcuno.
– Coda nascosta tra le gambe sotto il ventre: significa che il gatto si sente minacciato e non sa come fare per difendersi. Spesso si notano anche orecchie volte all’indietro e pupille dilatate. A volte può essere il sintomo di un malessere fisico.
– Coda avvolgente: quando micio è seduto e la sua coda avvolge le zampe anteriori, è immerso in un completo relax (succede spesso che poi si addormenti).
– Coda verticale piegata di lato: micio ha voglia di giocare.
– Coda tenuta da un lato: nelle micie integre indica disponibilità all’accoppiamento.
– Coda che ondeggia tracciando ampi semicerchi: può indicare tanto un’eccitazione positiva quanto negativa. Mamma gatta lo fa da sdraiata per far giocare i suoi piccoli.
– Coda ricurva che va ad appoggiarsi sul dorso del micio: indica un’attenzione particolare a quello che sta accadendo.
– Coda arcuata con la punta rivolta in basso: eccitazione che spesso porta micio a sferrare un attacco.

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L’apparato digerente del gatto.alt="apparato digerente del gatto"

La digestione non inizia, come nell’uomo, in bocca perché il gatto deglutisce senza masticare e la saliva serve solo come lubrificante. Lo stomaco secerne succhi gastrici sei volte più acidi dei nostri (in natura, infatti, il gatto mangia spesso prede intere e deve quindi digerirne le piume, il pelo, le ossa). L’intestino è molto corto ed è diviso in tenue (dove avviene l’assorbimento dei nutrienti) e crasso (dove avvengono la fermentazione, la deidratazione e la formazione delle feci).

Poi vi sono il fegato e il pancreas che non fanno propriamente parte dell’apparato digerente ma che sono essenziali per le sue funzioni.

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udito del gattoL’udito del gatto è molto sviluppato grazie alle bullee, due ampie cavità create dall’ingrossamento dell’osso del timpano, ma, con l’avanzare dell’età, la capacità uditiva diminuisce.

Il gatto ha un udito raffinatissimo che gli serve per identificare anche i più lievi rumori delle prede.

I gatti superano addirittura i cani nel percepire i suoni soprattutto acuti (frequenze elevate), arrivando fino ai 100.000 hertz, mentre il cane arriva solo fino a 35.000/40.000 hertz.

Per questo motivo occorre fare attenzione perché i suoni, che per noi sono normali per un gatto sono insopportabili.

Con l’età il gatto perde un po’ della sua capacità uditiva. In questo caso è sconsigliabile far uscire il gatto perché la sordità gli impedisce di percepire i pericoli: auto, cani ecc.

Esistono anche dei gatti che nascono sordi, di solito quelli bianchi con gli occhi azzurri  e sembra che ciò sia dovuto a un gene denominato W.

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le fusa del gattoI gatti, come quasi tutti  i felini, hanno una caratteristica che li rende unici: le fusa.

Nella maggior parte dei casi si tratta di pura felicità. 

A volte, però, il gatto può emettere quei suoni per cercare di superare una situazione di disagio sia psichico sia fisico.

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I gatti hanno 30 denti e sono suddivisi così: 16 nella mascella e 14 nella mandibola.

I canini sono molto sviluppati e affilati (ne sappiamo qualcosa quando giochiamo con loro); i molari sono taglienti perché hanno la funzione di triturare la carne; il primo molare della mandibola e l’ultimo premolare della mascella sono chiamati ferini perché servono per lacerare la carne.

Le gengive sono dotate di recettori nervosi che indicano al gatto il punto esatto in cui affondare i denti nel collo della preda senza farla troppo soffrire.

La lingua è lunga e flessibile e presenta sulla superficie centrale delle papille filiformi fatte a uncino e rivolte verso la gola. Queste hanno la funzione di aiutare micio nello spolpare le ossa delle prede e nella pulizia del mantello.

Le leccature servono anche a regolare la temperatura del corpo. Ai lati della lingua e sulla punta sono situate le papille gustative che, rispetto agli esseri umani (9000), sono in numero inferiore (500). Per questo micio non riesce ad apprezzare il sapore dolce.

Sempre per lo stesso motivo il gatto deve annusare per bene il cibo che gli proponiamo. E, quando è raffreddato e non riesce ad apprezzare gli odori, molto spesso si rifiuta di mangiare.

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zampa del gattoI gatti hanno zampe con legamenti molto robusti che sopportano bene l’accelerazione del corpo e l’impatto con il suolo.

Inoltre, sono digitigradi, cioè il peso del corpo è sostenuto unicamente dalle dita.

Ecco perchè gli artigli sono retrattili.

Le zampe anteriori del gatto hanno 5 dita con artigli retrattili: quattro davanti e una posteriore detto sperone (tipo pollice) che serve per l’arrampicata.

Le zampe posteriori hanno solo 4 dita perchè manca lo sperone.

Come dicevamo per i gatti è molto facile arrampicarsi ma è difficile scendere perché dovrebbero farlo in retromarcia e così si esporrebbero ad un attacco da parte dei loro predatori.

Ecco perchè talvolta diventano buffi nelle loro manovre. 

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alt="gli occhi del gatto"

I gatti, anche in presenza di una debolissima fonte di luce, possono orientarsi grazie al tapetum lucidum. Si tratta di uno strato di cristalli riflettenti con funzione di specchio che permette al gatto di vedere, in caso di luce debole, 6 volte più di un essere umano.

Il tapetum lucidum è quello che fa scintillare gli occhi del gatto al buio.

Infine, pare che il gatto riesca a vedere solo i colori nella gamma dei verdi e blu.

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il_naso_del_gattoIl naso del gatto si chiama tartufo ed è sensibilissimo. Un gatto sano ha il tartufo sempre fresco e umido. Quando il gatto sta male spesso il tartufo è secco.  Di solito il mantello scuro ha un naso nero, un mantello più chiaro, un tartufo rosa.

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le_vibrisse

I baffi dei gatti si chiamano vibrisse.

Il gatto ne ha 12 o più per ogni lato del muso e servono come organi di tatto quando l’ambiente è troppo scuro persino per i loro occhi.

 

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occhi dei gattiniGli occhi dei gattini di pochi giorni sono sempre azzurri, poi, con l’accrescimento del corpo, cambiano colore, acquistando quello definitivo.

Esistono tuttavia razze (siamese, burmese ecc.) che mantengono gli occhi azzurri anche da adulti.