I gattini: come nutrirli, come gestirli, come amarli

Questa pagina è dedicata ai cuccioli di gatto. Vi troverete tante utili informazioni per la crescita e la salute dei vostri gattini

 

come giocare con un gattinoCome si sa, i cuccioli amano molto giocare come pure i gatti adulti domestici che restano sempre un po’ infantili.

Un’altra caratteristica dei micetti è quella predatoria che viene posta in atto nei confronti di tutto ciò che si muove (mani, gambe, palline che rotolano, fili del telefono e molto altro cui la loro fantasia possa assegnare un ruolo di preda).

Se ospitate un cucciolo in casa, dovete quindi prendere provvedimenti seri per evitare incidenti.

La salvaguardia di mani e gambe è riposta nell’intrattenimento del gattino con bastoncini da cui penderà un topolino finto, una piuma o quant’altro. I fili del telefono dovrebbero essere fissati a una parete per evitare che il loro ondeggiare possa attirare l’attenzione della vostra piccola peste. Le palline che rotolano sono un invito pressante se micio è nella disposizione giusta.

Gli scatoloni non troppo profondi sono poi un richiamo irresistibile (a volte anche il tiragraffi più invitante potrebbe essere trascurato per quelli), scatoloni che a volte servono pure come luogo di riposo quando il nostro tesoro deve ritemprarsi.

Riassumendo: l’importante è interagire tutte le volte che si può con il micetto per intavolare con lui un rapporto soddisfacente per entrambi, tentando anche di insegnarli il metodo giusto per giocare.

 

 

gattino che giocaNon sempre i cuccioli di gatto sono predisposti a interagire con l’umano che li ha adottati.

Questo atteggiamento denota in genere una carenza di contatti con gli umani nei primi giorni/settimane o mesi di vita oppure dipendere dal carattere particolarmente selvatico della madre.

E allora? Vi chiederete.

Niente paura.

Micio possiede alcune qualità che sono proprie di tutti i piccoli felini, vale a dire una spiccata predisposizione al gioco.

Quindi, se volete conquistare il vostro piccolo, vincere la sua diffidenza e rassicurarlo, iniziate a giocare con lui a una certa distanza con bastoncini cui avrete legato fiocchetti, palline o quant’altro e che gli fornisca la sicurezza di poter mettersi in salvo.

Quando avrà compreso che da voi non può venirgli alcun pericolo, sarà lui ad avvicinarsi a voi e la vostra favola avrà così un lieto fine.

Un suggerimento: quando micio è stanco, non forzatelo a continuare; quando vuole giocare, anche se non ne avete il tempo, dedicategli pochi minuti e poi spiegategli che dovete andare accarezzandolo con grattatine dietro le orecchie e sotto la gola. Vi adorerà!

 

 

gatti che saltanoAll’età di due o meglio tre mesi il nostro micino inizierà ad essere più sicuro sulle zampette e a esibirsi nei primi salti. Una volta acquisita questa abilità, preferirà andare a dormire in luoghi elevati o in posti nascosti (armadi, cassetti, cartoni ecc.).

Questo comportamento è tipico dei felini (le linci, ad esempio, adorano andare a mangiare le prede sugli alberi per non essere disturbate) sia per motivi di privacy, sia perché in alto si sentono più al sicuro da tutti gli elementi che potrebbero minacciarli.

A volte, tuttavia, si ha anche l’impressione che vogliano mostrare al loro umano di riferimento l’agilità di cui, senza dubbio, vanno fieri!

 

gattini molto piccoliOccorre fare molta attenzione quando si adotta un gatto molto giovane (pochi mesi) perché la sua termoregolazione è carente. Quindi, la cuccia a lui destinata deve essere in un angolo caldo della casa o, in inverno, accanto al termosifone.

Le borse dell’acqua calda sono sconsigliate perché si raffreddano in fretta (oppure occorre essere disponibili a cambiarle continuamente) e il micio, con le unghiette, potrebbe bucherellarle con conseguente fuoruscita di acqua.

 

 

svezzamento dei gattiniMi è stato chiesto se servono accorgimenti particolari per alimentare correttamente un gattino dopo lo svezzamento.

Il gatto è un animale prettamente carnivoro, quindi ha bisogno di proteine animali. Se lo si vuole alimentare con prodotti casalinghi, occorre integrare la dieta con integratori (soprattutto taurina) indispensabili per la sua crescita e salute, integratori da concordare sempre con il veterinario di fiducia.

Al contrario, se lo si vuole alimentare con prodotti appositamente studiati per l’alimentazione di micetti giovani, serve solo scegliere quelli adatti alla sua età, senza bisogno di integratori, a meno che il soggetto richieda particolari cure.

Da tener presente sono soprattutto i gusti del nostro piccolo felino, perché a volte i mici sono molto selettivi e, spesso, capricciosi.

 

 

allattamento dei gattiniUna micia, nei primi giorni successivi al parto, si sdraia su un fianco per rendersi più accessibile per le poppate dei suoi piccoli.

Le prime poppate dei cuccioli non forniscono loro latte, bensì colostro contenente numerosi anticorpi che il gattino è in grado di assorbire in modo massiccio durante le prime 16 ore di vita. Tali anticorpi lo proteggono dai germi presenti nell’ambiente per un periodo che va da pochi giorni a qualche settimana.

Dopo alcuni giorni, il micetto popperà il latte vero e proprio, comunque sempre ricco di anticorpi.

Quando il piccolo non ha potuto ricevere il colostro per diversi motivi, è bene, se possibile nelle prime 16 ore, somministrargli del latte di gatta per permettergli di acquisire gli anticorpi necessari.

 

gattino irrequietoA volte, quando si adotta un gattino, può succedere che esso sia iperattivo: si arrampica sulle tende, salta sugli scaffali, corre per tutta la casa, fa cadere i soprammobili, non è mai fermo un momento e, giocando con noi, tende a morderci mani, gambe e tutto ciò che è alla sua portata.

Di solito questo comportamento è tipico dei gatti che non sono stati allevati dalla madre o le cui madri erano incompetenti.

Allora qual è la soluzione?

Le mamme dei cuccioli iperattivi li educano con zampate sul naso, mordendo loro l’addome e con altre punizioni anche verbali. Noi dobbiamo fare lo stesso: quando un gattino inizia a mordere le nostre mani durante il gioco, anche se i denti non sono ancora spuntati del tutto, dobbiamo smettere di giocare con lui, andarcene e punirlo a parole e anche rifiutandogli le coccole. Se non saremo fermi nelle nostre azioni, il cucciolo crescendo diventerà sempre più aggressivo e non riuscirà neppure a confrontarsi con eventuali altri gatti adulti che dovessero vivere nella stessa casa o all’esterno della stessa.

 

pulci nel gattoUna signora ha trovato un micetto abbandonato in campagna, ma non l’ha preso perché si grattava molto e lei temeva che fosse infestato dalle pulci.

Vorrei tranquillizzare tutte le persone che incontrano un problema simile.

Le pulci sono sempre presenti sui mici che vivono all’esterno o con altri gatti (rifugi, colonie) che le ospitano.

Ma con un prodotto in fialette da applicare una volta al mese sul collo del gatto, dividendo bene il pelo in modo da raggiungere la pelle, il problema è risolto. Ovviamente se micio è molto giovane, si dovrà applicare il prodotto giusto per la sua età e non quello per adulti. Esistono inoltre degli spot on che, contemporaneamente, trattano anche l’ambiente.

È importante liberare micio da questi parassiti che, possono provocare prurito o allergie e le cui uova, se ingerite, trasmettergli un particolare tipo di tenia.

 

come capire se un gattino è sanoLe caratteristiche di un gattino in salute sono molto importanti per scegliere il nostro compagno di vita più adatto.

Esse sono:

  • occhi limpidi senza cisposità o eccessiva lacrimazione
  • naso umido
  • orecchie pulite e rosee
  • denti bianchi e alito non maleodorante
  • addome morbido e non dolente
  • mantello lucido con pelle elastica che si stacca facilmente dal corpo
  • buon appetito con assenza di rigurgito o vomito
  • assenza di tosse
  • atteggiamento gioioso, attento e vivace, sempre pronto alla lotta e al gioco.

Ma…

Se siete davvero particolarmente simpatizzanti dei gatti, anche un gattino con qualche problema potrebbe fare al caso vostro. Infatti, un micetto che presenti tosse o vomito, non viene mai scelto e voi potreste fare la differenza nella sua vita con piena soddisfazione del vostro pet e della vostra coscienza.

 

Mi è stato chiesto se si può somministrare latte vaccino ai gattini.

si può somministrare latte vaccino ai gattiniQuando essi sono molto giovani, il latte vaccino non può essere utilizzato per lo svezzamento. In commercio si trovano infatti diversi tipi di latte prodotti appositamente.

Una volta che i gattini sono svezzati, potrebbero gradire anche il latte di mucca, ma spesso non lo tollerano e quindi non riescono a digerirlo.

Ci si accorge dell’intolleranza se micio, ogni volta che lappa il latte presenta nello stesso giorno crisi diarroiche. A questo punto ovviamente è meglio sospenderne immediatamente la somministrazione.

Se invece il latte vaccino viene tollerato, si può proporlo senza esagerare.

 

perché i cuccioli di siamese sono bianchi alla nascita e poi cambiano coloreMi è stato chiesto perché i cuccioli di siamese sono bianchi alla nascita e cambiano colore con l’avanzare dell’età.

Per il mantello a macchie del siamese adulto non si tratta di un particolare tipo di colorazione ereditata dai genitori bensì della temperatura in cui il gattino è cresciuto.

Sono stati eseguiti molti esperimenti che hanno confermato quanto sopra.

Un gattino allevato in un ambiente molto freddo, anziché rimanere bianco con le solite macchie scure sulle zampette, le orecchie, la coda e il musetto, da adulto sarà completamente scuro.

Al contrario, un micetto allevato in un ambiente molto caldo crescerà con il mantello completamente chiaro. Questo è confermato anche dal fatto che i neonati sono completamente bianchi alla nascita perché nel grembo materno sono vissuti al caldo.

 

 

allergie nei gattiniNon è facile ma può succedere che anche un gattino molto giovane presenti delle allergie. Le cause possono essere varie e vanno dalle punture di insetti a eventuali medicinali o pure alla sensibilità verso i vaccini. Rare sono le allergie verso prodotti alimentari.

Ma come si può comprendere se il nostro tesoro presenta un’allergia lieve o grave, tipo anafilassi?

La seconda si manifesta con vomito, diarrea, letargia, difficoltà respiratoria, collasso e a volte anche gonfiore al musetto, orticaria e prurito.

Quindi, se sospettate un’allergia, meglio una visita urgente dal veterinario perché soprattutto la reazione anafilattica può condurre persino alla morte.

 

Giochi per gattini: quali scegliere?

giochi per gattini quali scegliereI gattini giovani sono molto curiosi e la loro priorità è il gioco. È quindi importante sapere quali sono i pericoli che il nostro tesoro corre nella scoperta delle novità che arricchiranno le sue conoscenze.

Quindi niente palline molto piccole che potrebbe ingerire, niente corde o spaghi lasciati incustoditi, niente nastri o cose simili. Infatti, se micio dovesse ingerirli, non sarebbe in grado di espellerli dalla bocca a causa della morfologia della sua lingua. All’interno dell’apparato digerente questi oggetti potrebbero causare problemi di ostruzione o perforazione dell’intestino oppure restare bloccati in gola o nella trachea causando difficoltà respiratorie o soffocamento.

Quindi occorre scegliere i giochi più adatti o anche, quando se ne ha il tempo, interagire con micio

 

gattini neonatiUn cucciolo di gatto è quasi incapace di muoversi per almeno due settimane; l’unico movimento è quello di trascinarsi verso mamma gatta, se presente, per succhiare il latte.

Verso i 12-15 giorni, quando anche gli occhi si aprono, iniziano i primi movimenti, ancora molto instabili, che si perfezioneranno verso i due mesi.

Questo è un periodo pericoloso per l’integrità del nostro beniamino. Infatti, se la madre è presente, lo sorveglia e lo aiuta nelle situazioni difficili, ma quando la madre è assente perché abbiamo adottato noi il micetto, dobbiamo sostituirci a lei e sorvegliarlo nelle sue esplorazioni per evitare incidenti.

 

quante volte al giorno deve mangiare un gattinoMi è stato chiesto quante volte al giorno deve mangiare un gattino?

In natura il gatto adulto mangia quando trova prede da cacciare, ma i piccoli in casa di solito gradiscono più pasti frazionati al giorno (di solito quattro: mattino, mezzogiorno, pomeriggio e sera).

Meglio non lasciare il cibo umido a disposizione del gattino. Innanzitutto, perché a temperatura ambiente va incontro a processi di fermentazione, inoltre perché si darebbero abitudini sbagliate al nostro piccolo che potrebbe mangiare più per noia che per fame, ingrassando anche più del dovuto.

La quantità di cibo da somministrare dipende dalla corporatura del micetto e dall’età.

Le dosi sono di solito specificate sugli alimenti industriali appositamente studiati per i gattini.

Occorre inoltre tener conto dei gusti del nostro piccolo e non cercare di forzarlo a cibarsi di ciò che non gli va (di solito è facile, infatti, che un cibo non gradito venga rigettato).

 

 

perchè i gattini sono diversi tra loroMi è stato chiesto perché i micetti nati dalla stessa madre durante il medesimo parto spesso sono molto diversi tra loro.

Ebbene, per i gatti domestici (o che vivono comunque in agglomerati urbani) a causa del ridotto areale di cui fanno parte è molto facile essere attratti dall’odore e dai richiami di una femmina in calore, combattere per ottenerne i favori e attendere il proprio turno di accoppiamento.

È quindi frequente che i gattini di una stessa cucciolata abbiano padri diversi e presentino pertanto differenze marcate tra di loro (questo fenomeno prende il nome di superfecondazione).

Se invece notate una cucciolata di gattini simili tra loro, questo può significare che mamma gatta ha scelto un pretendente e si è accoppiata esclusivamente con lui.

Nei grandi territori dove vivono i gatti selvatici è difficile che una micia si accoppi con parecchi maschi perché risulta quasi impossibile per molti di loro individuare da lontano l’odore di una femmina in calore. Inoltre, i maschi selvatici sono molto più competitivi di quelli domestici e sarebbe pertanto sconsigliabile un assembramento che provocherebbe esplosioni di estrema aggressività

 

come abituare un gattino alla lettieraCome abituare un gattino alla lettiera?

Abbiamo visto che fino alle 4 settimane, dobbiamo essere noi a stimolare il piccolo in sostituzione della madre; dalle 4 alle 6 settimane invece il nostro tesoro è perfettamente in grado di usare la lettiera, cosa che, spesso, avviene spontaneamente.

A volte, invece, dobbiamo istruire noi micio: preparare una lettiera molto bassa (potrebbe essere il coperchio di una scatola per scarpe con poca sabbietta, meglio non agglomerante). Quando il nostro beniamino ha terminato un pasto, metterlo nella lettiera e, se non avviene nulla, procedere con la solita tecnica del batuffolo di cotone umidificato con acqua tiepida da passare leggermente sul suo ano.

Serviranno solo due-tre inviti prima che il nostro pet comprenda quello che deve fare.

È importante non sgridarlo se le cose non vanno subito nel senso giusto: la pazienza è la virtù dei forti!

come aiutare un gattino piccolo a defecareQuando si trova un micetto molto giovane abbiamo visto in precedenza come alimentarlo, ma è necessario anche sapere che i cuccioli di età inferiore alle quattro settimane non sono in grado di defecare da soli.

La madre, infatti, li lecca per stimolare le funzioni escretorie ma, se il piccolo è orfano, dobbiamo sostituirci a lei: con un batuffolo di cotone inumidito con acqua calda strofinare delicatamente l’ano del gattino finché si scarica.

Non spaventatevi se le feci sono liquide: finché lo nutrirete con il latte artificiale sarà così.

 

come allattare un gattinoSe hai trovato un gattino molto piccolo, magari ancora con gli occhi chiusi, ecco 3 regole da seguire per salvargli la vita.

  1. Procura del latte artificiale specifico per micetti e un biberon per svezzarlo. Di solito è un latte in polvere da diluire in acqua calda ma non troppo.
  2. I gattini fino ai dieci giorni vanno nutriti ogni due ore (anche di notte), dagli undici ai diciotto giorni ogni tre ore, dai diciannove giorni alle quattro/sei settimane ogni cinque/sei ore. Dalle 6 settimane possono essere svezzati con cibi adatti alla loro età, magari mischiati al latte cui sono abituati.
  3. Per somministrare il latte dal biberon, meglio mettere il micio in grembo sdraiato sulla pancia con la testa leggermente sollevata e il biberon appena un po’ inclinato dall’alto verso il basso. Non premere il biberon per far uscire più latte, potrebbe provocare problemi di ingestione al micetto. Una volta che il piccolo ha terminato di bere (di solito smette quando è sazio), togliere il biberon, sistema il micetto su una spalla e dargli dei lievi colpetti sulla schiena finché ha fatto il ruttino. Puliscigli la bocca con un panno caldo e umido per allontanare gli eventuali residui di latte.

Per assicurarti che stia crescendo bene, pesa il micetto ogni giorno, registrando il peso su una tabella che verrà sottoposta al parere del veterinario.

 

gastroenterite infettivaI gattini non vaccinati possono contrarre la gastroenterite infettiva che può infettare i micetti sia per contatto diretto (interagendo con soggetti ammalati o guariti ma comunque portatori) o per contatto indiretto (tramite morso di pulci o frequentazione di ambienti dove hanno soggiornato felini ammalati).

I sintomi sono febbre alta, stato letargico, perdita di appetito, seguiti da vomito schiumoso e quindi da diarrea con comparsa, spesso, di sangue. La perdita di liquidi dovuta al vomito e alla diarrea si può constatare sollevando la pelle della schiena che, anziché ridistendersi, resta sollevata o si ridistende molto lentamente.

I gattini non curati muoiono nel giro di tre – cinque giorni. Se superano la crisi, possono manifestare frequenti accessi di diarrea causata da danni intestinali permanenti conseguenti all’infezione

Gli ambienti dove hanno soggiornato gattini ammalati vanno sanificati con prodotti specifici e interdetti alla frequentazione di nuovi animali per almeno sei mesi, dopo i quali si possono introdurre altri mici solo se vaccinati.

Trattandosi di un virus estremamente contagioso (della famiglia dei parvovirus) il consiglio è di vaccinare i piccoli.

 

gattino in autoI cuccioli vanno abituati gradualmente a viaggiare in auto. Infatti, ci sono necessità impellenti, come visite veterinarie che, già stressanti di per sé, se micio non è abituato all’auto possono diventare molto problematici.

Come fare?

Innanzitutto, il gattino deve essere sistemato in un trasportino ben aerato, munito di cuscino soffice e con chiusura a prova di unghie.

Non è consentito dalla legge trasportare gatti liberi nell’abitacolo, sia per sicurezza del guidatore sia per quella di micio stesso (finestrini aperti o l’apertura della portiera potrebbe infatti consentigli la fuga; frenate o sterzate improvvise poi possono spaventarlo o ferirlo ecc.).

La prima volta basta tenere micio chiuso nel trasportino e lasciare lo stesso nell’abitacolo a motore spento (bastano una decina di minuti). Si procederà quindi con brevi tragitti che andranno a mano a mano aumentati.

A volte può accadere che sin dal primo approccio il nostro tesoro cominci a sbavare e a respirare con la bocca aperta e la lingua fuori. Oltre a essere un segnale di paura, tale comportamento potrebbe indicare che micio soffre il mal d’auto.

Basterà quindi una visita dal veterinario che prescriverà il farmaco adatto.

 

gattiniMi è stato chiesto a che età si può far uscire un gattino adottato da poco.

Innanzitutto occorre decidere se abituare micio alla vita in appartamento o se preferire concedergli qualche ora di libertà all’esterno.

In casa il vostro pet sarebbe decisamente più al sicuro perché l’esterno, soprattutto per un gatto giovane, presenta senz’altro pericoli di tutti i tipi.

Se si decide di far uscire il piccolo, meglio quando il programma vaccinale è terminato, di modo che il nostro tesoro sia protetto da eventuali contatti con altri gatti magari portatori di patologie contagiose.

A mio parere sarebbe ancora meglio attendere la castrazione prima di lasciare libertà di uscita a micio, così anche l’eventuale richiamo dell’amore sarebbe evitato.

Non dimenticate che le femmine possono andare in calore anche a cinque mesi e i maschietti a sette/otto!

 

vaccino nei gattiniLe vaccinazioni, anche se eseguite nel migliore dei modi, non garantiscono al 100 per cento dalle malattie per cui sono state eseguite.

Infatti, il gattino sottoposto a vaccinazione non è del tutto protetto dall’attacco del virus, ma possiederà solo una migliore protezione contro l’infezione e avrà buone possibilità di non contrarre la malattia se verrà in contatto con il virus.

È essenziale che il veterinario, prima di sottoporre il nostro micetto alla vaccinazione, esegua un’accurata visita clinica per accertare la buona salute dell’animale.

Infatti, uno dei fattori che influenza lo sviluppo di un’adeguata risposta immunitaria è proprio la buona salute.

 

gattino che si leccaPochi animali passano tanto tempo a pulire il loro mantello come i gatti.

Specialmente dopo aver dormito o mangiato si lavano il muso e tutte le parti del corpo che riescono a raggiungere.

La mamma comincia a lavare i gattini appena nati e continua ad accudirli per diverso tempo, insegnando loro a mantenersi puliti.

I piccoli cominciano a lavarsi a circa tre settimane di vita: la loro lingua, infatti, come quella degli adulti è fornita di numerose papille che svolgono un’efficace funzione abrasiva, rimuovendo tutto lo sporco e i peli morti dal corpo.

È sconsigliato lavare i mici, soprattutto se molto giovani, a meno che sia assolutamente necessario, ad esempio per la rimozione di sporco (se il gattino è stato trovato in una discarica) o di fango (quando lo si sia salvato da corsi d’acqua fangosi).

Anche quando il piccolo si sia sporcato con le proprie feci o urina a causa di una qualsiasi malattia è opportuno un bagnetto da effettuare sempre in luogo caldo, evitando l’asciugatura con apparecchi rumorosi.

Infatti, i gatti hanno un udito sensibilissimo.

 

un micetto raccolto in strada si può adattare a vivere in casaMi è stato chiesto se un micetto raccolto in strada si può adattare a vivere in casa.

Se adottati in tenera età, quasi tutti i gattini si adattano bene alla vita in appartamento.

A volte, tuttavia, se adottiamo un animaletto molto selvatico che non ha mai avuto contatti con gli umani, può servire un po’ di tempo perché si abitui sia all’interazione con gli umani stessi sia alla vita casalinga. Ma prima o poi succede perché i gatti in genere sono opportunisti e non rinuncerebbero mai alle comodità offerte dalla nuova sistemazione.

Vediamo insieme quali strategie adottare per mettere a suo agio il nostro nuovo pet.

Se si tratta di un gatto selvatico, meglio lasciar fare a lui. Non cercare di toccarlo o di accarezzarlo o di prenderlo tra le braccia. Potremmo suscitare reazioni pericolose.

La strategia migliore è presentargli il cibo e poi allontanarsi, restando a portata di vista. Quando il piccolo si renderà conto che non corre pericolo alcuno, mangerà con più tranquillità e, trascorso tempo sufficiente per lui, si avvicinerà e si struscerà sulle nostre gambe, fuggendo poi lontano.

A volte servono mesi perché il nostro beniamino si fidi completamente, ma la vittoria sarà così dolce che l’attesa sembrerà un tributo del tutto congruo.

 

cuccioli di gattoQuando si adotta un gatto è preferibile prenderne uno o due?

Bella domanda!

I gatti, si sa, non sono esseri sociali. Infatti, in natura si incontrano solo durante la stagione degli amori, altrimenti cacciano soli e vivono vite solitarie. Solo le femmine accudiscono i piccoli finché, autonomi, lasciano il gruppo familiare.

Ma…

Se teniamo un micetto in casa e lo lasciamo solo a lungo (per impegni lavorativi o altro), allora forse è meglio adottarlo con un fratello o una sorella che diventerebbero così compagni di giochi.

È inoltre più facile che divani, poltrone e altri mobili siano più al sicuro se micio è distratto e rassicurato da un compagno.

Occorre tuttavia fare attenzione alla scelta perché i mici sono molto individualisti: se un compagno non piace, non piace e basta. Nulla potrà far cambiare idea al nostro beniamino, almeno nella maggior parte dei casi.

 

quale gattino adottare maschio o femminaQuale gattino adottare: maschio o femmina?

Nonostante generalmente si pensi che le femmine sono più affettuose, spesso è vero il contrario.

Infatti, i maschi sono in genere molto dolci, sono più estroversi e hanno caratteristiche fisiche diverse (ad esempio sono più compatti e massicci, hanno la testa più sviluppata e tonda).

Le femmine sono molto più delicate nei rapporti con i loro umani e più amanti della casa. Fisicamente sono più minute e flessuose, mentre il carattere è più riflessivo e quieto.

Ovviamente poi i nostri cuccioli crescono e allora le cose si fanno più complicate.

I maschietti integri tendono ad allontanarsi da casa per periodi anche lunghi, ritornando a volte feriti per le lotte con altri gatti.

Per quanto riguarda le femmine integre, quando sono in calore, emettono miagolii strazianti che sembra impossibile provengano da una creatura tanto minuta.

Io consiglio sempre la castrazione per ambo i sessi: si evita così di far nascere creature indesiderate che non sempre si riesce a sistemare e che spesso vanno ad affollare i gattili.

come accogliere un gattino in casa

Solitamente in primavera sbocciano i fiori e nascono i gattini. Tante persone si sono rivolte a me per domandarmi quali sono le precauzioni da adottare in casa prima di adottare un gattino.

Innanzitutto, devo sottolineare che se il gattino ha meno di 45-60 giorni non deve essere dato in adozione. Questo per diversi motivi:

– solitamente i primi 45 giorni si nutrono soltanto di latte materno

– i gattini trascorrono i primi due mesi a giocare con i fratelli. Questa attività ludica avviene sotto lo stretto controllo della madre la quale interviene, anche severamente, se i gattini usano troppa violenza nel gioco. Così facendo educa i suoi piccoli.

Terminato questo periodo di tempo, il gattino è pronto per avere una famiglia tutta sua.

Innanzitutto è importante acquistare un trasportino già grande in previsione della sua crescita (che avviene rapidamente).

Per quanto riguarda l’inserimento, è preferibile che avvenga nel fine settimana o nelle festività quando, insomma, tutta la famiglia è presente.

Inizialmente è possibile che il gattino si mostri spaventato: è del tutto normale perchè, in effetti, si trova in un contesto estraneo.

E’ molto importante, perciò nei primi giorni trattarlo con delicatezza e garbo.

E’ anche molto probabile che il gattino tenda a nascondersi sotto un mobile o in qualche angolo recondito:  è semplicemente un modo per sentirsi al sicuro.

Se volete prenderlo in braccio, dovete infilare la vostra una mano con il palmo ben aperto proprio sotto lo stomaco e maneggiarlo con prudenza.

Quando sono molto piccoli, i gattini possono anche essere sollevati per la collottola, proprio come fanno le mamme gatta.

Attenzione all’ambiente: non deve essere rumoroso altrimenti il gattino si spaventa. Ricordate che il loro udito è più raffinato del nostro!

Per evitare disturbi digestivi continuate con la stessa alimentazione che già seguiva salvo poi gradualmente introdurre nuovi alimenti.

 

come definire dai denti l'età di un gattinoMi è stato chiesto come definire l’età di un gattino già svezzato.

Finché il micio è molto giovane, il metodo più semplice è quello di aprirgli la bocca e controllare i denti. Ovviamente tale valutazione è sempre un po’ approssimativa perché a volte gattini sottoalimentati nati ad esempio da una madre selvatica o randagia possono ritardare la dentizione.

Di seguito una guida indicativa.

Incisivi: quelli da latte compaiono tra le due e le quattro settimane, mentre quelli definitivi verso i quattro mesi.

Canini: quelli da latte spuntano tra le tre e le quattro settimane, quelli definitivi a cinque mesi.

Premolari: quelli decidui compaiono a quattro/sei settimane e i definitivi dai quattro mesi e mezzo ai sei.

Molari: solo definitivi che spuntano dai cinque ai sette mesi.

Così la dentatura decidua di un micetto è rappresentata da 26 denti, mentre quella definitiva è di 30 denti (12 incisivi, 4 canini, 10 premolari e 4 molari)

Quindi, un micino che non abbia ancora denti è nato da meno di due settimane, se invece presenta tutti i denti definitivi avrà almeno sette mesi di vita.

 

cosa fare quando un gattino miagolaMi è stato chiesto perché un gattino di due mesi appena arrivato in casa continui a miagolare.

Quando sono molto piccoli, i mici comunicano tra loro tramite miagolio, mentre da adulti lo fanno quasi esclusivamente con sguardi e atteggiamenti corporei.

I gattini, infatti, miagolano per attirare l’attenzione di mamma gatta che, riconoscendo il loro miagolio, corre ad accudirli.

Un micio piccolo, appena accolto in casa, sentendosi solo, miagola per chiamare la sua mamma e noi dobbiamo fare le veci di quest’ultima, coccolandolo molto e fornendogli la massima attenzione.

Trascorsi pochi giorni, il piccolo comprenderà la nuova situazione e vi si adatterà, smettendo i vocalizzi insistenti.

Occorre tuttavia dosare le interazioni, soprattutto quando micio sta vocalizzando, altrimenti può accadere che il nostro beniamino miagoli sempre di più per ottenere coccole, cibo o anche solo attenzione.

 

Mi ha scritto uncosa fare quando un gattino vomitaa signora chiedendomi come mai il suo gattino di due mesi (preso in gattile insieme alla mamma), finché ha succhiato il latte stava bene, ma, appena ha iniziato ad assumere cibo solido, ha cominciato a vomitare.

Potrebbe trattarsi di una patologia legata a una malformazione dell’esofago (di origine embrionale?), malformazione che causa un accumulo di cibo nell’esofago, accumulo che a sua volta provoca un allungamento/ ingrossamento dell’esofago stesso (megaesofago).

In ogni caso è necessaria una visita dal veterinario perché il megaesofago, se non trattato, potrebbe avere gravi conseguenze.

A volte, invece, si tratta di situazioni più banali cui il consiglio dello specialista può ovviare.

 

il gioco nei cuccioli Nei cuccioli il gioco con i fratelli è molto importante. Innanzitutto per la socializzazione che risulta più facile e, quindi, per limitare la forza fisica.

Mi spiego meglio.

Quando un cucciolo viene allevato dalla madre insieme con i fratelli, è abituato a interagire con loro tramite il gioco. In questo caso, da adulto, sarà più disponibile ad accettare eventuali convivenze con altri gatti.

I gattini che non hanno avuto le stesse esperienze possono ugualmente sviluppare legami, ma il processo risulta molto più lento.

Durante il gioco, i graffi e i morsi dei compagni limitano la loro forza di penetrazione perché vengono restituiti di pari intensità. Anche la madre punisce i piccoli troppo aggressivi nei confronti dei fratelli durante l’attività ludica.

In mancanza della suddetta esperienza, le nostre mani e gambe saranno a rischio perché il cucciolo non avrà avuto l’imput per trattenersi. In questo caso occorrerà fermarlo con un “NO” deciso ma senza toccarlo. Con il tempo il nostro beniamino imparerà (o almeno si spera!).

la socializzazione del gattinoOgni gatto, anche i cuccioli di una stessa cucciolata, presenta un carattere diverso da tutti gli altri. Infatti, qualunque cosa stia accadendo a micio, la sua reazione non è solo dovuta alle circostanze ma anche e soprattutto alla capacità di affrontare la situazione in un certo modo dettato dal carattere. Che presenta due componenti essenziali: quella genetica, ereditata dai genitori, e quella ambientale. Quest’ultima tuttavia dipende molto dalla prima.

Il periodo più importante per lo sviluppo comportamentale ed emotivo di un cucciolo è tra le due e le sette settimane. In questo periodo di socializzazione precoce, un’esposizione continua agli umani (con manipolazioni tenere e affettuose) tenderà a far aumentare la socievolezza di un gattino verso di loro.

Se i piccoli non hanno potuto socializzare durante il periodo sensibile, occorrerà molta pazienza per insegnare loro a farlo da grandi o, peggio ancora, da adulti. Ma, con costanza e pazienza, è certo che i nostri beniamini sapranno accettarci con benevolenza.

adottare un gattinoNell’articolo precedente abbiamo parlato di come adottare un gattino da una cucciolata dal punto di vista della ragione.

Una volta che sono state appurate tutte le caratteristiche fisiche e comportamentali elencate, abbandoniamoci a una scelta emotiva.

Mi spiego meglio.

Come fare ad adottare il giusto micio per noi?

Una cucciolata di solito è composta da un minimo di tre a un massimo di sei/sette gattini. Non è importante il colore del mantello o il sesso, è essenziale che micio ci ami e per questo io consiglio di farsi scegliere.

Come?

Avvicinarsi alla cucciolata, sedersi accanto ai piccoli e preferire il cucciolo che per primo si avvicina, sale sulle ginocchia e ci riempie di fusa.

Se non accade, prendere in mano delicatamente un cucciolo per volta (attenzione: non fissarlo mai negli occhi, ma guardarlo e socchiudere più volte le palpebre) e vedere quale gradisce il nostro contatto.

Solo se si è disposti a una sfida difficilissima da vincere, si può optare per un gattino che soffia e sputa alla sola vicinanza di un umano: potrebbe non accettare mai una convivenza con noi.

come scegliere un gattinoMi è stato chiesto quali criteri utilizzare per scegliere un gattino da introdurre in casa.

Innanzitutto occorre fare le seguenti domande a chi propone un micio da una cucciolata.

  1. Se i gattini sono stati allevati in casa. È importante soprattutto nel caso si abbia l’intenzione di non fare uscire il gatto.
  2. Se i micini sono stati maneggiati da più persone fin da giovanissimi (1-2 settimane). È essenziale che il gattino abbia già esperienza di interazione con gli umani e non sia quindi pauroso e poco incline alle coccole.
  3. Se la madre è socievole ed estroversa. Poiché è lei a educare i piccoli, questo è molto importante.
  4. Se i micini sono stati trattati contro le pulci e sverminati.
  5. Se hanno una buona disposizione all’approccio con gli estranei. La paura in un micetto spesso si protrae per tutta la vita.
  6. Se sono giocosi, vivaci e interattivi. È importante per un rapporto senza problemi.

Oltre a ciò occorre controllare che:

  1. gli occhi siano limpidi e senza secrezioni
  2. l’ano sia pulito e senza segni di diarrea
  3. le orecchie siano pulite senza cerume scuro (sintomo di acari)
  4. il mantello sia lucente
  5. la pancia sia piatta (una pancia gonfia può essere sinonimo di vermi).

cambio alimentazione nei gattiniMi è stato chiesto a che età il gattino allattato dalla madre può iniziare ad assumere cibo solido.

Di solito il cambio di alimentazione da lattea a solida avviene dalle quattro alle sei settimane a seconda della predisposizione del gattino stesso.

L’importante è che tale cambiamento sia progressivo, alternando i pasti forniti dalla madre a quelli solidi, e ben distribuito nell’arco di qualche settimana, in genere tre/quattro. Questo per evitare l’insorgenza di disturbi digestivi, essendo l’apparato digestivo di un micetto ancora immaturo e quindi soggetto a reazioni anche violente.

gattino con raffredoreQuando un gattino presenta un forte raffreddore con occhi che lacrimano e copiose perdite di muco dal naso, meglio rivolgersi subito al veterinario, sia che il gattino sia vaccinato oppure no.

Infatti, anche se un raffreddore può essere banale per noi umani, per i gatti può portare conseguenze pericolose.

Quando il veterinario avrà prescritto i suoi farmaci, si può aiutare il piccolo a superare il nasino chiuso con due suffumigi al giorno.

Ecco come fare.

Introdurre il micino in un trasportino che dovrà essere coperto per intero con un asciugamano grande. Far bollire circa un litro di acqua, versarla in un recipiente in cui si faranno sciogliere due/tre gocce di olio essenziale di eucalipto. Il recipiente va poi posto proprio davanti alla grata della porticina. Bastano dieci minuti per volta.

mortalia nei gattiniMi è stato chiesto perché due gattini di una cucciolata di quattro nati da un giorno sono morti.

È difficile rispondere a questa domanda senza avere a disposizione tutti gli elementi da esaminare.

Una delle cause più frequenti è la temperatura dell’ambiente in cui vivono i piccoli. Essi, infatti, durante le prime due settimane di vita non sono in grado di controllare la loro temperatura corporea. Perciò, nella prima settimana dovrebbero vivere in un ambiente riscaldato da 30 a 33 gradi C, temperatura che sarà abbassata a 27 gradi C nella seconda settimana.

Un ambiente troppo freddo è la principale causa di mortalità nei gattini neonati, senza contare le vere e proprie malattie trasmesse dalla madre per via placentare (in quest’ultimo caso, tuttavia, tutti i micini della cucciolata dovrebbero nascere malati).

infezione da ascaridiI gatti sono soggetti a infezioni intestinali da ascaridi. Si tratta di vermi lunghi da 4 a 8 centimetri e i nostri beniamini ne sono infettati tramite l’ingestione di uova o durante l’allattamento nei primi dieci giorni di vita se la madre è portatrice.

Sono vermi molto resistenti: infatti, possono sopravvivere nel terreno per oltre tre anni.

Le infezioni da ascaridi causano spesso sintomi molto evidenti: gonfiore addominale, diarrea episodica, crescita inadeguata nei piccoli (rachitismo, mantello opaco e secco), vomito in cui sono visibili gli ascaridi.

Se non trattata, questa infezione può causare la morte per peritonite nei cuccioli.

Per evitare questa patologia, è opportuno trattare i gatti adulti con un vermifugo due volte all’anno e i gattini all’età di uno, tre e sei mesi.

Purtroppo gli ascaridi possono infettare anche l’uomo se quest’ultimo ingerisce accidentalmente le uova del parassita.

Quanto deve crescere un gattino?

quanto deve crescere un gattinoMi è stato chiesto quanto deve crescere un gattino per essere nella norma.

Innanzi tutto quando si adotta un piccolo micio, meglio pesarlo ogni giorno alla stessa ora per evitare sorprese.

Infatti un cucciolo di gatto in allattamento deve crescere da 10 a 15 grammi al giorno (in dieci giorni raddoppia il suo peso di nascita e, se non lo fa, occorre integrare con allattamento artificiale quello materno. Ovviamente occorre in questo caso utilizzare latti specifici, mai quello vaccino che è troppo ricco di lattosio e non abbastanza energetico).

Dopo 8 settimane dalla nascita, il micino deve pesare da 5 a 7 volte il peso originario.

In seguito, dipende dall’indole del gatto: gattini iperattivi crescono meno perché consumano molte energie. Micini pigri crescono di più per il motivo opposto.

L’alimentazione dei gattini

alimentazione dei gattiniL’alimentazione per un gattino deve essere specifica. I gattini, infatti, devono crescere, completare la formazione degli organi e del sistema immunitario e avere l’energia sufficiente per farlo. Il cibo per gattini è di solito molto digeribile per non affaticare il tratto gastroenterico ancora immaturo.

Esistono in commercio moli cibi prodotti apposta per gattini fino a 6 mesi/un anno di vita, dopodiché si può passare all’alimentazione per gatti adulti.

Se, tuttavia, un gattino dovesse essere sterilizzato poniamo a sette mesi, successivamente all’operazione si può passare subito all’alimentazione per gatti adulti.

Quando il gattino viene svezzato, meglio abituarlo subito sia al cibo umido che secco, tenendo tuttavia sempre presenti le sue preferenze.

Il sonno dei gattini

il sonno dei gattiniI cuccioli dormono più dei gatti adulti, ma i loro cicli di sonno sono più brevi.

A mano a mano che crescono i gattini mantengono lo stesso tempo di veglia di quando erano molto piccoli, solo la durata dei pisolini è più breve.

I cuccioli sognano molto più degli adulti, infatti, il sonno REM (quello caratterizzato da contrazioni muscolari, lievi mugolii e sogni) diminuisce a favore di quello non REM con la crescita.

Precauzioni in casa

pericoli domestici per i gattiPer un gattino una nuova casa è un luogo meraviglioso da esplorare ma, appunto perché i gatti sono curiosi e amano sperimentare tutto ciò che li attira, occorre fare molta attenzione. Di seguito alcuni consigli per evitare brutte esperienze ai nostri beniamini.

Cucina

Lavatrici = i gatti sono attratti dal calore e potrebbero usare la lavatrice come un posto gradevole per i loro pisolini; tenere quindi lo sportello sempre chiuso.

Prodotti per la pulizia = riporli sempre in posti inaccessibili al gatto: sono molto tossici.

Buste di plastica = hanno un fascino per i gatti ma sono pericolose perché potrebbero soffocarli. Tenerli quindi fuori dalla loro portata.

Bidoni della spazzatura = tenerli sempre coperti perché il gatto potrebbe entrarci e rimanervi incastrato o ferirsi con cose appuntite o taglienti.

Superfici di lavoro = attenzione alle pentole bollenti, ai coltelli e forchette, ai fornelli accesi o alle superfici pulite con detersivi che possono irritare occhi o naso del gatto.

Sala

Camini = se esistono e se vengono utilizzati, occorre proteggerli con una griglia.

Piante = soprattutto se il gatto deve restare in casa, potrebbe addentare qualche pianta magari anche velenosa per lui. Le piante da appartamento da evitare sono:

azalea, stella di natale, edera, rosa di natale, vischio, lupino, rododendro, filodendro, oleandro, lauro ceraso, clematide, caladium.

Nel caso il gatto abbia ingerito un pezzetto di una delle piante summenzionate e presentasse vomito, eccessiva salivazione o abbattimento, bisogna correre dal veterinario e spiegargli che cosa ha mangiato.

Cavi elettrici = è opportuno tenerli nascosti perché il gatto potrebbe amare masticarli.

Cavi telefonici per NOSTRA tranquillità, non farli penzolare perché rappresentano una preda ambita per il nostro gatto.

Bagno

Vasca = non lasciare la vasca piena d’acqua incustodita. Se il gatto dovesse caderci dentro, non riuscirebbe a uscirne a causa delle pareti scivolose.

Water = tenere il coperchio abbassato per lo stesso motivo di cui sopra.

Armadietti = tenerli chiusi, specialmente se contengono medicinali.

Altro

Balconi o terrazze = se il gatto ha la passione di inseguire uccellini, farfalle o altri insetti, istallare una protezione che gli impedisca di cadere.

Finestre = meglio che abbiano le zanzariere per impedire al gatto di cadere.

Gomitoli di lana = sono la passione dei gatti, ma l’ingestione di lana potrebbe essere molto pericolosa per il suo apparato digerente.

Scotch, colla, graffette e simili = meglio tenerli ben custoditi fuori dalla portata del gatto.

Aperture o buchi = dove il gatto potrebbe restare incastrato, meglio chiuderli con apposite griglie.

Istinto materno delle gatte

istinto materno delle gatteNelle colonie di gatti può capitare che più gatte si prendano cura reciprocamente dei loro cuccioli, senza distinzione di chi è figlio di chi. In caso di micini orfani dunque, gli stessi vengono allevati dalle madri superstiti. E questo è un bene perché, oltre a un allattamento naturale, essi imparano a socializzare, cosa che avviene esclusivamente da cuccioli. Le gatte hanno un istinto materno molto forte, tanto è vero che spesso allattano anche cuccioli di altre specie.

Anomalie nel rapporto tra mamma gatta e i suoi cuccioli

anomalo rapporto tra gatta e cuccioli

Potrebbe capitare, anche se è molto raro, che  una mamma rifiuti i suoi cuccioli. Ugualmente molto raro è il cannibalismo da parte di mamma gatta. Questo può succedere nel caso di una micia primipara, quando, dopo l’espulsione del primo feto, la madre mangia la placenta e il cordone ombelicale ma non capisce che deve fermarsi: in tal caso mangia anche il cucciolo. Ma, ripeto, sono casi estremamente rari.

Se avete appena adottato un gattino di tre mesi e appena giunto in casa è andato in un angolo a fare pipì ecco cosa dovete fare per abituarlo alla lettiera.

come educare un gattino alla lettieraInnanzi tutto occorre posizionare la lettiera lontano dal cibo e in un luogo appartato. Poi si prende in braccio il micio delicatamente e lo si mette nella lettiera, lasciando che la annusi e familiarizzi. MAI sgridarlo o, peggio ancora, mettergli il muso nella pipì fatta fuori sede. Alcune regole da seguire sono: tenere sempre molto pulita la lettiera; continuare a mettere il micio nella cassetta con la sabbietta finché non decide di andarci da solo; pulire bene gli angoli dove micio ha fatto pipì per evitare che la rifaccia nello stesso posto; se continua a rifiutarsi di usare la cassettina, provare a cambiare tipo di lettiera (a volte quella profumata provoca fastidio al nostro beniamino).

Come si sviluppano i sensi e le funzioni vitali nei gattini

gattini appena natiAppena nato il gattino si trascina sulle zampe anteriori per raggiungere il capezzolo di mamma gatta e solo dopo una decina di giorni le zampe posteriori riescono a sostenerlo, aiutandolo nella spinta.

Un gattino neonato pesa all’incirca cento grammi e cresce generalmente di 25 grammi al giorno.

Gli occhi del micio, cieco alla nascita, si aprono in media dopo dieci giorni (dal settimo al dodicesimo). La vista si rafforza tra la seconda e la decima settimana.

Nello stesso lasso di tempo si attiva anche l’udito, perché i neonati sono, oltre che ciechi, anche sordi. Infatti nascono con le orecchie ripiegate sulla testa e, anche se il condotto uditivo si attiva dal settimo al dodicesimo giorno, le orecchie si staccheranno dal cranio verso la seconda – terza settimana di vita.

I gattini emettono ultrasuoni non percepibili dagli umani ma perfettamente udibili dalla madre.

A partire dai due mesi il gattino arriva a dormire da 13 a 16 ore, anche se non consecutive. Infatti, i cicli di sonno nei piccoli sono più brevi che negli adulti. È sconsigliabile svegliare il gattino quando dorme: durante il sonno tutte le sue funzioni vitali si accrescono e un risveglio brusco lo può mettere in allarme, facendolo diventare un gatto pauroso. Ovviamente ciò accade se il fatto si ripete.

L’olfatto nei gattini è molto sviluppato sin dalla nascita. Infatti, è solo quello che li conduce con sicurezza fino alla fonte di cibo (mamma gatta).

Tra le 4 e le 6 settimane al gattino spunteranno i primi denti, cosa che gli permetterà di iniziare a nutrirsi con cibo solido. I primi a spuntare sono gli incisivi (2 – 4 settimane) e i canini (3 – 4 settimane). I premolari invece appariranno più tardi (4 – 6 settimane). Questi sono tutti denti cosiddetti da latte perché cadranno presto (a 3 – 5 mesi di età, tutti comunque entro i sette mesi) per essere sostituiti da quelli definitivi.

Oltre che ciechi e sordi, i gattini nascono anche impossibilitati a urinare e defecare autonomamente. Li stimola la madre leccando i loro genitali. I gattini diventano autonomi in queste funzioni verso le tre settimane.

I cuccioli nascono incapaci di ritirare gli artigli, abilità che sviluppano intorno alle 3-4 settimane, cosa che già a 30 giorni li porterà a poter usare la lettiera.

Come allattare artificialmente un gattino di pochi giorni                    

come allattare i gattiniA volte capita di salvare un gattino di pochi giorni (trovato in un cassonetto, la cui madre è morta, abbandonato da un umano, mezzo annegato ecc.) e non sapere esattamente cosa fare.

Innanzi tutto prendete un cartone sul cui fondo adagiate un termoforo sulla prima tacca di calore, e ricopritelo con stracci di lana da cambiare spesso. Avvolgete, quindi, il piccolo in una pezzuola di cotone e adagiarlo nella cuccia che dovrà essere posizionata in luogo tranquillo. I gattini appena nati hanno bisogno di calore per sopravvivere, tanto è vero che mamma gatta glielo fornisce stando continuamente con loro.

Poi acquistate un biberon e latte in polvere per gattini, seguite le istruzioni per la preparazione del latte che deve essere somministrato tiepido. In base all’età del gattino (lo dovrà stabilire il veterinario che sarebbe meglio visitasse il piccolo a casa per evitare di fargli prendere freddo), occorrerà nutrirlo ogni tre/sei ore. Mano a mano che cresce- il veterinario fornirà le regole essenziali (soprattutto la quantità di latte da somministrare)- le ore di intervallo tra una poppata e l’altra aumenteranno. Dopo ogni poppata, massaggiate con un batuffolo di cotone umido le parti anali per stimolare il piccolo all’evacuazione.

Meglio pesare il piccolo anche giornalmente per verificare che aumenti di peso.

La posizione per alimentare il gattino è quella che terrebbe se fosse allattato dalla madre: adagiato sul ventre, gambe posteriori allungate e testa leggermente rialzata per suggere il latte. Altre posizioni sarebbero pericolose a causa di possibili rigurgiti.

Tenete sempre molto pulita la cuccia del piccolo: a quell’età e senza il latte materno, le sue difese immunitarie sono assai carenti.

Meglio di tutto sarebbe trovare una balia felina, contattando un gattile o conoscenti che abbiano un gatta che allatta. Di solito le mamme micie accettano di buon grado cuccioli estranei.

Quando separare un cucciolo di gatto dalla madre?

I gattini nascono sordi e ciechi e iniziano ad aprire gli occhi verso gli otto/dieci giorni. Non vedono chiaramente mamma-gatta-e-gattinima solo ombre. Anche l’udito comincia ad apparire a quell’età, mentre dalla nascita i piccoli hanno uno spiccato senso dell’odorato e tattile, cosa che permette loro di individuare i capezzoli cui attaccarsi.

È parere comune che occorre attendere almeno 6-8 settimane, meglio, se possibile, 12 prima di privare il micetto dell’affetto e della sicurezza materni.

Un requisito importante per la separazione è che il micino sia in grado di mangiare autonomamente il cibo umido, altrimenti si dovrà provvedere all’allattamento artificiale.

La madre provvede alla pulizia dei piccoli con energiche leccate, soprattutto nella zona anale per permettere l’evacuazione. Essa inoltre insegna loro le regole comportamentali (della poppata, della pulizia, della interazione con i fratellini, della caccia ecc.), mentre dalla convivenza con i fratelli essi imparano le regole del gioco, la socialità, la lotta ecc.

I cuccioli di gatto iniziano a socializzare tra le due e le cinque settimane di vita, è quindi importante, se la madre lo permette, tenerli in mano, accarezzarli e coccolarli fin da quell’età. Ciò per dare l’occasione ai gattini di abituarsi per tempo a interagire con gli umani. Sarà poi mamma gatta a insegnar loro a non affondare i denti se non nel cibo e a non estrarre gli artigli se non per affilarsi le unghie sugli appositi tiragraffi o, in caso di gattini selvatici, sui tronchi d’albero.

I gattini separati precocemente dalla madre spesso sono involontariamente aggressivi perché non hanno potuto usufruire degli insegnamenti di mamma gatta.

Voglia di un cucciolo di gatto?

Niente di più facile che adottarne uno o dal gattile della propria città o da un conoscente affidatario di qualche cucciolata.

Ma facile non è il suo inserimento nella vita quotidiana.

Chi conosce i gatti sa che sono animali indipendenti, che non accettano imposizioni indesiderate, che fingono di non capire le nostre esigenze ma che impongono le loro.

Ogni gatto ha un carattere diverso, quindi è quasi impossibile delineare regole generiche da seguire, ma proveremo a indicarne qualcuna.

Occorre innanzitutto tener presente che il nostro cucciolo è stato strappato a un ambiente noto (sia esso gattile o casa o fienile completi di mamma gatta) e immesso in un ambiente completamente nuovo, quindi eccitante per alcuni, straziante per altri (dipende dal carattere: intraprendente per i primi, timido per i secondi).

È quindi importante accogliere il nuovo micio con amore che si manifesterà con toni di voce pacati, con carezze sulla schiena quando esso si comporterà bene e con rimproveri (sempre pacati), arrivando anche a spostare micio da un luogo dove non si vuole che stia.

I gatti, soprattutto i gattini, si spaventano facilmente, quindi se li si vuole educare a determinati comportamenti, occorre usare la dolcezza (come mamma gatta del resto).

È importante assegnare loro un nome e ripeterlo quando li si accarezza o durante le grattatine del sottogola.

Bisogna anche predisporre cucce (che potrebbero essere cartoni rovesciati con un buco di ingresso) sistemate in angoli protetti.

Indispensabili sono pure i giochi. Infatti, l’istinto ludico dei gattini è incontenibile. Sono particolarmente apprezzate le palline di plastica, soprattutto se rimbalzano, i tunnel fruscianti e i topolini di pelo, disponibili nei negozi per animali.  Sono graditi anche i tappi di sughero (dove le unghie si infilano ma sono difficili da districare, con enorme divertimento di micio). Da evitare le palline di carta stagnola (si sbriciolano facilmente con pericolo di ingestione da parte del nostro beniamino), i giocattoli troppo piccoli che il gattino potrebbe inghiottire, con conseguenze anche mortali in casi estremi.

Occorre sempre tenere a mente che un gatto è parte della famiglia. Bisogna ascoltare i suoi bisogni, ricambiare le sue coccole, rispettare la sua libertà. In cambio riceveremo allegria e affetto.

Tuttavia, un micetto è anche impegnativo: bisogna tenere pulite le ciotole di cibo e acqua, la lettiera, le cucce che visita (anche se spesso non sono le sue cucce ma divani, poltrone, letti ecc.). Occorre fare attenzione alla salute, provvedendo a sverminazioni, a vaccinazioni, a trattamenti antipulci, a sterilizzazione al momento opportuno. Ma una delle cose più difficili da decidere è permettergli di uscire. Se si abita in città e in appartamento, la domanda non si pone, ma se si possiede un giardino in periferia, perché tenere in casa il nostro micetto? Perché rifiutargli la libertà di esplorare, di cacciare, di conoscere l’ambiente che dovrebbe essergli naturale? Solo per la nostra tranquillità? Non ho suggerimenti: dipende dal carattere del gatto e da quello dei suoi affidatari.

Voglia di cucciolo di gatto, dunque? Sì, ma adottarlo con la consapevolezza che sarà un rapporto senza soluzione di continuità.

come distinguere il gatto maschio dal gatto femminaCome riconoscere il sesso di un gattino.

Appena nati è semplice, ma quando sono più grandi (1-2 mesi) diventa più difficoltoso perché maschi e femmine sono poco differenziati fino alla maturità sessuale.

In ogni caso, sollevando la coda (delicatamente perché il micino è molto sensibile in questa parte) si può notare che nella femmina la distanza tra ano e vulva è molto evidente, anche se minore rispetto a quella del maschio.

femmina di gatto

femmina

Nel maschio, invece, la distanza tra pene e apertura anale è più marcata perché ospita anche i testicoli. Questo vale anche per i gatti adulti.

maschio

maschio

Gatti e bambini

Se in casa ci sono bambini, inserire un gattino è una mossa intelligente.

Primo perché esso ha una funzione educativa (un micio non si lascia manipolare in ogni modo: quando il bambino esagera, graffi e morsi rimettono in chiaro le cose); secondo perché, da ricerche condotte, sembra che, se un bimbo prima dei due anni entra in contatto con un gatto, è meno facile che sviluppi allergie di qualsiasi tipo; terzo perché un piccolo umano impara da micio la diversità in termini di esigenze (diverse dalle proprie) da parte di un essere vivente degno di rispetto; quarto perché il bimbo impara ad amare e a comprendere un altro essere vivente e ciò gli servirà nella vita anche nei rapporti con altri esseri umani.

Certo per un bimbo piccolo sarebbe più adatto un gatto adulto (sopra i sette anni) perché più tranquillo e coccolone (se quello è il suo carattere), ma uno piccolo fa di sicuro più tenerezza.

Quando il micino morde

È difficile che un gattino cresciuto da mamma gatta insieme ai suoi fratellini e sorelline affondi i denti in maniera dolorosa. Infatti, i piccoli imparano a non farsi male giocando tra di loro.

Se invece un micetto è stato allevato da un umano, non ha appreso la misura e può affondare i dentini che, se pur ancora da latte, sono molto acuminati.

Come gestire la situazione allora?

Nel primo caso basta lasciar trascorrere il tempo di maturazione e il gattino si calmerà da solo, tanto le ferite sono rare e superficiali.

Nel secondo caso occorre innanzi tutto stabilire se micio morde per noia, per desiderio di giocare, per le prove di caccia, per paura o perché ha fame.

La noia e il desiderio di gioco si possono accomunare in un’unica strategia: fornire al nostro beniamino dei giochini da gestire tramite una cordicella o un bastoncino in modo da tenere in salvo mani, gambe e piedi.

Se sta provando a cacciarvi, non dovete assolutamente mostrare paura, altrimenti gli confermerete che siete una preda. Allontanatelo con dolcezza, fissandolo negli occhi per stabilire chi comanda e pronunciando un NO secco ma non urlato. Quando si sarà calmato, premiatelo con una carezza e uno snack.

Se vi morde perché ha fame (i morsi in questo caso sono “masticatori”), la soluzione è di fornirgli il cibo che lo calmerà immediatamente.

Nel caso della paura, cercate di tranquillizzarlo con parole dolci. Se non ci riuscite, allontanatevi e ignoratelo. Quando tornerete sarà di certo più tranquillo.

Da evitare in ogni caso: strilli e urla, soffi sul muso, ceffoni, rumori forti o simili. Non farebbero che spaventare il micetto e renderlo ancora più aggressivo.