Poesie, elogi e aforismi sui gatti

 

il gatto, la coda e la felicitàUn vecchio gatto vide un gattino che rincorreva la sua coda. Gli si avvicinò e chiese: “Come mai rincorri la tua coda in questo modo?

Rispose il gattino: “Ho sentito dire che la cosa migliore per un gatto è la felicità e che la felicità è nella mia coda. Ecco perché la rincorro e, quando l’avrò afferrata, avrò la felicità.”

“Figliolo” disse il vecchio gatto “anch’io ho considerato con attenzione i problemi universali. Anch’io ho concluso che la felicità è nella mia coda, ma ho notato che, ogni volta che mi metto a rincorrerla, essa mi sfugge mentre, quando faccio altre cose, mi viene dietro ovunque io vada.”

 

colonia felina

Nell’isola di Aoshima, una piccola isola remota nel sud del Giappone, il villaggio di pescatori è stato preso in custodia da un esercito di gatti selvatici che superano in numero gli uomini sei a uno (120 gatti per una ventina di abitanti). La convivenza è pacifica perché i gatti tengono l’isola pulita dai roditori e i pescatori, grati, li nutrono con

il loro pescato.

 

 

 

Solo doppio nome o anche doppia vita?

gattone siameseIn Nuova Zelanda c’era una volta un gatto siamese di nome Ming. Chi lo aveva adottato lo aveva trovato piccolo e abbandonato per strada. Impietosita, una famiglia si era presa cura di lui.

Essendo Ming di carattere molto libero, ed essendo la sua casa situata in una zona tranquilla circondata da molto verde, la famiglia adottante lo lasciava libero di uscire, tanto più che era sempre tornato sano e salvo, anche se a volte uno o due giorni dopo.

Passarono gli anni (due) e un giorno Ming ebbe problemi di salute: calcoli. Fu operato e dovette trascorrere la convalescenza di una settimana in casa dove gli dovettero essere somministrati dei farmaci a ore stabilite.

Ma quale fu la sorpresa della famiglia adottante quando un giorno vide su tutti gli alberi della via un volantino con la foto di Ming e una scritta che recitava “Aiutateci a ritrovare il nostro siamese”.

Dal colloquio delle due famiglie scaturì la storia della doppia vita di Ming: per due anni aveva frequentato la prima famiglia che lo aveva salvato dalla strada (e che lo aveva battezzato Ming) e anche la seconda famiglia alla quale rispondeva con il nome di Cleo.

Gli adottanti non ebbero cuore di fargli cambiare vita e, da allora, Ming – Cleo continua nella sua doppia e soddisfacente vita.

 

 

adozione di coppia di gattiUna coppia di giovani decise di recarsi al canile della propria città per adottare un cane. Dopo aver visto diversi cuccioli, vollero pensarci bene prima di compiere il gande passo perché il loro appartamento era abbastanza piccolo e loro erano spesso assenti per lavoro. Nel lasciare il canile, lo sguardo della giovane incontrò gli occhi di una gatta di nome Luna, una Main Coon marrone e rossiccia. Fu amore a prima vista.

Qualche giorno dopo i due giovani tornarono al canile per adottare Luna, ma quale fu la loro sorpresa quando videro un altro gatto, Louie, che viveva praticamente abbracciato a Luna.

Non ebbero cuore di separarli, così decisero di adottarli entrambi.

Ora Luna e Louie vivono insieme ai loro umani con i quali sono sì affettuosi ma mai come lo sono tra di loro.

 

 

leggenda del gatto certosino

Sembra che il gatto certosino sia stato portato in Francia dai Cavalieri Templari direttamente dalla Terrasanta. Essi si sarebbero innamorati di quel gatto per la sua bellezza e quindi lo avrebbero trattato come un prezioso tesoro. Il gatto prende il nome dai monasteri certosini dove esso fu sistemato per esservi allevato e accudito.

 

 

 

Maneki NekoIn Giappone il gatto è considerato un animale porta fortuna tanto che ogni casa o negozio tiene il proprio “Maneki Neko”, una statua con un gatto che tiene sollevata una zampina. La leggenda vuole che in tempi antichi un importante personaggio giapponese fosse stato salvato da un gatto che, con la zampa, lo avrebbe avvisato di un pericolo.

 

 

 

La vera storia della gatta Priscilla e del cucciolo di cane

La gatta Priscilla lo vide: era un cucciolo di cane molto piccolo. Piangeva disperato in un avvallamento acquitrinoso del terreno, dove era di certo caduto incautamente.

Diede un’occhiata ai dintorni per vedere se la madre stesse per sopraggiungere, ma trovò solo alcune nuvole basse che non promettevano nulla di buono.

Era agitata Priscilla, non voleva mettere in pericolo la propria incolumità (aveva tre gattini da allattare non distante da lì). D’altro canto le spiaceva per quella povera creatura che, nonostante tutti i tentativi, non riusciva a risalire.

Osservò di nuovo il vuoto che la circondava: nulla.

“Tentiamo!” si disse e con tre balzi accurati si trovò di fronte al cagnolino.

Lui le si avvicinò guaendo (la micia non comprese se per felicità o per richiesta di aiuto), lei lo prese in bocca per la collottola e risalì felicemente l’impervia riva.

“Allora? dov’è tua madre?” chiese al piccolo quando furono in salvo.

“Non lo so! Un umano mi ha preso e mi ha gettato in quel posto orrendo. Ho fame e sono solo. Mi puoi aiutare?”

“Certamente. Seguimi.”

Buffi lo erano senza dubbio: una gatta seguita da un cagnetto poco più grande di un topo, che riusciva a malapena a tenere il passo con la sua salvatrice.

Giunsero infine in un fienile dove miagolavano i figli di Priscilla e dove la gatta, sempre con il metodo della presa per la collottola, collocò il cagnolino.

“Ti chiamerò Oliver, ti piace?” chiese.

“Sì, ma mi piacerebbe ancora di più un po’ di latte!” esclamò il piccolo.

Priscilla non sapeva sorridere, ma ebbe un moto di simpatia verso quel povero esserino che, pur così giovane, aveva già sperimentato la crudeltà di certi umani.

Si coricò su un fianco, offrendo le mammelle ai suoi quattro cuccioli.

Allevò così Oliver che fu accettato con molto affetto dai micini di Priscilla. Essi, infatti, non trovarono mai più un essere tanto disponibile al gioco quanto lui.

 

Durantegatti bianchi l’ultima guerra mondiale, la Gran Bretagna doveva costruire una via strategica in Birmania utilizzando la manodopera locale.

I giapponesi incitavano i birmani a opporsi alla costruzione di quella strada indispensabile per gli Alleati, cosicché questi ultimi non riuscivano a mantenere gli operai al lavoro che si eclissavano dopo pochi giorni, fuggendo nella foresta.

A quel punto un colonnello inglese, che conosceva bene le credenze popolari del Paese, fece dipingere dei gatti bianchi sui camion, sulle jeep e sul tracciato della strada da costruire. Contemporaneamente, gli aviatori angloamericani ricevettero l’ordine di raccogliere il maggior numero di gatti bianchi e portarli alla base.

Il risultato fu strabiliante: in un lampo si sparse la voce che la base degli Alleati era divenuta non solo il rifugio ma anche il soggiorno preferito degli animali sacri. I gatti in Birmania, infatti, sono venerati come animali sacri agli Dei di quel Paese.

Gli indigeni quindi si schierarono dalla parte degli alleati e non prestarono più attenzione alle pressioni giapponesi in senso contrario.

 

gatto Abi

Con la sua solita calma, Biancaneve Abi si dirige verso dei vicini di casa che generosamente gli offrono qualche saporita crocchetta.

Una volta terminato lo spuntino, si guarda intorno e decide di far visita a una certa casa dove alloggiano diversi conigli.

Per strada incrocia Maggie Larom.

“Salve amica. Come va?”

“Mao Abi. Io bene e tu? Dove stai andando?”

“Faccio un sopralluogo alla casa dei conigli.”

“Come mai? Ti piacciono i conigli?”

“No, no, è che da quelle parti si aggirano sempre certi grassi toponi che mi fanno venire l’acquolina in bocca.”

“Non hai timore che ti aggrediscano?”

“Per niente, tant’è che ne ho già assaporato un paio e, se sono fortunato, oggi farò il bis.”

“Che la luna ti assista,” gli augura la micia.

Abi giunge alla meta con l’acquolina in bocca e si acquatta tra l’erba dove scorrazzano i coniglietti.

“Devono essere teneri anche loro,” pensa, “ma i topi sono senz’altro mooolto più saporiti!”

Ed eccone uno uscire dalla tana con precauzione, guardarsi intorno e avventarsi su un povero piccolo coniglio.

A quel punto Abi piomba addosso al predatore azzannandolo alla nuca.

Sono ormai le tre del pomeriggio. I suoi ospiti umani sono molto preoccupati.

Lei: “Di solito resta fuori di mattina e rientra per il pasto di mezzogiorno. Ho un brutto presentimento!”

Lui: “Vuoi che andiamo a cercarlo?”

Lei: “Sì caro, ti prego!”

I due partono alla ricerca del loro tesoro perduto.

Dopo un’ora lo trovano adagiato su un fianco in riva a un fosso. Il suo pelo candido è tutto imbrattato di sangue, e il micio respira a fatica.

Corsa immediata dal veterinario che: “Qualcuno gli ha sparato: ha una decina di pallini in corpo. Fortunatamente non hanno colpito organi vitali.”

I due si guardano allibiti.

“Chi ha potuto fare una cosa tanto crudele?” chiede lei.

“Non lo sapremo mai!” sentenzia lui.

“Sbagliato. Assumerò un detective e lui troverà la soluzione!”

“Mi pare poco probabile che un detective si occupi di una faccenda del genere,” dubita lui.

“Ma io non intendevo assumere un detective umano, ce ne sono di molto validi anche tra i mici.”

“Per esempio?”

“Non hai mai sentito parlare di Gatto Holmes?” propone lei.

“No, conosco Sherlock Holmes, ma so che è deceduto da tempo.”

“Beh, Gatto Holmes è il suo corrispondente felino.”

“Allora che cosa aspettiamo? Andiamo subito, no?”

Gatto Holmes accetta l’incarico e le indagini iniziano.

Una settimana e la relazione del cat-detective è sulla scrivania dei due umani.

È stato appurato che Biancaneve Abi si recava quasi ogni giorno in una casa dove allevavano conigli. Sembra che il proprietario, avendo spesso trovato dei resti di conigli e credendo di aver visto Abi mangiarne uno piccolo, gli abbia sparato. Ho appreso dal racconto di alcuni merli che i coniglietti invece finivano nelle fauci dei ratti e che il vostro gatto si recava laggiù per mangiarsi i topi.

 

gatto birmano

La Leggenda del gatto Birmano

In Birmania, secoli e secoli fa, in un monastero abitavano sacerdoti Kittah con i loro gatti. Un brutto giorno, il monastero fu attaccato dagli infedeli e tutti i monaci furono uccisi. I gatti furono invece risparmiati e subirono una trasformazione: il mantello divenne dorato, il muso, le zampe e la coda assunsero il colore bruno della terra e gli occhi divennero due splendenti zaffiri blu.

 

 

Sandy

Sandy era bella, ma non di una bellezza normale, bensì di quel fascino che ti avvince e al quale non riesci a sottrarti.

Viveva in una famiglia composta da due umani, Lui e Lei.

Il maschio era il suo preferito: sentiva l’amore di Lui strisciare discreto nel suo cuore di gatta. Anche a Lei era affezionata la nostra Sandy, ma in fondo al cuore provava una lieve gelosia ogni qualvolta Lui la trascurava per parlare o interagire con Lei.

Decise allora di agire. Avrebbe amato entrambi allo stesso modo, così da poter accumulare l’amore di Lui, quello di Lei e quello che Lui riversava su di Lei. E viceversa.

Era una faccenda un tantino complicata, ma, dopo le prime prove, capì di aver preso la decisione giusta.

Ora Sandy si crogiola al fuoco di tanti affetti e, credetemi, non è ancora sufficiente per estinguere la sua sete d’amore!

 

cane e gatto

I gatti occupano gli angoli vuoti del mondo umano. Quelli comodi.

(Marion Garretty)

 

 

 

gatti teneriChe misteriosa ricetta conoscono i gatti per saper dosare in modo così perfetto dolcezza e crudeltà, timidezza e aggressività, docilità e spirito selvaggio? (Mary S. Emilson)

 

 

 

gatti tigratiNon è semplice conquistare l’amicizia di un gatto.

Egli è un filosofo, calmo, tranquillo, una creatura abitudinaria amante della decenza e dell’ordine.

Non concede facilmente il suo sguardo e, sebbene possa acconsentire a essere il vostro compagno, non sarà mai il vostro schiavo.

(Théophile Gautier)

 

gatto in relax

Chi abita con un gatto non sa di avere a disposizione un maestro yoga che aiuta a superare lo stress.

Infatti, micio ci insegna l’arte del rilassamento e del corretto risveglio quando, dopo una lunga dormita, si allunga sulle zampe anteriori, stirando tutti i muscoli del corpo, inarcando la schiena e sbadigliando voluttuosamente.

Durante la giornata poi, stando sdraiato, allunga le zampe, ritraendo la testa e praticando la respirazione diaframmatica.

E poi, chi meglio di lui sa trovare le posizioni più adatte al riposo?

Impariamo, dunque, a copiare la sua stabilità di umore, il piacere per il gioco e, soprattutto, la regressione all’infanzia che ci aiuta a estrarre dal profondo del nostro animo il bimbo che ci abita.

 

gatto grigio persiano

Le confessioni di Betty

“Salve Mickey. Come va?”

“Ti serve qualcosa? Non sei mai stata così gentile!”

“Sì, in effetti avrei bisogno di un consiglio. Hai tempo?”

“Sì, certo. Siediti e inizia a raccontare.”

“Il mio problema è la mia mammy. Sai che le voglio molto bene, ma… mi è capitato d rivedere la mia ex mammy. Che mi ha invitata nella casa dove ho vissuto per alcuni anni e… l’amore è riaffiorato. Ora non so più che fare. Tu che mi consigli?”

“Non c’è una preferita nel tuo cuore?”

“No, io le amo entrambe e so che, se dovessi abbandonarne una, l’altra ne soffrirebbe!”

“Bene,” sentenzia Mickey. “Allora è semplice: non lasciarne nessuna. Ti puoi benissimo dividere tra le due case. Non c’è bisogno che siano al corrente della tua doppia vita se tu non vuoi.”

“Sei un genio, Mickey.”

“Eh, eh,” sorride sotto i baffi il mio amico. “La mia specialità è far ricuperare ai gatti i loro paradisi perduti!”

(dal Libro “La Felina Commedia” pubblicato in agosto 2014)

 

gattino rosso

Un gatto fa la sua comparsa nella tua vita. Tu hai diverse alternative:

  •  Non te ne importa nulla e tutto finisce lì.
  •  Sei interessato ma nello stesso tempo impossibilitato ad accoglierlo nel tuo ambiente a causa di resistenze altrui. Allora inizia la danza delle ore: a momenti vorresti importi, altri tentenni, altri ancora rinunci e poi di nuovo. Sì, ma, no, finché tutto finisce in un nulla di fatto (mancava forse un po’ di determinazione?).
  •  Sei interessato ma impossibilitato, però ti impegni affinché il gatto sia accolto in una struttura dove può essere accudito o, meglio ancora, da un privato che desideri occuparsi di lui.
  •  Sei interessato e lo accogli nella tua casa e tutto finisce lì. Anzi tutto inizia da lì perché non è possibile che una vita completa di gatto sia la fine di una storia: è solo l’inizio di un romanzo d’amore (non strappalacrime però!).

 

La mia era una casa normale: marito, figli, qualche gioia, qualche contrarietà; poi spalancai la porta alla magia, alla vitalità, allo stupore, alla meraviglia, alla fantasia, al mistero.

Basta serate noiose davanti alla TV, basta dormite pantagrueliche, ora micio, da raffinato acrobata, fantasioso giocatore, imprevedibile amico, diventa l’attore protagonista delle nostre serate, ricreando il calore di una vera famiglia.

Se alza la coda al nostro avvicinarsi, micio ci sta salutando, mostrandoci la sua gioia.

Se si struscia contro le nostre gambe, micio ci sta coccolando e, soprattutto, marcando con il proprio odore, affermando così: “Sei mio!”

Se micio appoggia il suo naso sul nostro, è amore vero.

Se micio sfrega il suo muso sul nostro viso, è intensamente innamorato di noi.

Se micio chiude gli occhi anziché tenerli aperti quando lo guardiamo, ci invia baci gioiosi.

Se micio ci rifila testate in qualsiasi parte del corpo, vuole giocare con noi, non prima di aver ricevuto la razione che gli spetta di coccole.

Se micio miagola il suo disappunto quando non gli badiamo, ci sa perdonare dopo un’indigestione di carezze.

Lui non solo fa parte della nostra vita, ma se ne impossessa per cambiare a suo piacimento i nostri piani e per insegnarci le fondamentali nozioni di convivenza. 

 

gatto che dorme in giardino

Non c’è nulla di più dolce del sentimento di pace che infonde quando il gatto riposa, e non c’è nulla di più vivace della sua natura quando è in movimento. (Christopher Smart)

 

 

 

I gatti non obbediscono al padrone per cause evolutive. Se discendeste dalle tigri, nemmeno voi ubbidireste ai pronipoti delle scimmie! (Ventotagliente, Twitter)

 

Il gatto è un essere vivente dotato di una sensibilità eccezionale, celata sotto un atteggiamento indifferente che gli osservatori superficiali scambiano per disinteresse o peggio ancora egoismo.

gatto tigrato che dorme

Mio bel gattino

Che fai un pisolino

Svegliati infine

Alle mie canzoncine.

Mio bel gattino

Che sul tuo lettino

Muovi la coda

È proprio una moda?

Mio bel gattino

Che sdraiato sul cuscino

Ammicchi con amore

Del mio cuore sei signore.

gatto con occhi verdi

Due verdi occhi di giada mi fissano

Immobili e freddi come acqua stagnante

D’improvviso si serrano come stanchi

Di sopportare luce troppo vivida.

Una zampetta di velluto mi sfiora

Come per una carezza timida e affettuosa

Un musetto di micia mi saluta

Con un miagolio lento e prolungato.

Una morbida rotondità pelosa

Mi balza improvvisa sul grembo

E io sento il caldo tepore di lei

Che mi trasmette messaggi oscuri

 

 

 

gatto tigrato bianco

Siamo propensi a interpretare come vanità, indifferenza, superiorità, arroganza o distacco quella che in realtà è una forma di autocompiacimento: perché il gatto è felice di essere se stesso. (Jeffrey Moussaieff Masson)

Per entrare nel mondo felino occorre munirsi di alcuni strumenti elencati di seguito:

  • Amore incondizionato;
  • Capacità di comprensione;
  • Capacità di sopportazione;
  • Disponibilità al gioco;
  • Disponibilità al sacrificio;
  • Generosità.

Ma tutto ciò non basta perché è il gatto che sceglie l’umano e non viceversa.

Aforisma: i gatti hanno una vita perfetta: ricevono coccole quando gli pare, possono dormire 24 ore su 24, odiano chi vogliono e, quando ingrassano, sono più belli.

alt="gatto nero che mangia"

Si muove lieve
Come un fiocco di neve
Osserva sornione
Con aria da birbone
Di bocconcini una porzione.
Si avvicina lento
Puntando l’alimento
È arrivato ormai
Senza mettersi nei guai
Evitando degli altri gatti il via vai.

alt="la spiritualità del gatto"

In Thailandia fu scritto “Il libro delle poesie dei gatti” o Tamra Maew, attualmente conservato nella biblioteca nazionale di Bangkok come un autentico tesoro.
Nel buddismo theravada esiste una leggenda legata ai gatti, considerati da sempre spiritualità pura.
Quando una persona raggiungeva i massimi livelli di spiritualità e poi moriva, la sua anima si reincarnava nel corpo di un gatto.
Quando una famiglia moriva, era sotterrata in una cripta insieme a un gatto vivo. La cripta possedeva una piccola fessura dalla quale l’animale poteva uscire e, quando lo faceva, si era sicuri che l’anima dei propri cari si fosse reincarnata nel corpo del gatto.

alt="gatto rosso tigrato"

Il gatto!
Magica è solo la parola che ci illanguidisce gli occhi al pensiero di una morbida pelliccia da accarezzare, di due diamanti colorati in cui sprofondare, di una musica straordinaria da aspirare.
Il gatto!
Essenza selvaggia e pur domestica, animatore delle nostre giornate, giocoliere spericolato mai fallibile, ideatore vanaglorioso e originale, attore e comunicatore impareggiabile.
Il gatto!
Eccezionale insieme di qualità invidiabili, affascinante calamita dei nostri pensieri, magnanime dispensatore di blandizie, abile governatore dei nostri ozi, inflessibile pedagogo.
Il gatto!
Quanto potere concentrato in così limitata dimensione!

Ecco come erano considerati i mici nell’antichità.

I gatti sono animali che hanno suscitato, fin dalla loro comparsa accanto all’uomo, diverse reazioni: c’è chi li considerava dei portafortuna e chi invece attribuiva loro delle facoltà negative, quali quelle di attirare sugli umani che li ospitavano la cattiva sorte.
In Cina i gatti erano considerati in grado si scacciare gli spiriti maligni con un solo sguardo.
In Egitto i gatti erano considerati sacri e, se il gatto di casa moriva, i famigliari si rasavano le sopracciglia in segno di lutto. Inoltre, gli egiziani erano convinti che di notte i raggi del sole si nascondessero negli occhi di questo meraviglioso felino.
In Francia anticamente si credeva che, seguendo un gatto nero, si arrivasse a scoprire un tesoro nascosto.
In Asia sudorientale si credeva che le anime, prima di reincarnarsi, dovessero passare attraverso il corpo di un gatto.
In Italia si era convinti che un gatto riuscisse a percepire l’aura di un corpo umano.

alt="gatto rosso che dorme"

Che cosa nasce in noi quando osserviamo un gatto?
Sonnecchia amoroso
Su morbidi cuscini.
Si sveglia voglioso
Di acqua e croccantini.
Stiracchia le sue membra
Per essere più agile.
Pettina il suo mantello
Per esse più bello.
È pronto!
Scende maestoso
Si avvicina al cibo
Osserva e annusa
Con la zampetta destra
Estrae qualche crocchetta
Se la porta alla bocca e
Solennemente
La trangugia.
Gatto, mio gatto,
stupore della mia vita,
ammaliatore nobile,
certezza assoluta,
donami la saggezza,
donami la sicurezza,
donami il fascino
con cui mi hai conquistata.

Aforisma: Una casa senza gatti è come un albero senza foglie.

alt="micino"

Disquisizione sull’essere gatto.
I gatti, come tutti sappiamo, sono esseri molto complessi che ci sorprendono sempre con nuove esibizioni. Quando ci sembra di aver capito tutto di loro, ecco un comportamento assolutamente imprevedibile che scuote le nostre convinzioni.Ebbene, viviamoli così i nostri mici. Ci arricchiscono la vita, ci donano affetto e, soprattutto, ci educano al rispetto (con zampate e morsi dolorosi quando i nostri comportamenti esulano dalla loro etica). Etica? Vi chiederete. Sì, proprio di etica si tratta, ovviamente di etica felina, non illudiamoci che i gatti abbiano gli stessi nostri valori, li hanno molto più elevati! (ahahah!)

Poiché questa è una rubrica che tratta dei gatti, visitiamo un pò il loro mondo interiore.
A livello emotivo il gatto, avendo vissuto da secoli con gli esseri umani e, pur tuttavia mantenendo la propria indipendenza di giudizio e comportamentale, è l’animale più completo. Nonostante le ore attive siano poche se confrontate a quelle del sonno, il gatto riesce a comunicarci una vitalità esuberante, un amore immenso per se stesso (e a volte anche un po’ per noi che gli viviamo accanto), una filosofia di vita adatta a ogni circostanza e un’intelligenza creativa che ci lascia sempre stupiti.

alt="gatto tigrato disteso sul prato"

Piccolo ammasso di pelo che riposa fiducioso sulle ginocchia e che reagisce con fusa immense a ogni lieve tocco umano. Esseri liberi da ogni regola, salvo l’abitudine. Curiosi, suscettibili, golosi e dormiglioni. Adorano giocare, riposare, la pulizia (propria e dell’ambiente in cui vivono). Spesso altezzosi, sordi alle chiamate (almeno per qualche minuto), vezzosi e fedeli ai propri istinti. Imparano presto gli artifici umani (che si possono utilizzare al massimo per un paio di volte) e come ottenere ciò che vogliono a seconda dell’umano con cui interagiscono.

Con o senza gatto?
Talvolta un po’ di solitudine non guasta, quindi stiamo volentieri in casa quando le nostre pile sono scariche.
Spesso però il vuoto delle stanze ci atterrisce, non per paure fisiche, ma per sbigottimenti mentali. Allora ecco comparire la rubrica del telefono con numeri salvifici di qualche amico o amica da invitare a cena.
Possibile non ci sia altra soluzione?
Ebbene sì, la soluzione esiste, semplice e salutare per chi l’adotta e per l’adottato. Sto parlando di un animale che aspetterebbe nella casa deserta il nostro ritorno, riempiendo di grida gioiose l’incontro continuamente rinnovato. Allora sì che avremmo fretta di levarci di dosso con una doccia bollente tutti i malumori e i problemi della giornata per metterci comodi a goderci il nostro amico peloso.
Avete mai provato la delizia di un micio sulle ginocchia? Quando le fusa sonore invadono il vostro animo, riempiendolo di vibrazioni lenitive, mentre gli sguardi languidi penetrano nei vostri cuori, versandovi bevande appassionate? E che dire del calore di un corpo vivo a contatto con il vostro? Sfido chiunque a restare indifferente!
Ma non è tutto: un gatto non si accontenta di mettervi a vostro agio, egli (e sottolineo il pronome personale) vuole arrivare a conquistare anche la vostra attenzione che carpirà con un briciolo di “pazzia da gioco”.
Volete sapere di che si tratta?
Il vostro micio si esibirà in corse sfrenate, inseguirà una pallina, un tappo di sughero, insomma qualsiasi cosa si permetta di rotolare, e per voi sarà impossibile mantenervi seri.
L’ora è tarda, il sonno abbassa le vostre palpebre, il letto accoglie le vostre membra tra cui un fagotto peloso si adatta a meraviglia.
Non lasciate che tutto questo resti un sogno!

alt="gatto certosino ed il suo umano"

Il gatto nella vita di un umano

Quando il mondo ti è nemico,
Guarda negli occhi il tuo micio.
Quando là fuori è tempesta,
Accarezzagli la testa.
Quando ti svegli svogliato,
Nutri l’affamato.
Quando ti senti solo,
Guarda gli uccelli in volo.
Quando ti poni domande,
Osserva le sue scorribande.
Quando sei oberata dagli anni,
Occupati dei suoi malanni.
Perché la vita senza un gatto
è qualcosa di rarefatto,
senza tatto,
ultrapiatto,
inadatto,
liquefatto.

E ora un aforisma che io trovo molto spassoso:

Il gatto sembra l’incarnazione di ogni cosa soffice, setosa, priva, nella sua composizione, di qualsiasi asperità: un sognatore la cui filosofia è “Dormi e lascia dormire”. (Saki)

Breve elogio (da leggere con disposizione d’animo sognante!)

Il gatto!
Magica è solo la parola che ci illanguidisce gli occhi al pensiero di una morbida pelliccia da accarezzare, di due diamanti colorati in cui sprofondare, di una musica straordinaria da aspirare.
Il gatto!
Essenza selvaggia e pur domestica, animatore delle nostre giornate, giocoliere spericolato mai fallibile, ideatore vanaglorioso e originale, attore e comunicatore impareggiabile.
Il gatto!
Eccezionale insieme di qualità invidiabili, affascinante calamita dei nostri pensieri, magnanime dispensatore di blandizie, abile governatore dei nostri ozi, inflessibile pedagogo.
Il gatto!
Quanto potere concentrato in così limitata dimensione!

gatto che vuole coccole